Sto caricando...

Enzo Jannacci
30 anni senza andare fuori tempo

()

Voto:

Versioni: v1 > v2

Area sponsor. La vedono solo gli utenti non registrati.


30 anni senza andare fuori tempo” è un doppio lp dal vivo pubblicato nel 1989 per i trent’anni di carriera del dott. medico chirurgo Enzo Jannacci. In copertina un Enzo sorridente che canta facendo il gesto dell’ombrello.

Folle genio e artista dalla personalità fuori dal comune e dall’enorme spessore artistico è stato capace di scrivere pagine bellissime di musica con le sue storie surreali e malinconiche. Quelle canzoni dalla “musica allegra” che ci hanno sempre strappato un sorriso amaro, quel sorriso che Enzo non ha mai negato ai disperati, agli ultimi. Jannacci era comico e drammatico, dolce e amaro, andava a tempo e fuori tempo con quella sua voce meravigliosamente sgraziata. Quella voce che possiamo ascoltare in questo disco live straordinario, ovviamente poco conosciuto, registrato con ottimi musicisti come Claudio Pascoli ai fiati, Giorgio Cocilovo alle chitarre e Lele Melotti alla batteria. Con loro un giovanissimo Paolo Jannacci incuriosito e ipnotizzato dal modo di fare canzoni del padre fino a diventarne l’arrangiatore, il produttore.

Impossibile ingabbiare il dottore in un solo genere musicale e questo album ne è la prova anche se, benchè doppio, non contiene altre gemme di Enzo (tra tutte “Giovanni telegrafista”, “Sei minuti all’alba”, “L’Armando”, “Il primo furto non si scorda mai”…). Ma noi nel lontano 1989 ci accontentammo, dopotutto la scaletta era davvero notevole. Le sonorità dell’album sono ben calibrate e Jannacci attacca subito con “amami e sgonfiami”, surreale storia di “Silvano” tra i pezzi più gettonati assieme a “Ci vuole orecchio” e al suo brano più struggente: “Vincenzina e la fabbrica”, dove la disperazione di una giovane del sud che decide di lavorare in fabbrica per emanciparsi viene ribaltata dalla disperazione dello stesso artista che, di colpo, cala nel testo la strofa “zero a zero anche ieri sto Milan qui…”.

Non lo ingabbi uno come Jannacci. Già detto, ci avrebbe risposto…

Canzoni folli, surreali ma anche poetiche e dolci. Jannacci è inclassificabile, fuori concorso. Un fuoriquota che si presentava anche in certi ambientini come Sanremo dove andava a cantare di droga e mafia quando nel paese dei fiori regnavano Toto Cutugno e Al Bano e Romina. Lui un alieno, con canzoni difficili…“30 anni senza andare fuori tempo” è opera pregna di meraviglie. Pezzi che gli ascoltatori superficiali hanno classificato come commerciali o “facili”, come il tormentone “Vengo anch’io no tu no”. La musica diverte, il testo invece è un pugno alla stomaco. Un inno degli esclusi dove il personaggio subisce una serie di no a tutte le proposte, ancor prima che l‘azione possa essere posta in essere. No, a prescindere! E con gli ultimi stava anche Jannacci medico. Si dedicò con grande passione a curare malati finendo addirittura in Sudafrica nell’equipe di Barnard, primo medico a eseguire un trapianto di cuore, o in America a perfezionarsi e lavorare in ospedali di Harlem. Un lavoro quindi lo teneva! Per questo cantava per il gusto di fare canzoni. E non gli importava se sarebbero piaciute o se avessero venduto tante copie. E nel disco si sente eccome che canta per il gusto, come in “Faceva il palo” dove in una banda di ladri sciagurati il palo era guercio e sordo tanto da prendere per un acconto del bottino una moneta lanciata da un passante che lo aveva scambiato per un poveraccio. Geniale. E ultimo tra gli ultimi “El portava i scarp del tennis”, al pari di Vincenzina come intensità, struggente storia di un barbone innamorato, ritrovato morto sotto un mucchio di cartoni. “Roba minima, roba da barbon”. Abbandonato da tutti ma non dal dottore che amava i dimenticati dallo Stato e dalla chiesa, gli sconfitti. Come sconfitta era “Veronica” che si prostituiva per pochi spiccioli in un cinema (il “Carcano”) facendolo “in pè”, in piedi, o “Mario” che l’unica cosa buona che aveva fatto nella vita era stata quella di non mettere al mondo figli (“cosi non freghi il mondo”). Giocava in casa Jannacci. Nel disco, registrato al castello “Sforzesco” di Milano in due serate memorabili, si può ascoltare Giorgio Gaber, che con Enzo aveva fondato “I due Corsari”, a cantare quella fetta di limone che tanto abbiamo amato ed amiamo, e Dario Fo col quale intona “Ho visto un re”, invettiva ironica dei contadini contro i potenti che appena toccati nei loro interessi piangono mentre i contadini non potevano fare neanche quello perché se piangevano il “loro piangere fa male al re, al ricco e al cardinale”…

Questo e tanto altro troverete in questa opera live. Servirebbero altre pagine per raccontare dello “s’cioppàa” come un canotto mordicchiato da un doberman o della cosa in Lombardia, e almeno un giorno intero per leggere tutti i “quelli che...” scritti negli ultimi 40 anni. Il cuore di Enzo era senz’altro a sinistra, ma era un uomo disincantato, antifascista come suo padre o anarchico alla De Andrè. Eh si, non lo ingabbiavi neanche politicamente il dutur…

Se avete la mia età lo amate almeno quanto me. Ma se siete giuvinotti e pensate che il cantautorato attuale sia alla deriva dovete avvicinarvi a quest’uomo meraviglioso così anche voi sarete tra “quelli che ascoltano Jannacci”.

"Quest'uomo andava ibernato per donarlo ai posteri” (cit. letta su youtube).

Come si fa a non amarlo.

Area sponsor. La vedono solo gli utenti non registrati.


Commenti (Quattordici)

Martello
Martello
Opera:
Recensione:
Appunto, come si fa a non amarlo. Meriterebbe il 5 solo per la versione live di Venganchionotuno, dove invece che piangere le suore "battono"!


iside
iside Divèrs
Opera:
Recensione:
Tutto molto bello (il disco), la recenza ogni tanto si inceppa e si ingarbuglia come una miseraTDKc90. PS né è negazione...


fabriziozizzi: Non so perchè mi è venuta nè negazione. se vuoi dio @[iside] per un misero accento posso rieditare tutto.
iside: non tutto, è solo quel "né" che mi urtava. se ti interessa e se mago @[G] non l'ha (s)cancellata ci dovrebbe essere una recenzia sulle c90 (forse basf) e anche una su i cdr verbatim. #cosanesannoimillennians
fabriziozizzi: E' importante per me non urtare la tua sensibilità risaputa @[iside].
iside: non è sensibilità è essere un vecchio rompicoioni.
Falloppio
Falloppio
Opera:
Recensione:
Tutto vero... Roba minima, roba da barbon.


Alberta
Alberta
Opera:
Recensione:
Condivido tutto. Faccio parte della categoria "Se avete la mia età lo amate almeno quanto me" ma anche l'invito rivolto ai giovani è centrato. :-).


IlConte
IlConte
Opera:
Recensione:
Come ho detto non lo conosco se non per qualche spezzone televisivo e per alcuni brani.
Però ne ho istintivamente una “opinione” bella... quindi non lo approfondirò perché sicuramente la musica mi farà cagare, i testi non mi interessano... e non voglio rovinare questa idea che ho di lui.
E prima di dire anarchico...


JOHNDOE: a te mi sa che non piacciono i cantautori italiani o perlomeno non li hai approfonditi
penso invece che se lo ascoltassi attentamente ne resteresti ammirato e quale che sia l'opinione che hai di lui, dopo ne avresti una migliore
sulla tua chiosa... più che anarchico era uno spirito libero, un tipo schietto e disincantato
IlConte: Non mi piace la musica e i testi non mi interessano ... se non mi piace la musica
Semplice Riba
fabriziozizzi
Opera:
Recensione:
Modifica alla recensione: «ho tolto l'accento da "nè è la prova", diventato ne è la prova. per la gioia di @[iside] da cui tanto sto imparando al fine di poter scrivere, un giorno, magari prima di morire, la rece perfetta. per ora mi ingarbuglio come una TDK. Erano decenni che non la sentivo nominare.». Vedi la vecchia versione 30 anni senza andare fuori tempo - Enzo Jannacci - recensione Versione 1


fabriziozizzi: dal quale sto imparando. e che cazzo. mi scuso dio ma dopo 10 ore di lavoro...pecco.
iside: fai come me, taglia taglia taglia e alla fine dì poco o nulla.
lector
lector
Opera:
Recensione:
"Questo e' un amore di contrabbando
meglio star qui seduto a guardare il cielo davanti a me."


macmaranza: Non è di Conte, codesta?
fabriziozizzi: Si. o meglio di pallavicini. conte scrisse la musica assieme a tale michele virano.
lector: Ma l'interpretazione di Jannacci è imbattibile! Enzo Jannacci - Mexico e Nuvole
macmaranza: Ma ci mancherebbe!
macmaranza
macmaranza
Opera:
Recensione:
El Carrete! Vai Carrete; vàilachetepago!


proggen_ait94
Opera:
Recensione:
pian piano arrivo


Martello: Daje! Prima o poi io, te e @[fabriziozizzi] andiamo a fare un baccanale a Milano centro. Con solo canzoni di Enzo ovviamente.
fabriziozizzi: Chissà se esiste ancora "il bolgia umana".
Martello: Mi pare avesse chiuso...
proggen_ait94: con le scarpe da tennis! ma siete di milano?
Martello: Io sono della Toscana. Mi basta solo qualche ora di treno per arrivare a Milano però, è fattibile il tragitto (almeno se non ci fosse il covidde, laggiù sono messi veramente di merda).
fabriziozizzi: io Puglia. Valle d'Itria.
fabriziozizzi: Ho scansato il covidde per mesi. Non posso prenderlo a Milano. E' che cazzo.
fabriziozizzi: allora è la tastiera che è impazzita. Chi diavolo ha messo accento sulla e...un poltergeist
Martello: Un chubacapras forse. Oppure un parente di @[TataOgg].
fabriziozizzi: Ma davvero! I tasti sembrano impazziti. Vecchio acer degli albori dei portatili. Devo rileggere 20 volte quello che scrivo
Martello: Di quelli che internet funziona a manovella? (Oh yeah)
proggen_ait94: io son veneto, anche per me non è così distante milan
fabriziozizzi: Mmmmmm proggenino allora debbi portare i vini della valpolicella...
proggen_ait94: sarebbe facile ^^
TataOgg: Io ero al mare ad abbronzarmi...🏖️👙
JOHNDOE
JOHNDOE
Opera:
Recensione:
forse la rece più "completa" che abbia mai letto qua sul grande Jannacci


Martello: ....................vabbè.......
fabriziozizzi: Dai Martellone...tu nei hai messi 18 di album in un giro solo :)))
Comunque grazie Johndoe. Il mio solo intento è quello di "capire" le cose che cantano questi geni. Per questo sono propenso alle rece quasi didascaliche. E' bello anche leggere di recensori che spaziano altrove, sulle emozioni che suscitano certe musiche. Ma ripeto mi piacerebbe solo scoprire i significati nascosti nel testo. Sono quasi 40 anni che mi interrogo su "Silvano"...che non è quello che sembra, cioè un testo surreale. O solo tale...Vorrà dire ben altro. Ma cosa?
Musicalmente sono attratto da certa musica straniera ma se traduco i testi non rendono...Anche per questo dico che il prog italiano è almeno alla pari di quello anglsassone. E' impresa cantare in italiano...
Scusate ma sono fatto strano.
Martello: In teorie una canzone senza la musica sarebbe come se una moto non avesse la marmitta, in pratica ognuno alla fine ci fa ci che vuole con una canzone. Io non reputo la musica importantissima, però anche in quel campo ci sono molte gioie.😄
andisceppard
andisceppard
Opera:
Recensione:
Cinque solo per aver parlato di Enzino. Boh, io ne avrei parlato diverso. Il che è il bello di stare qua. Solo una cosa, perché magari mica tutti hanno la mia età. Mica tutti sono di queste parti (quelle infette, per capirci). Però - lo devi sapere - Vincenzina non è la mia preferita di Enzino. Però - ogni volta che la sento - aspetto solo una cosa. Quando dice zero a zero anche ieri sto Milan qui. Sto Rivera che ormai non mi gioca più. Ecco. Io aspetto quella cosa lì. E ogni santa volta, quando la canta io piango. Il che magari qualcuno mica lo capisce perché. E allora - se ne ha voglia - glielo spiego. Sai, c'è una città che si chiama Milano (e sarebbe da aprire parentesi su parentesi, ma mi limito a dire che Enzino la vide, a tre anni, attaccato ai respingenti, su un tram. Emigrato, che dicevano guarda che è arrivato il terone) e quella città - almeno una volta, aveva due squadre di calcio. Ed era facile la storia. L'inter era quella dei milanesi furbi. Non necessariamente una roba diciamo sociale. Ma i milanesi sono anche gente furba. Che sa fare, che se la sa cavare, che sa fare i danéé. L'altra era il Milan. Era la squadra dei milanesi di cuore. Che i milanesi sono anche gente di cuore. Che ci crede. Che si commuove. Che ce l'ha un po' con tutti, ma poi, di fronte a una persona, sa che è una persona. E gli dà rispetto. E amore, anche. Ecco, era così. Come andasse ai tempi (e per chi tenevo te lo devo dire?) è facile dirlo. Perché - sai - c'erano i derby. L'inter aveva Corso, per dire. Corso, a un certo punto, c'è un derby, e danno un rigore per il Milan. Corso va in panchina, gli danno da bere. Mica c'era il gatorade, allora. Acqua e limone. Lui prende il limone. Lo mette sotto il pallone. Il pallone finisce in tribuna. Io piango. Quelli bravi, quelli furbi, quelli scrocchi, andavano all'Inter. I derby, credimi, sono la cosa che mi ha fatto più piangere nella vita. Poi - a un certo punto - arriva un eroe. Da noi. Si chiama Gianni Rivera. Ecco - credimi - è l'eroe più lontano da quello che io definirei un eroe. Ha i capelli che sembrano disegnati. Ce li ha tuttora. Una parrucca, una cosa inumana. Parla con una voce da frocetto. Ne farà, anche di cose, tipo padre Eligio, quelle robe lì. E poi è un eroe fragile. Lo toccano piange. Lo sfiorano? Cade per terra e chiede la punizione. Poi - certo - è un grandissimo. Sarebbe da chiedere al povero e compianto Pierino Prati da Cinisello. Una roba del tipo che Pierino si mette lì, vicino alla porta. Rivera vicino alla difesa (se no lo toccano). Prende la palla, gliela mette sulla testa. Pierino segna. Un eroe. Fragile. Diverso. Però - c'era una squadra, a Milano, di quelli che erano di cuore - un eroe era toccato anche a noi. Poi - lo sai - tante volte Rivera diceva che aveva una pubalgia (cazzo è una pubalgia?). E non giocava...


dsalva: Hai reso l'idea!
Almotasim
Almotasim
Opera:
Recensione:
Tra vent,'anni chissà in quanti saremo
In quanti rideremo
Ma ci pensi sul treno
Tutti impazziti
A chiederci dove andremo.
Bravo Zizzi!


dsalva
dsalva
Opera:
Recensione:
Bravo, rece bella e bello il disco.


tinoprospy
tinoprospy
Opera:
Recensione:
Uno dei dischi più belli fatti in Italia, arrangiamenti perfetti, un vero capolavoro.


Ocio che non hai mica acceduto al DeBasio!

Per vivere con pienezza la vera esperienza dello stare sul DeBaser è bello esserci registrati. Quindi:

Vota la recensione
Vota l’opera

Questa DeRecensione di 30 anni senza andare fuori tempo è distribuita da DeBaser con Licenza Creative Commons Attribuzione - Non commerciale - Condividi allo stesso modo 4.0 Internazionale. Può essere parzialmente o totalmente riprodotta, ma solo aggiungendo in modo ben visibile il link alla recensione stessa su DeBaser. Copia il link