Copertina di Everything But The Girl Eden
GustavoTanz

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Per appassionati di musica soul, jazz e pop raffinato, amanti delle atmosfere malinconiche e dei grandi album d'esordio.
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LA RECENSIONE

QUANDO SI DICE "MALINCONIA".

"Eden". Sinonimo di paradiso? Oasi di piacere? Aria buona? Vento caldo?

No, semplicemente Eden. Probabilmente il luogo in cui immaginavano di trovarsi Tracey Thorn e Ben Watt, rispettivamente il cuore e il cervello degli Everything But The Girl, mentre stavano incidendo questo album, loro opera prima. Un luogo dove si pensava di mescolare nello stesso pentolone vari generi: pop, soul, qualcosa di jazz, percussioni africane, addirittura esperimenti quasi brasiliani, facendone venire fuori canzoni che non sarebbero dispiaciute nemmeno ad Antonio Carlos Jobim, o a Gilberto Gil, o addirittura a Caetano Veloso. La ricetta di un minestrone perfetto chiamato "Eden".

La Thorn non ha nulla a che invidiare, vocalmente parlando, con una Skye (Morcheeba), una Roisin Murphy (Moloko), o con una Beth Gibbons (Portishead). Ascoltare "Each And Everyone" (singolo di lancio all'epoca) per credere. Ed anche Watt (chitarrista), quando può ("Tender Blue", la finale acustica "Soft Touch") dimostra di essere anche un bravo cantante, ma anche uno che sa benissimo cosa vuol dire usare un organo Hammond al momento giusto ("Another Bridge"). Tutto il disco è trainato dalle loro voci, salvo l'ottimo virtuosismo di "Crabwalk", dove questi possono respirare una bella boccata d'aria lasciando spazio solo alla musica.

Forse questo album, per come suona, è davvero un'illusione, quel qualcosa di nostalgico che tronca le parole dell'ascoltatore, per poi colpire al cuore all'improvviso, trascinando quest'ultimo in un mare di melodie a volte tristi, a volte allegre. Se lo fosse, sarebbe un'illusione non da un secondo, ma da 33 minuti. Minuti indimenticabili ed importanti. Sì, perché tali minuti sono anche l'inizio di un viaggio evolutivo per Tracey e Ben. Un viaggio dove verranno in seguito i desideri d'amore e non di soldi, i tentativi di spiegare il linguaggio della vita, l'analisi di cuori amplificati, le camminate da feriti, per poi decidere di "temperare" la propria mente, e chiudere un cerchio che chissà mai quando verrà riaperto.

Un viaggio dove si esplora tutto, tranne "la ragazza".

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Riassunto del Bot

Eden è l'album d'esordio di Everything But The Girl, un mix armonioso di pop, soul, jazz e percussioni africane. Le voci di Tracey Thorn e Ben Watt dominano un'opera che trasporta l'ascoltatore in un'incantevole atmosfera malinconica. L'album segna l'inizio di un viaggio artistico intenso e significativo per il duo. Con soli 33 minuti di durata, Eden resta un’esperienza musicale indimenticabile e ricca di emozioni.

Tracce testi video

Everything but the Girl

Everything but the Girl è un duo britannico formato a Hull da Tracey Thorn e Ben Watt. Dopo gli esordi sophisti-pop con Eden, raggiungono il successo globale con Missing (remix di Todd Terry, 1995) e virano verso l’elettronica con Walking Wounded (1996) e Temperamental (1999). Dopo una lunga pausa, sono tornati nel 2023 con Fuse.
16 Recensioni

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Di  Tucidide

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 Un disco come una medaglia a due facce: una è la voce di Tracey Thorn, l’altra è la musica di Ben Watt.