19Lunghezze Bannato

DeRango : -3,58
DeEtà™ : 6699 giorni • Qui dal 5 febbraio 2008
Lenny Kravitz It Is Time For A Love Revolution
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@ Giudicewoodcock: PREGO TESTA DI CAZZO!?
Lenny Kravitz It Is Time For A Love Revolution
Voto:
A PROPOSITO GINO VANNELLI NON SARA' MICA FRATELLO DI JO T. VAN(N)ELLI!? ANCHE VANELLI O VANNELLI CERCA UN CAVALLO ZOPPO DA CURARE - QUELLO DI KRAVITZ VA BENE!?
Lenny Kravitz It Is Time For A Love Revolution
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@ Cornell: BRAVO SEI STATO ATTENTO!!!PER QUESTO TI MERITI UNA MINCHIA NEL BUCO DEL CULO! DAL CAVALLO ZOPPO CON LE EMORROIDI DI KRAVITZ!
Lenny Kravitz It Is Time For A Love Revolution
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.........................entusiasta pubblico italiano, che prova a riecheggiargli un "dov'è Joe?" (il fratello tastierista simbolo del periodo pop) o a chiedergli vecchi pezzi, ma lui sorride paziente e gentile e con un cenno di saluto scompare nel camerino...........DA QUANTO QUI RAPPRESENTATO HO VOLUTO RENDERE PARTECIPE IL POPOLO DI DEBASER!IL SIGNOR NIGHTWALKER10 HA RICOPIATO QUESTA SUA RECENSIONE SPACCIANDOLA PER NUOVA (INFAMATA!) ADESSO MI CHIEDO E CHIEDO AL POPOLO DI DEBASER!?NON SAREBBE MEGLIO RIPROPORRE DELLE VECCHIE RECENSIONI (LE PIU' BELLE) E SPECCIARLE PER PROPRIE!?...NATURALMENTE QUANDO NON SI HA UN CAZZO DA FARE!?
Lenny Kravitz It Is Time For A Love Revolution
Voto:
DA QUANTO NOTATO HO PENSATO BENE DI PRESENTARE UNA RECENSIONE NELLA RECENSIONE VISTO CHE QUELLA DEL "NIGHTWALKER10" NON SE LE' CAGATA NESSUNA............................ ................................... .................Parco Archeologico di Cuma - Via Dell'Acropoli 1 - 80078 Pozzuoli (NA)
GINO VANNELLI feat. Michiel Borstlap
Gino Vannelli: voce, Michiel Borstlap: pianoforte e tastiere, Boudewijn Lucas: basso, Erik Kooger: batteria. Probabilmente Gino Vannelli può vantare una delle platee d'ascolto più qualificate e, allo stesso tempo entusiaste, che capiti di vedere in un concerto e allora non ti sorprendere se scorgi Vittorio De Scalzi e Nico Di Palo, dei mitici New Trolls, quietamente assiepati che dispensano estasiati commenti su questo straordinario crooner che ha colorato per una sera le evocative vestigia di Cuma con la sua straordinaria voce.
Il concerto partenopeo, il primo della sua vita, ha riproposto il sofisticato sound che ha caratterizzato l'ultimo decennio dell'artista canadese sempre più attratto da atmosfere "combo jazz", ormai bonariamente accettate anche da qualche nostalgico della jazz fusion vannelliana anni 70. Il rigore e l'integrità artistica di Vannelli, cui ha sacrificato una carriera ben più remunerativa, sono proverbiali e si ritrovano anche nelle sfumature delle sue peformance, infatti prima del concerto si dedica ad un lungo e meticoloso soundcheck alla ricerca di precise sonorità che hanno prima messo a dura prova i trafelati fonici, poi, impreziosito lo show dominato dalla sua vocalità potentissima, malleabile e ricca di sfumature, che gli permette di passeggiare letteralmente sulle note inerpicandosi nelle tensioni più inaspettate per poi distendersi in lussureggianti vocalismi.
Classici hit del suo passato più pop vengono stravolti da arrangiamenti coraggiosi, a volte asciutti e spigolosi, e armonizzazioni che esaltano in primis Michiel Borslap pianista olandese di grande talento (già con Les Paul, Roy Hargrove e Jimmy Haslip e titolare di progetti personali tra cui il bel "Body acoustic" una rilettura acustica dei Weather Report del compianto Joe Zawinul) nonchè il giovanissimo Erik Kooger che ha incantato con le sue poliritmie gli attenti spettatori, il sapiente Boudewijn Lucas al basso; ma ciò che forse, più di tutto, ha contraddistinto la performance di Cuma è un uso magistrale della dinamica che ha deliziato la platea con l'alternanza di concitati fraseggi bebop con break stops micidiali, grappoli di cromatismi e ipnotici voicings di piano elettrico.
Il concerto di Gino Vannelli ha rifuggito con pudore facili indugi sugli hit del passato addentrandosi, invece, nelle nuove songs contenute nel cd in uscita realizzato da Vannelli con questa formazione, proponendosi più come il frontman di un gruppo che come un vero e proprio solista, e dunque lasciando ampi e meritati spazi al talento strumentale dei musicisti. Ed ecco, ad esempio, la splendida ballad Don't give up on me o la pulsante Knight of the road estrinsecare tutta la sua capacità di essere compositore, arrangiatore ed interprete camaleontico, a suo modo "direttore d'orchestra" dalle intuizioni davisiane, dove jazz, soul, melodia vengono trasfigurate senza confini di genere o di mode: la sua musica dal vivo è assolutamente imprevedibile attimo dopo attimo. La musica di dipana con naturalezza e fascino fino alla chiusura che spetta naturalmente ad I just wanna stop in versione slow cantata con il pubblico, unica vera concessione della serata, si potrebbe dire, al suo passato pop che, come canta in una sua nuova song, "ho seppellito sotto sei piedi di terra i miei castelli di Spagna ed i miei quindici minuti di gloria".
Solo una piccola pecca di un'organizzazione efficiente per i circa seicento accorsi a vederlo, una insolita ristrettezza dello show (circa un ora e mezza) per un artista sempre molto generoso, ma che si è poi concesso al rito delle foto e degli autografi del suo sempre molto entusiasta pubblico
The Beatles Rubber Soul
Voto:
E a scanso di equivoci! Non IO!ma "qualcuno" e non faccio nomi se no poi dite che faccio il fake e che ATTACCO-BRIGA!....cioè che mi incazzo con chi capita!non so se sono stato chiaro!....Ricordate PINk floy.......D!!!!
The Beatles Rubber Soul
Voto:
Due cose mi fanno girare i coglioni:1° l'ignoranza 2°l'ipocrisia - se qualcuno mi chiedesse "Beatles o Rolling Stone" sapete cosa gli direi?!He!lo sapete!?! GLI DIREI PINK FLOYD!!!!!PINK FLOYD!!!!!si avete capito BENE PINK FLOYD!!!!!adesso ditemi cosa Cazzo mi consiste dire Rolling Stone!?Chi cazzo sono i Rolling Stone!?????? - Quindi la prossima volta diremo PINK FLOYD e forse forse se rimane qualcosa, - ma qualcosa! non molto - potremo elogiare Lennon & C. - a proposito dei coglioni e dell'ipocrisia qui qualcuno dovrebbe iniziare a girare!
Steppenwolf The Second
Voto:
BOOOOOOOORNNNN TO BE UAAAAAAAAAAAIIIIIIIILLLLLLLDDDDDD!! !!!!!!!PREFERISCO LA COVER DEGLI SLAYER!!!!gli inviterei a cantare al Festival di San Remo proprio con questa Cover!!!
Lenny Kravitz It Is Time For A Love Revolution
Voto:
Mi verrebbe da dire POVERO L.Kravitz pensando ai suoi esordi da Let Love Rule a Mama Said e per finire con Are You Gonna Go My Way?, sino al deludente Circus che ha dato inizio peraltro alla sua carriera da D.J. nelle più famose discoteche della Versilia e Riviera, che brutta fine..........Ma se dicessi questo sarei un povero coglione!E NON LO SONO!perchè il signor Kravitz ha fattp un pò quello che ha fatto il Signor Vasco Rossi in Italia, si è reso conto che il mondo è pieno di gente distratta che ascolta musica "alla radio" e preferisce quella poco impegnata come "Bere una bibita ghiacciata in pieno agosto" - e che ci vogliamo fare!?....Avrei tanto da discutere anche sulle sue capacità da chitarrista, questo tipo ha perfino dichiarato di "mangiarsi" Noel Gallagher, che in ultimo gli ha riposto che "....non basta accordarsi la chitarra come quella di Handrix per suonare come lui!..." - Il disco non l'ho ascoltato e forse non lo farò mai, forse mi capiterà di ascoltarlo in qualche pub o locale mha! @Antmo: ma se lo mixano e lo mettono come riempi-pista si balla?!
Gino Vannelli Live in Naples 2007
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Nightwalker è il prodotto più maturo della fase pop, di un grande artista come Gino Vannelli talento tanto straordinario quanto misconosciuto, un vero cult hero.
Il disco si apre con la title track, tra i rumori notturni della città e la tipica pop fusion vannelliana, in cui si snodano le consuete strofe intimiste, romantiche, ma sempre inquiete. "Seek and you will find" si apre con un riff ritmico trascinante, che certamente avrà sedotto più di un batterista e che conduce in una song caratterizzata da linee vocali molto impegnative e performance strumentali di rilievo di tutta la band, in particolare del celebre drummer Vinnie Colaiuta. Con "Put the weight on my shoulders" si entra nel territorio preferito dalle fans di Gino Vannelli, interprete di una classica power ballad romantica dove la sua pregiata ugola ricama melodie seducenti su armonie flessuose ma non stucchevoli, impreziosite dalla tagliente chitarra di Mike Miller.
Un ironico confronto con le nuove generazioni ispira il divertissement gioioso di "I believe", tra le sincopi e le fini tessiture orchestrali dell'insostituibile "brother" Joe, il tastierista arrangiatore autentico asso nella manica nella carriera artistica dell'artista canadese. Ed eccoci arrivati ad una delle perle musicali del disco: "Santa Rosa". Una song tesa, senza respiro dominata dall'incedere drammatico di un riff di piano su cui si innestano incastri ritmico armonici e dove la strepitosa voce di Vannelli ci appare come un equilibrista che cammina su un filo. I sensi eccitati trovano ristoro nella successiva "Living inside myself", un classico del repertorio live del Nostro, caratterizzata dalla consueta delicatezza delle liriche ornate da piani elettrici e distese di archi, colorate qua e là da coriste rubate alla "black music". Dopo un'altro elegante riff di chitarra che sostiene la successiva "Stay with me" il "passeggiatore notturno" si congeda con una lieve ed eterea "Sally" che, siamo sicuri, qualsiasi donna innamorata vorrebbe sentirsi dedicare con i toni soffusi e sensuali di cui Gino è assoluto maestro.
In definitiva una prova di rilucente talento di questo misterioso artista, stranamente rimasto misconosciuto, che chiude con "Nightwalker" la sua fase pop sempre molto rimpianta dai suoi, insospettabilmente numerosi, fans. HEY JO T. VANELLI TI HO MESSO ANCHE LA RECENSIONE DI "NIGHTWALKER" NEL CASO IN CUI TI SERVA PER IL MESE PROSSIMO!VAI CHE SEI IL MIGLIORE!.......TI DISPIACE SE ANCH'IO RECENSISCO QUALCHE TUA RECENSIONE UNA VOLTA OGNI TANTO?!