Frankie89

DeRango : 1,58
DeEtà™ : 6793 giorni • Qui dal 4 novembre 2007
James Blake James Blake
Voto:
di Skream lovvo trpiximo qst sboronata!!!111!1
Bon Iver Bon Iver
Voto:
Io personalmente uso e getto a velocità piuttosto moderate (anche perché, come ho già detto, di dischi ne possiedo parecchi) però il punto è che proprio non capisco per quale ragione un prodotto culturale come la musica viene considerato in un certo senso più ostico da comprendere e assimilare rispetto ad altre cose come la letteratura o il cinema sui quali in media spendiamo molto meno tempo. La mia più che altro voleva essere una riflessione su questo: il perché un disco necessiterebbe di più impegno e tempo affinché apporti un contributo significativo alla nostra crescita personale rispetto a un libro o a un film.
Bon Iver Bon Iver
Voto:
Io però voglio domandarmi se questo utilizzo "usa e getta" della musica sia sbagliato. I dischi sono l'unico prodotto culturale che utilizziamo più volte mentre con libri e film l'usa e getta è già più comune: la maggior parte dei film che vediamo e dei libri che leggiamo difficilmente li riutilizzeremo ancora. Ma c'è qualcosa di sbagliato in questo? Una volta o due non bastano per assimilare un prodotto? Che differenza c'è fra ascoltare un disco 10 volte nel 2011 e ascoltarlo 100 volte nel 1991? Il messaggio e le emozioni che quel disco voleva apportarci non sono state ugualmente ricavate? Ora, in un mondo, dove tutta la musica è potenzialmente gratuita o quantomeno offerta a prezzi stracciati cosa c'è di male nello spararsi tutta la discografia dei Led Zeppelin in una settimana? Chi lo fa è forse più ignorante di uno che ha ascoltato Led Zeppelin II fino alla nausea e che magari di notte si sogna l'assolo di Moby Dick? Non so, ma tendenzialmente non credo che le cose stiano così. Oggi esiste di meno quell'attaccamento morboso per un oggetto mentre la cultura circola molto più velocemente. E io direi che ci abbiamo solo guadagnato e che l'usa e getta musicale non sia una cosa così orribile. Sticazzi se non ho un rapporto mistico con un disco, non ne assaporo ogni singola nota: è vero a volte mi abboffo come un maiale ma dato che la mia salute non ne risente e anzi ne giova pure non vedo proprio quale sia il problema. Solo gli artisti di ieri, quelli che non sono riusciti per questioni generazionali a capire queste dinamiche, ne soffrono.
Bon Iver Bon Iver
Voto:
Bè sui dischi e sui film la questione è un attimo diversa e più delicata. Scrittori e registi non possono mica fare i concerti.
Bon Iver Bon Iver
Voto:
Io onestamente questa necessità di "affezionarsi al disco" non l'ho mai capita: mi sembra una cosa quasi morbosa. Il disco è solo un cacchio di supporto, un oggetto, non ha un'anima. La musica che c'è dentro invece sì e sono d'accordissimo sul comprare qualcosa quando riteniamo sia valida. Che poi io compro un sacco di dischi ma con essi non ho un rapporto sentimentale: quando guardo la mia pila di 300 e passa cd non mi si riempie il cuore d'orgoglio. Quello succede magari quando sento Daydream Nation sull'hi-fi perché sentirlo con le cuffiette è un po' una chiavica. Ma onestamente non percepisco la poesia nella muffa che si mangiucchia i vinili o nei buchetti virginali di un cd con i quali qualcuno tenterebbe pure di avere un amplesso.
Bon Iver Bon Iver
Voto:
Bè Geb, suvvia è proprio cambiato il metodo di fruizione... oggi a meno che uno non sia intortato dall'hype difficilmente compra un disco di debutto senza averlo ascoltato almeno in streaming a 96k. E non vedo che cosa ci sia di male in questo: io compro il tuo prodotto solo se il tuo prodotto mi interessa veramente e se ho voglia che tu continui a fare dischi grazie al mio aiuto economico. Prima dell'era mp3 questa scelta non era possibile e la situazione era più a favore del produttore. A me sembra una conquista: oggi la scena musicale è più meritocratica e nessuno diventa più ricco da far schifo (son sicuro che se una band non ha la limousine, il domperignon e le troie la musica ci guadagna). Insomma, nel 2011 non si può stare ancora a parlare di queste cose. Pensi che la circolazione della cultura sia un male? Io ad esempio non avrei mai potuto ascoltare il tuo "Non esistere" dei Fluxus senza il download (dato che in cd non si trova proprio).
Beatsteaks Boom Box
Voto:
Pare interessante. Dello pseudo-punk di qualità nel 2011 dovevo ancora sentirlo.
James Blake James Blake
Voto:
Non c'entra un cazzo, cioè magari un po' (anche se gli americani hanno un modo tutto loro di intendere il/la dubstep. Guardate quel tamarro di Skrillex), ma da qualche parte dovevo condividere questo video
James Blake James Blake
Voto:
A me è piaciuto molto e penso che abbia inaugurato un genere che fra un po' sarà affollatissimo, possiamo starne sicuri (qualcuno potrà dire che non è stato il primo a fare ste cose ma chissenefrega, lui le ha portate quasi nel mainstream). Ultimamente ho scoperto Jamie Woon che mi fa sbavare anche di più e il canadese The Weeknd che non credo si possa ritenere proprio dubstep-soul ma che comunque ha diverse cose da spartire con questo fenomeno.
Black Dice Beaches & Canyons
Voto:
L'ho sentito ma non l'ho capito: mi affascina e infastidisce allo stesso tempo. Uno di quei dischi che non sai mai quand'è l'occasione giusta per ascoltarli.