Stoney

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Friedrich Nietzsche L'Anticristo
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Quoto ogni parola del commento 2
Antonio Di Pietro, Gianni Barbacetto Il Guastafeste
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Con il post precedente mi riferivo al commento di H.B., non l'ho scritto, scusate.
Antonio Di Pietro, Gianni Barbacetto Il Guastafeste
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Facile accusare gli estremismi o l'attuale maggioranza, i picchiatori al governo o chissà chi altri. Io parto da un presupposto in realtà banale: siamo in un sistema economico e sociale che ci sprona da sempre a seguire i nostri interessi e a massimizzare i nostri profitti, e del resto credo sia nella natura umana; qualsiasi forza, se nessuno gli si oppone, giunge al monopolio. Cosa pretendiamo, forse, che i politici facciano un fioretto a Gesù e auto-limitino il loro strapotere, o che le organizzazioni criminal-massoniche di cui parli si mettano una mano sulla coscienza? Il problema serio è che questi poteri nessuno si preoccupa di contrastarli. Del resto, chi potrebbe farlo? Io? Tu? Il "popolo italiano? Siamo realisti: non è così che funziona. Le rivoluzioni (culturali o "di piazza") possono anche cominciare dal basso, ma se non hanno una rappresentanza finiscono nella repressione, o nell'indifferenza, che è pure peggio (l'enorme sollevazione studentesca dello scorso autunno vi dice qualcosa? Che fine ha fatto? Perché, secondo voi?). Abbiamo un partito di opposizione il cui compito sarebbe proprio quello di farsi garante di certi sentimenti, però sono 20 anni che gioca a fare la bella statuina. E poi, te lo figuri Veltroni che prende in mano la situazione e si fa portavoce di una generazione di studenti incazzati neri? No, troppo "comunista"!, poi lo accuserebbero di essere una spia del KGB. Perché è questo il problema della sinistra (che tu voti, e che io votavo) dal dopo-tangentopoli: che deve sempre chiedere scusa prima di esprimere le proprie idee. Sono 20 anni che la sinistra fa una sola cosa: difendersi dalle populistissime accuse di "comunismo" (inteso nel senso sovietico del termine) che i suoi oppositori gli rivolgono. Io sono abituato che quando ho un'idea la dico, e se qualcuno cerca di screditarmi affibbiandomi un'etichetta perché non ha argomentazioni è un problema suo, non certo mio che devo difendermi da un'accusa provocatoria e priva di senso. Mi sono rotto i coglioni ormai di sentire da questi pagliacci discorsi deboli, privi di forza, che sparano cazzate su grandi alleanze che mettano d'accordo tutti indistintamente fra clericali col cilicio e riformisti ("moderati" s'intende, mi raccomando), nel tentativo maldestro di convincere l'elettore indeciso e timorato di Dio che gli ex-comunisti non mangiamo più i bambini come una volta. E ci lamentiamo ogni volta la destra vinca a tavolino? Cavolo, è il minimo! Ogni volta che un esponente della sinistra apre bocca è un assist regalato alla destra; ogni volta è un giocare la partita in casa dell'avversario con le sue regole. La destra lancia un amo e la sinistra abbocca, la destra provoca e la sinistra risponde. La destra butta ogni discussione sullo slogan invece di criticare i contenuti, e la sinistra si preoccupa di coniare un nuovo slogan che sia più accattivante. Ecco, alla fine a colpi di retorica da quattro soldi la destra non solo ha demolito la credibilità dell'opposizione, ma l'ha adeguata ai suoi standard linguistici e cognitivi privandola di fatto delle sue idee. La sinistra perde talmente tanto tempo a trovare il cavillo retorico per spuntarla nei dibattiti che alla fine perde di vista quello che voleva dire, tanto che adesso non se lo ricorda più nessuno. Tant'è che il qualunquismo, che è la reazione più naturale al disorientamento da assenza di idee, si sta impadronendo anche della sinistra (mi riferisco a chi dice che Travaglio è un grande giornalista e Di Pietro unico politico onesto: non è così che si risolvono le cose). Non si può vincere l'attuale maggioranza in comunicazione pubblicitaria, se lo si pensa o si pecca di presunzione o si è semplicemente stupidi.
Antonio Di Pietro, Gianni Barbacetto Il Guastafeste
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Iside, l'"io ce l'ho più lungo di te" ai 20enni di oggi secondo te chi gliel'ha insegnato? Forse se lo chiamassimo col suo nome corretto, cioè "competizione", le cose sarebbero più chiare. Ricorda che i figli seguono sempre l'esempio dei genitori...
Alizée Gourmandises
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Io però continuo a dire che DeBaser si sta rivelando la manica di "aficionados" dell'autoerotismo, aka "sega solitaria a due mani", che avevo sempre sospettato. SEGAIOLI!! :DDD P.S.: Alizèe è fica ma è troppo magra per i miei gusti, a me piace la ciccia (cfr. Joss Stone ai tempi del primo disco)
Antonio Di Pietro, Gianni Barbacetto Il Guastafeste
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Hypnosphere Boy, magari il futuro fosse in mano ai giovani, magari. La verità è che questi signori ci hanno tolto tutto, se ne andranno lasciando il deserto e lo sfacelo e noi ci azzanneremo l'un l'altro per accaparrarci le briciole rimaste. O forse credono che ci accontenteremo tutti di precariato e lavori sottopagati? La gente in condizioni di difficoltà diventa cattiva e gioca d'astuzia, non ci sarà nessuna grande sollevazione, non ora. Questo perché non esiste nessuna coscienza su cui far leva: ci hanno fatto il lavaggio del cervello per renderci docili e flessibili al consumismo, hanno usato la pubblicità per renderci sempre più coglioni, hanno avviato e sostenuto la cultura dell'apparire e dell'eccedere perché così avremmo comprato di più. Ecco cosa c'è dietro alla tanto millantata "carenza di valori" delle nuove generazioni, parlano tutti come se i giovani fossero una massa incancrenita di deficienti incapaci (che è vero) e non si rendono conto che la colpa è solo loro.
Melvins Melvins Vs. Minneapolis
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Ecco, questo sì che è un gruppo coi controcoglioni ipercubici.
Natalie Imbruglia White Lilies Island
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Boh, a me ste zoccolette che hanno la possibilità di fare un disco perché so fiche mi stanno sulle palle a prescindere. Se voglio vedere un po' di figa uso Google, non ho bisogno di ascoltarmi una canzone.
Spock's Beard Snow
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Mah, vi dirò... è vero che non è poi così malaccio questo disco, considerando gli obbrobri prog-rock che ci sorbiamo da una quindicina d'anni a questa parte, però non ci vedrei dietro tutto 'sto capolavoro. Potrà essere piacevole da ascoltare, ma i capolavori sono ben altra roba, secondo me. E comunque ha parecchi punti di debolezza, ad esempio il senso di deja-vu quasi onnipresente durante tutta la durata dei 2 dischi, la predilezione per le melodie "cantabili" di stampo ottantiano che fanno capolino più e più volte nel corso dell'ascolto demolendo fisicamente i maroni dell'ascoltatore. Insomma, qua e là piacevole, di certo cinque stelle sono fuori da ogni criterio logico.
Antonio Di Pietro, Gianni Barbacetto Il Guastafeste
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Sono di fretta e non rispondo della coerenza grammaticale del seguente post: E' normale che al TG non parlino di certe cose, anzi, mi sembra quasi ovvio, per un paese come l'Italia. Forse che negli anni della prima Repubblica non è successo così? A me sembra proprio di sì. Ricordo l'ipocrisia dell'era Tangentopoli, in cui il mondo giornalistico faceva finta di sbandierare chissà quale verità rivelata quando per cinquant'anni c'erano stati i peggiori delitti ai danni di giornalisti che avevano smascherato gli stessi immensi giri di miliardi del pool di Mani Pulite già da tempo. Da che mondo e mondo l'informazione dei mass media è incompleta e di parte, le notizie vengono tagliate e rimaneggiate, non solo quelle politiche o giudiziarie; anche le scoperte scientifiche, ad esempio, vengono banalizzate fino all'inverosimile e ne vengono limati i connotati più importanti (ad esempio soprattutto sulle notizie di nuove tecnologie per la produzione di energia rinnovabile, mai che si diano cifre esatte e che si faccia notare che il modo per risolvere parecchi conflitti c'è ed è attuabilissimo, o le notizie delle scoperte in campo medico che devono essere presentate in modo che i soliti papisti non sollevino dubbi di natura etica). Chi ha fame di notizie vere e di approfondimenti non può lamentarsi che la TV non si preoccupa di soddisfare questo suo bisogno primario: non lo farà mai. Questo voler tutto dalla televisione purtroppo è frutto di un atteggiamento vecchio e anacronistico, che vorrebbe la TV portatrice di valori e di cultura come negli anni '50 quando si insegnava alla gente a parlare italiano. Sebbene una simile pretesa sia apparentemente nobile, in realtà cela la pantofolaggine insita nell'italiano medio: la cultura uno se la costruisce con sforzo e dedizione, non stravaccato sul divano di casa a guardare passivamente uno schermo. E' come pretendere di farsi i muscoli con l'elettrostimolatore, né più né meno.