Alex84

DeRango : 0,47
DeEtà™ : 7212 giorni • Qui dal 10 settembre 2006
Lana Del Rey Born To Die
Voto:
Le do un 3,5 perché mi aspettavo atmosfere più retro da quest'album e meno presenza di sfumature hip hop. Gran bel pop melodico e raffinato, però, di cui si sentiva davvero la mancanza.
. La title track arriva dritta al cuore.
Terrence Malick The Tree Of Life
Voto:
Che splendore di film.
HBO Game Of Thrones - Il Trono Di Spade
Voto:
Mi aspettavo molto di più. Avendo letto i romanzi, la trovo una trasposizione molto didascalica. Speravo in qualche guizzo della regia, invece il ritmo è terribilmente piatto, simile a quello soporifero de "I Borgia". Avrei gradito anche qualche spacconata, qualche trovata ad effetto, invece ho assistito al piattume totale.
Nightwish Imaginaerum
Voto:
Qualcosa non mi convince di quest'album. Molto sofisticato, ma Tuomas ormai sta sconfinando nel manierismo. Mi aspettavo una varietà maggiore, arrangiamenti orchestrali più ricchi e sorpendenti, e soprattutto chitarre più incisive e meno plasticose.
David Bowie Heathen
Voto:
Lavoro maturo, sofisticato ma noiosetto. Non riesco ad ascoltarlo dall'inizio alla fine senza sbadigliare.
Kate Bush 50 Words for Snow
Voto:
Splendido. Un album limpido, gelido (ma non asettico) e lirico. Molto meno luminoso di aerial. Certe canzoni lasciano una grande malinconia.
Giorgio Moroder Scarface
Voto:
Un concentrato di leggerissimo pop anni 80. Perfetto per le atmosfere kitsch e i colori al neon del film.
Tori Amos Night Of Hunters
Voto:
Come scrive Lobotomy, non è proprio un album da "un ascolto alla cazzo". Per niente, più l'ascolto più risulta meno freddo ma anzi difficile. Una difficoltà che si apre pian piano. E si rimane stupiti di fronte alla limpidezza dei suoni, al concept rarefatto ma denso di sentimenti, nonché al coraggio di proporre un lavoro molto meno commerciale rispetto al precedente "abnormally...", che comunque apprezzo.
Sì, Tori sta invecchiando molto bene.
Tori Amos Night Of Hunters
Voto:
Concordo sul fatto che Tori si è lasciata andare troppo a una "ricerca accademica del suono". Quest'album, pur se qualitativamente superiore, risulta meno spontaneo di Beekeeper o American Doll Posse. Il ritorno al pianoforte e la scelta di non lavorare più con una major per avere più indipendenza artistica, in realtà rivelano un'influenza di produzione diversa. Non abbiamo chitarre invadenti o tastiere pervasive, ma arrangiamenti orchestrali a volte troppo marcati, freddi e, perlappunto, accademici.
Gli darei un 3 1/2, quasi tendente al 4 per lo sforzo intellettuale che sta dietro l'album. Ma la freddezza rimane.