Il disco è una raccolta registrata dal vivo, il secondo dopo “Vai Rouge” del 1987, e porta in seno le sue più belle canzone, che sono, oltre le summenzionate hit, “Quelle che le donne non dicono”
meglio conosciuto con interprete Fiorella Mannoia, "Il mare d’inverno” pezzo cupo e freddo, e "Peter Pan", forse il pezzo più famoso del nostro, eterno omaggio alla polifonia e alla vocalità teatrale dei Queen (Bohemian Rhapsody). Il secondo brano, che da il titolo all’album, è una nostalgica ballata, una passeggiata sulla via della memoria, dove il tempo scorre ma non cambia in sostanza il nostro modo d’essere, il tutto raffinato da un accompagnamento di fisarmoniche.
“Il Portiere di notte” è frutto dell’amore mai dimenticato per Ruggeri del jazz. Un contrabbasso cadenza le azioni del protagonista, testimone logorante delle vite dei condomini, dei loro vizi e delle loro virtù. “Peter Pan”, una delicata riflessione sulla perduta innocenza dell’uomo adulto, un pensiero riguardo quell’uomo che invece, rimasto bambino, è incapace di crescere.
Per finire, il disco è molto curato. Premurosa è stata la scelta nell’accostare le canzoni, interponendo successi famosi a canzone meno note, un album indispensabile per avvicinarsi ad un’artista al di fuori di ogni schema, al di fuori dello star system italico e ad ogni convenzione.
La vie en rouge è piacevolmente sofisticato, desideroso di regalare emozioni.
Le ventiquattro canzoni di La vie en rouge sono tutte molto ben suonate ed interpretate con grande passione.