Fabrizio De André
La Buona Novella

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Nel libro "Passaggi di Tempo" il più autorevole biografo e conoscitore della musica e poesia di Fabrizio De Andrè, lo scrittore Doriano Fasoli (*) distribuisce il contenuto del volume in due parti: la prima un'intervista più o meno (in)formale, la seconda una completa disamina dell'intera discografia di "Faber" (mi permetto di consigliarlo a chiunque: il costo non è proibitivo ed è ciò che di più completo esista attualmente sul mercato).

C'è una domanda ben precisa e mirata alla quale De Andrè risponde in modo un po' inaspettato:

"Te la sentiresti di dire quale dei tuoi dischi è il migliore?"
"Senza dubbio ti rispondo: La Buona Novella, è quello più ben scritto, meglio riuscito".
L'Autore (romano, studioso dei rapporti tra forme espressive, mass media e psicoanalisi tra gli altri interessi) intercala dicendo "lo sai che ero quasi sicuro che invece mi avresti risposto: Tutti Morimmo a Stento? Come mai questa scelta?"
Risposta "No, quello è un disco polveroso, barocco, e non dimentichiamoci che sotto il Barocco c'era il peso della Controriforma ..."

Come è noto, tra gli ascoltatori e amanti dell'Opera di De Andrè l'opinione prevalente è che "Tutti Morimmo a Stento" sia il "miglior album" di sempre. Forse è così. Sta di fatto che sarebbe impresa impossibile definire qual è il "miglior disco dei Beatles": "Sgt. Pepper's..." o il "White Album"? oppure "Let It Be"? Idem dicasi per tutti i Grandi: Lou Reed, Nick Cave, Rolling Stones, Lucio Battisti... e quindi lo stesso De André.

"La Buona Novella" è degli albums concettuali (il secondo) quello in cui la raffinatezza della scelta lessicale, la dimestichezza dello strumento retorico e la bellezza delle immagini evocate per via metaforica, metonimica, parabolica, si fonde alla perfezione con le storie raccontate, la storia raccontata (quella del Nuovo Testamento attraverso l'inedita ottica dei Vangeli Apocrifi) e, per via allegorica, ciò che rappresenta: la Storia tout-court dell'Umanità, sia nel rendere trasparente la filigrana dell'intreccio (i significati e valori egalitari e umani di fondo), attraverso il potere affabulatorio delle splendide immagini (la trama), sia con le suggestioni che irradiano dai suoni, e che sono più direttamente ricollegabili alla rappresentazione scenografica dello spazio in cui tale storia ha luogo. Una struttura e una poesia quindi, raffinate fino alla più sublime perfezione, compenetrate in una perfetta sintesi (come le superfici luminose e le ombre in una scultura), nonché un lavoro immane. Ma riuscito: La Buona Novella è uno dei massimi capolavori della Musica di ogni epoca.

Nell'edizione in vinile il lavoro si articola in due (convenzionali) "atti", scanditi dal lato A e lato B.

L'incipit con il coro "Laudate Dominum" (il Cielo) e l'excipit con "Laudate Hominem" (la Terra) quasi  filosoficamente (azzardando un po') "Agostiniani" racchiudono come due fluviali simbolici limiti la "mesopotamica" Opera che ne costituisce il tramite, attraverso il racconto, fiabesco, commovente ed esaltante.
L'intera opera, nella scansione teatrale dei quadri narrativi, rappresenta allegoricamente il tratto di collegamento tra la sacralità di Dio, fatto Uomo e morto sulla croce per mano degli altri uomini,  e l'essere Umano che nel corso d tutta la vita percorre un simbolico "calvario" che in ascesa lo porta a riavvicinarsi a Dio.

I temi sono dunque di una portata che più ampia non si può.

"L'infanzia di Maria", introduce  il personaggio-chiave: Maria, colei che sarà la Madre di Dio (il mistero sommo della Trinità viene già scolpito dai versi iniziali) viene rappresentata come una bambina di tre anni che a questa età viene condotta in un Tempio della Giudea. Nel ritratto si nota che (come avrebbe detto molti anni dopo De André stesso) i protagonisti perdono un'aura di sacralità per acquistare, forse una maggiore umanità.
Il tutto è avvolto a tratti da un'atmosfera fiabesca, come di sogno. Tuttavia, dalla tristezza (allusa) dell'austero Tempio (e di una vita monastica), a 13 anni l'adolescente Maria viene prima espulsa ("ma per i sacerdoti fu colpa il tuo maggio, la tua verginità che si tingeva di rosso"); quindi secondo l'usanza del tempo, si organizza una "lotteria" tra gli scapoli e i vedovi, per assegnare "in palio" la fanciulla.
La scelta cade su un anziano falegname, Giuseppe, connotato dalla tristezza, già stanco dalla vita, e con molti figli: commovente la delicatezza con cui "Faber" dipinge la gentilezza di Giuseppe "un reduce del passato, falegname per forza, padre per professione, a vederti assegnato da un destino sgarbato una figlia di più senza alcuna ragione, una bimba su cui non avevi intenzione"

Gli interludi corali movimentano lo scenario umano, facendo entrare anche le voci del paese.

Al termine Giuseppe dovrà partire "per dei lavori che lo attendevano fuori dalla Giudea; restò lontano quattro anni".

"Il Ritorno di Giuseppe",  che avviene dopo il "concepimento" (di cui si parlerà nel "sogno" successivo), è musicalmente accompagnato da arpeggi orientaleggianti (cui sembra quasi di sentire l'eco di un sitar), che ritraggono un'Asia Minore tra allegoria immaginaria e realtà del tempo: "davanti a te il deserto, una distesa di segatura, minuscoli frammenti della fatica della Natura", fino al culmine poetico che scuote l'anima di chiunque ascolti "gli uomini della sabbia hanno profili da assassini, richiusi nei silenzi di una prigione senza confini". La conclusione coincide con la confessione di Maria in lacrime del suo stato di gravidanza, senza che Maria abbia una chiara spiegazione ma solo "i resti di un sogno nascosto".

"Il Sogno di Maria", appunto, riprende lo stesso tema musicale ma in una chiave diversa, con un tocco più soave, quasi a sfiorare la delicatezza delle immagini: immagini splendide, inutili da raccontare, si provi a leggerne un breve resooconto "poi d'improvviso mi prese le mani e le mie braccia divennero ali, quando mi chiese 'conosci l'estate?' io per un giorno, per un momento, corsi a vedere il colore del vento". Il "Sogno" si dispiega come un volo in compagnia dell'angelo, "poi scivolammo oltre valli fiorite, dove l'ulivo si abbraccia alla vite", fino al suo brusco termine "le ombre lunghe dei Sacerdoti costrinsero il sogno in un cerchio di voci, con le ali di prima provai a scappare ma il braccio era nudo e non seppi volare, poi vidi l'angelo mutarsi in cometa e i loro volti divennero pietra, le loro braccia profili di rami, nei gesti immobili d'un altra vita,
foglie le mani, spine le dita
".
Poeticamente la tensione lirica si sposa con i suoni strumentali, prevalentemente acustici; stilisticamente i versi richiamano in più passaggi a Virgilio e ai Poeti Metamorfici dell'Antichità (le raffinatissime metafore vegetali alludono ad una identificazione dell'Uomo con la Natura).

"Ave Maria" è un altro canto corale, che chiude la fase del concepimento per dare spazio a una prosopopea dell'intero Paese, e a un immaginario dialogo con "un falegname", intento a fabbricare le tre croci all'indomani della condanna a morte di Dimaco, Tito e Gesù.

Nel vinile "Maria Nella Bottega di un Falegname" apre il lato B. L'andamento musicale cambia: compaiono percussioni, cori (molto PFM...) tastiere (un po' prog-rock) e su tutto quel flauto dolce con quel tamburo che resterà impresso nella memoria  nei secoli dei secoli...
Emblematici i versi "mio martello non colpisce pialla mia non taglia, per forgiare gambe nuove a chi le offrì  in battaglia ma tre croci , due per chi disertò per rubare, la più grande per chi guerra invitò a disertare"

"Tre Madri" (allegoricamente la figura delle tre donne dagli Affreschi delle Ville dell'Antica Roma alle sculture del Canova sarà praticamente ripresa da tutti gli Artisti figurativi) sono le madri di Tito, Dimaco e Gesù. Il primo è dei due ladroni quello che si sarebbe poi sulla croce pentito/convertito, Dimaco l'altro ladrone: i versi "con troppe lacrime, piangi Maria, quasi il ritratto di un'agonia, sai che alla vita nel terzo giorno il figlio tuo farà ritorno (...) lascia noi piangere un po' più forte, chi non ritornerà dalla morte" è un'allusione alla tematica del Sepolcro (il "terzo giorno" appunto Gesù sarebbe resuscitato), ma il quadro delle tre madri è in assoluto il momento più dolente e straziante "non fossi stato figlio di Dio, t'avrei  ancora per figlio mio".

Dopo l'ultimo interludio "Via della Croce", si giunge al "Testamento di Tito": il ladrone che attraverso la puntuale confutazione dei 10 comandamenti, giunge alla fine osservando Gesù per quello che è, a rendersi conto che non c'è distanza tra Dio e l'Uomo "guardate morire quel Nazareno, e un ladro non muore di meno" fino alla conversione e alla chiusura, e culmine dell'intero cammino dell'Uomo "nella pietà che non cede al rancore, madre ho imparato l'amore".

Non c'è altro da aggiungere, anche perché come ogni discorso che resta aperto, non sarà chi scrive a terminare il suo (modestissimo) discorso, ma forse chi seguirà il sole, "The Same Old Sun" che scompare, al termine, oltre le aspre dune della Giudea, per illuminare nuove e (si spera) meno tormentate esistenze.

 

(* si ringrazia Iside per questo riferimento, e questa scoperta)

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Ultimi Cinquanta commenti su SettantaSei

DeBeer
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Ovviamente supplichiamo gli addetti ad aggiungere questo Duane ai casi umani, tra quelli in alto eh!
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Duane
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Non accostiamo Nick Cave a questo sqallidone di De Andre perpiacere...Arnold perchè insisti con l'offesa personale, guarda i tuoi colleghi, loro motivano i loro gusti con riflessioni condivisibili o meno...tu insisti con queste puttanate come la trapanata, il cammello... e basta!!!
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Duane
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E debeer mandiamolo direttamente a fare in culo!!!
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ArnoldLayne
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ho visto che anche tu motivi, sei forte!
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Duane
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Be debeer è entrato a gamba tesa, era giusto rispondergli a tono...e non ti arrampicare sugli specchi cammello!!!
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ArnoldLayne
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No, sei tu che sai di aver detto una cazzata immane e non riesci a giustificarla. Ne deduco quindi che sei o fake o sordo o semplicemente sfortunato
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Morgan
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Duane, potresti gentilmente spiegarmi i motivi di questo tuo garbato giudizio sul disco ?
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zaireeka
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Diciamecelo, DaveJon, Duane ha un pò ragione. De Andrè non è straordinartio dal punto di vista strettamente musicale, come del resto non lo sono Baudelaire, Cohen, Celine, Villon, Dylan Thomas, ecc. E non tutti vogliono leggere poesie e trattati sociologici ascoltando musica
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Duane
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Ma, ho sempre provato una notevole avversione per coloro i quali tentano di soggiogare la musica alle parole...in particolare da parte di chi viene definito poeta senza esserlo neanche lontanamente...
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ArnoldLayne
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Scusa zaireeka, sapresti dirmi esattamente in quale commento Duane ha un po' ragione??
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Duane
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Ti rispondo io: tutti Arnold, non penserai di possedere la verità assoluta su de andre vero? Non avrai mica questa presunzione?
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zaireeka
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Diciamecelo, DaveJon, Duane ha un pò ragione. De Andrè non è straordinartio dal punto di vista strettamente musicale, come del resto non lo sono Baudelaire, Cohen, Celine, Villon, Dylan Thomas, ecc. E non tutti vogliono leggere poesie e trattati sociologici ascoltando musica
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bjork68
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Arnold non può certo avere la verità assoluta su De Andrè. ma qui è iscritto Cristiano , il figlio, magari lui la verità la sa e magari potresti spiegarlo a lui perchè suo padre non è un poeta....
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ArnoldLayne
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ho capito zaireeka, questo già l'hai detto
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Duane
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Ben volentieri, che cazzo mi frega? quoto in toto zaireeka...e poi la verità sul padre la conosce certamente visto che come lui produce musica scadente...
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ArnoldLayne
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zaireekaaaaaa allora?????
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ArnoldLayne
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zairè non fare come poletti che tira il sasso e nasconde la mano
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M.Poletti
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Ah che bella discussione, così vedete come ci si incazza quando si leggono robe tipo "il cacciatore è una rottura di palle", "via col vento fa cagare", prima ti incazzi, (e tanto), poi pensi, io sto parlando con una esigua minoranza, roba tipo l'1, al massimo il 2% della popolazione evoluta, ti calmi, e dici, "vabbè, convinti loro"...
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zaireeka
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Diciamecelo, DaveJon, Duane ha un pò ragione. De Andrè non è straordinartio dal punto di vista strettamente musicale, come del resto non lo sono Baudelaire, Cohen, Celine, Villon, Dylan Thomas, ecc. E non tutti vogliono leggere poesie e trattati sociologici ascoltando musica
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Duane
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Arnold e basta stai zitto e vai a mangiare!!!
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zaireeka
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Scusate, ma ho problemi con la il browser e la
connessione ed ogno volta che aggiorno la pagina mi ripiazza lo stesso commento...
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zaireeka
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DaveJon, se sapessi leggere fra le righe capiresti qualcosa in più di quello che scrivo
. Ma come non tutti capiscono De Andrè non tutti riescono a capire i miei commenti (mi sia scusato il paragone oscenamente blasfemo)
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zaireeka
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Giusto per chiarire.Per me De Andrè è un POETA, che ha il grande merito di avere "propagato" e "rielaborato" la grande arte di quei MAESTRI da me citati.Passo e chiudo.

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iside
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come era la battuta di Fabrizio su i poeti? (a 16anni tutti scriviamo poesie, poi solo gli idioti continuano....) più o meno era così. be lalla fine lui si tirava fuori e diceva di essere un cantante
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bjork68
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iside, De Andrè era dotato anche di molta autoironia...:-)
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iside
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lo so biorky, la battuta la ho in qualche video cassetta, mica mi metto a cercarla adesso che ho fame e devo uscire...........
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Zarathustra
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Disco immenso, ma un pò "pesante" da digerire ed ascoltare. A mio parere Storia di un impiegato è il disco migliore mai composto da De Andrè.
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Duane
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Per fare chiarezza alla fine ribadisco il concetto...molti, visti i commenti, potrebbero non aver capito...ragazzi state alla larga, questa è una grande e bella cagata, di quelle liquide che puzzano, con tante tante mosche intorno (che le mosche siano i vari ArnoldLayne, Bjork, trickikid, ecc.? ai posteri l'ardua sentenza...)!!!
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bjork68
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meno male che sei arrivato tu duane a diispensare un pò di educazione e cultura musicale.....a proposito hypno bella rece anche questa, l'album è forse quello che mi piace di meno di Faber, ma dipende solo dal fatto che gli argomenti religiosi non mi interessano, ma qui , mi rendo conto, che si va oltre l'argomento puramente religioso. il mio preferito sarà sempre Storia di Un impiegato, aldilà dell'effettiva qualità ripsetto ad altre sue opere.
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MATT
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è fantastico chi sostiene una teoria contro il mondo intero e pretende anche di avere ragione!! Duane lascia perdere che hai torto....
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Duane
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Ecco è arrivato quello che a capito tutto! riassunto del Matt pensiero: la massa pecorona ed idiota ha sempre ragione poichè e tanta!!! NO è proprio questa massa che ha prodotto quella merda fumante sopracitata!!!
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corey5
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Tu che musica ascolti?
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ajejebrazorf
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Duane, i tuoi gruppi e musicisti preferiti quali sarebbero?
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deathinaugust
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qualcuno lo inserisca tra i casi umani...ma alla svelta...i dementi nascono ogni giorno, potrebbe finire nel dimenticatoio, sarebbe un peccato
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deathinaugust
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ma poi come di fa a dire che le parole sono più importanti della musica quando nei live spesso gli arrangiamenti orchestrali sono magnifici; non stiamo mica parlando di guccini che, lu sì, mette in primo piano i testi, componendo spesso musica mediocre...ceto che la gente parla proprio per parlare...basta vedere che sto tizio è qui da due giorni e ha già piazzato 2678 commenti...
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Pi.Per.
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Sarà forse vero che l'essere revisionista oggigiorno è l'ultima chance per essere notati o peggio considerati? Sto assistendo ad una rivalutazione in positivo di tutto quello che un tempo consideravamo trash o di serie b, mentre aumentano i detrattori dei cosiddetti capolavori comunemente riconosciuti. Inutile alterarsi, per me è come se non esistono.
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hypnosphere boy
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In primis: grazie a tutti (purtroppo non posso controllare con la dovuta frequenza i commenti, quindi chiedo scusa); Iside: é vero, è un mio errore (parziale) anche perchè (se non sbaglio) proprio nel 1971 (cioè l'anno dopo l'uscita di questo disco) verrà pubblicato "Storia di un minuto" della P.F.M. (mi pare sia il primo album), e inoltre nel "Volume 2" dei "Live con la PFM" dopo i brani da "Rimini" ("Avventura a Durango", "Sally", "Rimini") il concerto si conclude proprio con questo brano e infine con "Il Testamento di Tito" (il sospetto che fossero loro mi era venuto), sull'MP per Faust'o: non riesco a inviarlo, ho provato anche con Splinder sul Blog: non ci riesco. Riproverò abbinando nuovo e-mail address, grazie ancora. TrickyKid: grazie anche a Lei per il commento, molto articolato e competente: è vero che De André nell'ultima tournée (quella uscita in DVD e CD con alcune variazioni) nell'introduzione disse "forse questi Personaggi perderanno quell'aura di sacralità, ma penso che ne acquisteranno in umanità", e ritengo sia esattamente l'intento di questo lavoro. Per quanto invece riguarda la considerazione dell'Autore sul "miglior album", diciamo che il giudizio dell'Autore non è che uno dei punti di vista (come quello di ogni ascoltatore/fruitore dell'opera), anche perchè nel momento del completamento di un'opera l'Autore se ne libera, e la stessa diviene qualcosa che appartiene a tutti. Io (pur nel limite del mio modesto parere) non concordo: se De André ha di fatto dato alla luce all'incirca 8 lavori (o 9 se si include la prima raccolta "Tutto Fabrizio De André") che non si possono considerare meno che eccelsi, è anche vero che di "pietre miliari" ne ha composte due: "Tutti Morimmo a Stento" e "Creuza De Ma". Sul secondo si sono scritte frasi tipiche di chi rimane sbalordito di fronte a qualcosa che sfugge anche la definizione di "canzone d'autore" ("Creuza de Ma è un flusso continuo di suoni strumentali e vocali: non tanto canzoni, in cui la musica si adatta al testo e viceversa, quanto veri e propri incontri tra i fonemi dell'idioma genovese (...) e i suoini di strumenti etnici dell'area mediterranea" scrive l'Autore a proposito; su "Tutti Morimmo a Stento", basti citare ad esempio il commento di Fiorella Mannoia, che con De Gregori, Fossati, Ruggeri, Vecchioni, etc collabora abitualmente: "non ho fatto in tempo a incontrarlo, ma mentre gli altri dischi hanno confermato una certa mia idea sull'arte musicale, quell'album mi ha letteralmente cambiato la vita"; credo l'impressione sia quella: pur "barocco, polveroso, cattedratico..." come dice De André, ma di capolavori che cambiano letteralmente il corso della musica di tale portata ne escono uno ogni 30-40 anni. Morgan: niente affatto pignolo, l'errore è mio (l'ho riportata a memoria); a proposito ho avuto modo di apprezzare tantissmo il remake dell'ex-Bluvertigo di "Non al Denaro... " lo trovo ineccepibile, e di alto livello. Deathinaugust: il discorso sul rapporto parole-musica è un pò la "vexata quaestio" di sempre, io ho propeso per la tesi del Critico e Saggista Marco De Dominicis (in sostnza le parole sono un riverbero della musica, inscindibili e appartengono alla costruzione del suo significato) però fino a un certo punto: infatti proprio su Francesco Guccini, (che conosco forse ancora meglio in quanto l'ho ascoltato di più) ho spesso notato che il "parlato/cantato" è quasi "straripante" rispetto a una musica "esile"; credo lo faccia apposta, anche perchè si tratta di versi poetici veri e propri, cioè che rispondono a regole di metrica, rima, etc; non dimentichiamoci che però il Cantautore emiliano ha saputo anche comporre ballate meravigliose come "Canzone Per un'Amica" e "Aushwitz" degne di Elvis Costello o Neil Young. Infine sulla copertina: certamente ho trovato quella più conosciuta, ma era in giff. o bitmap. nulla in jpg. mi spiace. Comunque grazie ancora a tutti, H.B.
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trickykid
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@PIP.PER. c'hai ragione da vendere...nulla da aggiungere, solo un applauso per questa semplice, veritiera e diretta tua frase.
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woodstock
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sono un pò in ritardo, ma provo lo stesso a rispondere ad iside. secondo me de andré è insieme a battisti quello che DAVVERO in italia ha portato qlc di veramentte nuovo, quindi va ammirato ed apprezzato non foss'altro che per questo. musicalmente parlando poi forse battisti è superiore (ma qst è un altro discorso), ed infatti io preferisco "rimini" oppure i dischi da creuza de ma in poi, fino ad "anime salve", che forse è l'apice in questo senso. è solo un fatto di crescita a livello musicale, niente di più.
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trickykid
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Dato che si è più volte sollevato il problema se il TESTO di talune canzoni debba essere considerato poesia vera e propria o altro, ed essendo il tema riportabile ad una quantità non esigua di Autori (da DYLAN fino ai "nostrani" cantautori), ritengo di spendere qualche parola in proposito. LA CANZONE è la somma di testo e musica. Ma è ovvio che questi due fondamentali ed inscindibili elementi della canzone non sono apportati nella stessa misura e/o con la medesima competenza, traducibile nella padronanza dei mezzi espressivi propri: la musica e la metrica. Limitandoci all'esperienza italiana, negli anni 70 si qualificarono "cantautori" coloro i quali provvedevano ad essere autori sia di liriche che di musica di canzoni, interpretate da loro stessi, in cui la componente testuale, la poetica, di denuncia sociale, di visione del mondo, di modalità di racconto ecc. risultava essere prevalente e VERA NOVITA' rispetto alle canzoni precedenti, i cui testi avevano spesso vacuo significato. Nasce allora la italica diatriba tra musica "sanremese" e/o radiofonica-televisiva (fino agli anni 60 prevalente nella cultura pop italica) e la musica d'autore (da sempre considerata pesante, pregna di significati, elitaria ecc.ecc.).Il termine cantautore è un termine italico, intraducibile nelle esperienze degli altri paesi anche se - è innegabile - i CANTAUTORI italiani presero a modelli i massimi songwriter stranieri (COHEN,DYLAN, BRASSENS, BREIL ecc.) , nella composizione e nell'ispirazione delle loro canzoni. E' pertanto, innegabile che taluni testi di canzoni abbiano una qualità letteraria "alta" e si stacchino evidentemente dai testi delle normali canzoni pop. E' altrettanto innegabile che tutti i cantautori si siano sempre opposti al fatto di essere considerati poeti. Invero, la poesia non ha bisogno di accompagnamento alcuno, mentre un testo di una canzone, per quanto forbito, ha sempre bisogno di una musica che lo completi e senza il quale lo stesso non ha significato. Su queste riflessioni si è, in sostanza, negato - fin'oggi - il NOBEL per la LETTERATURA a BOB DYLAN. Su tale annosa questione, DE ANDRE' chiosa, con la famosa (e colta) battuta, già citata e reperibile nell'home-video dell'ultimo concerto: rigetta la qualifica di poeta e individua nella canzone "la vecchia fidanzata con la quale starebbe ancora chiuso in una stanza". Infine, COHEN - praticamente l'unico esempio di Poeta, Romanziere e Songwriter, perchè già prima di incidere dischi aveva pubblicato poesie e romanzi - ha detto chiaro e tondo che i suoi testi di canzoni, sia pure - lo si ripete - di ottima fattura letteraria, non sono sue poesie musicate, ma testi di canzoni, parole pensate per stare assieme ad un accompagnamento musicale.
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woodstock
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oggi ho dato gli orali della maturità e la mia tesina era su faber.
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Longliverock
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Come al solito non riesco a trovare le parole x descrivere un album di De Andrè...
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MATT
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No Duane, io non dico che la massa ha sempre ragione perchè è tanta... ma che se tutti riconoscono De Andrè come un grandissimo artista e tu sei l'unico che dice che è merda dovresti cominciare a porti qualche domanda...
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PA0L0PF2
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L'album con un arrangiamento diverso come quello della PFM nel live di Bologna di alcuni brani sarebbe stato eccellente anche musicalmente cosi' come i testi
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ArnoldLayne
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zaireeekaaaa leggendo fra le righe dei tuoi incomprensibili commenti si capisce solo una cosa: prima quando hai detto che quel povero deficiente di duane aveva ragione invece ti riferivi invece a quell'altro, woodstock, che aveva parlato della questione di musica e parole, quindi prima sei stato superficiale e poi vigliacco a non ammettere il tuo sbaglio, è così vero zairekaaaaaaaaa????
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Djali
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Son capitata in questo sito per caso, cercandone un altro...e mi sn persa un poco a leggere i commenti...e alcuni mi han dato decisamente fastidio.
Io sì, son una grande amante di De Adnrè, Guccini e simili...mi rispecchio particolarmente nelle loro idee, mi fa sentir bene ascoltarli, mi fanno riflettere e mi hanno dato molti stimoli...mi hanno spinto ad informarmi sugl argomenti di cui trattano e hanno fatto nascere in me l amore della lettura e della letteratura...per questo li amo, e gli sarò per sempre grata.
Premettendo che io non son contro chi ha un idea diversa dalla mia, dunque se c è a chi non piace De Andrè e quelli del suo tipo...pace, nulla contro. La musica d De Andrè in particolare è molto diversa da quella che si ascolta ai giorni d oggi, anch io all inizio ho fato un po' di fatica a digerirlo, ma pian piano ho cominciato anche a capirlo e di conseguenza a piacermi. Quanto a chi dice che non sia un poeta, beh, mi chiedo cosa sia per quella persona la poesia! Poeti non sono solo Leopardi, Dante, Manzoni etc...ed anche le canzoni posson esser poesie, anzi se fatte bene lo sono. La padronanza della lingua d De Andrè è stupefaciente, la sua sottigliezza nel lasciare o non lasciare sottintesi e nel trattare i suoi argomenti seguendo una logica precisa che portano ad una conclusione...che cos è questo? Anche se però bisogna dire che molte delle sue canzoni non son propriamente sue, partorite per intero dalla propria testa...riprendono poesie d altri autori (Non al denaro, non all'amore nè al cielo interamente ripreso dal Cimitero di Spoon River se non ricordo male..e di cui ora il nome dell autore mi sfugge), son traduzioni d altre canzoni (Brassen, Bob Dylan), un paio le ha scritte persino insieme a Paolo Villaggio (Carlo Martello ritorna dalla battaglia di Poitiers, Il fannullone)...poche son in effetti quelle fatte da solo e la Buona Novella è interamente suo. Qualcuno qui ha anche detto che non gli piace ciò che parla della religione...ma questo album è indirizzato all'uomo, a noi! non è una critica a Dio, è una critica alla nostra incoerenza, bestialità, ipocrisia ed anche stupidità che si ritrovano principalmente nel Testamento di Tito e nella conrapposizione di Laudate Dominum all inizio e Laudate Hominem alla fine....prima lodate il signore, poi l uomo...è la sua conclusione di tutta questa vicenda...che in effetti tutto questo sia stata opera nostra, non di dio..che siamo stati noi a creare questo dio e ad infangarlo pure.
Invito ad ascoltare più e più volte Via della croce...a riflettere e chiedersi il perchè su ogni parola, su ogni articolo, su ogni virgola, punto o che sia..e sulla musica che dà quel senso di durezza col rumore dei chiodi e tristezza allo stesso tempo, sulla sua voce tuttavia imperturbabile...e dite poi che ne pensate.
Un'altra cosa poi...di De andrè non ci son solo la Buona Novella, Storia di un impiegato, Non al denaro non all'amore nè al cielo....forse sì, son gli album migliori, ma ci son altre canzoni che son veri capolavori. E prima di giudicare un autore a priori perchè è anticonformista, comunista, anrachico, fascista, blasfemo o che sia imparate ad informarvi anzitutto sul suo conto e a capire il perchè propende verso una tale idea, a capire e informarvi di ciò di cui parla e qual è il messaggio che vorrebbe dare....e solo allora permettetevi di dare un giudizio ed un giudizio non è dire che è una merdata, quello è un insulto a casa mia, provate a scrivere una critica anche se con la conclusione "A ME non piace" oppure semplicemente sotterratevi sotto sei metri di terra e tacete.
Baci
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Babel
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memorabile

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GustavoTanz
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DUANE VAFFANCULO.
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KurtTheFish02
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Buona recensione. Questo disco per me ha un significato indescrivibile, un valore immenso. E lo stesso vale per Faber.
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RIBALDO
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La Buona Novella è un disco che avevo sempre tralasciato probabilmente per via della la pesantezza e l'inusualità del tema trattato e per gli arrangiamenti musicali un po' ostici. Riascoltandolo in questi giorni sto capendo che questo è uno dei suoi dischi più riusciti e sentiti. I testi e le musiche sono eccezionali e la commozione che suscitano in me alcune frasi nelle sue canzoni è totale. Questo, volume 3 e Anime Salve sono i miei preferiti.
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