Copertina di Fabrizio De André Le nuvole
Grasshopper

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Per appassionati di musica italiana, amanti della poesia e della satira, cultori della musica etnica e dialettale, ascoltatori di musica d'autore e analisi musicale.
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LA RECENSIONE

Lungamente atteso, 6 anni dopo "Creuza de ma", esce questo originale album, che ad un primo ascolto sembra un'accozzaglia dei generi più svariati di canzoni, senza alcun legame. Ben presto però si profilano due parti ben distinte: una di denuncia, quasi tutta in italiano, l'altra "etnica". La prima parte si apre e si chiude con un coro di cicale che simboleggia l'unica "vibrante protesta" rimasta in un paese che va allo sfascio. "Le nuvole" è una poesia, recitata da due voci di donna con lieve accento sardo, su un sottofondo che dalle cicale iniziali si evolve in un sinfonico crescendo di archi. "Ottocento" è in realtà piuttosto settecentesca, rococò, proprio per ridicolizzare con ironia tagliente l'ottusità di questi tempi dove i vincenti sono "bronzi di Versace" capaci di "giocare in borsa e di stuprare in corsa", tempi frivoli come la fine del '700, e per di più privi di un Mozart. La satira si fa sempre più demenziale, fino al delirante tedesco maccheronico e allo "Jodel" che chiudono il brano.

Poche note di pianoforte (Tchaikovskij) portano a "Don Raffaè", in cui la satira diventa tremendamente attuale: il secondino Pasquale Cafiero (cognome non casuale) non crede nello Stato ma solo a quell'uomo "geniale, sceltissimo e immenso" che è appunto il boss della camorra Don Raffaè, l'unico capace di fare giustizia, e di "dare conforto e lavoro". E' una tarantella cantata in napoletano, con accompagnamenti bandistici (tipo la vecchia "Bocca di rosa"). Lo stesso intermezzo pianistico introduce "La domenica delle salme", e qui non c'è neanche più la forza della satira, ma solo la desolazione agghiacciante e totale di un'Italia, e di un mondo, ormai completamente "normalizzati", dove l'Utopia è ormai un cadavere e su tutto regna una "pace terrificante", il silenzio delle idee. La canzone ha ormai 14 anni, ma ogni giorno diventa più attuale.

Seconda metà del disco: quella "etnica", dialettale. Non è un seguito di "Creuza de ma": in genovese sono solo "Megu megun" (Medico medicone), strana figura di medico ipocondriaco, musica orientaleggiante, affine a "Jamin-a", e "A cimma", bizzarra storia di un cuoco che crea il suo capolavoro (la cima, complicato piatto genovese) con fede quasi mistica, e si commuove quando i camerieri la portano via. Non può essere che in napoletano "Nova gelosia", un classico ripreso da Roberto Murolo (che ricambierà cantando "Don Raffaè"). Grande interpretazione, specie per un non napoletano. E' invece in sardo "Monti di Mola", idilliaca e sincera storia d'amore tra un giovane pastore e una bellissima asina dal mantello chiaro, sufficiente però a scatenare l'invidia dei paesani. Disco variegato, forse un po' disorganico, ma di grande qualità. Coautore, come in "Creuza de ma", è l'ex P.F.M. Mauro Pagani.

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Riassunto del Bot

L'album 'Le nuvole' di Fabrizio De André, uscito sei anni dopo 'Creuza de ma', propone una doppia anima: una parte di denuncia sociale in italiano e un'altra etnica e dialettale. La satira pungente e la poesia si mescolano con ironia e riflessione, affrontando temi attuali con musica di qualità e interpretazioni intense. Sebbene il disco risulti a volte disorganico, mantiene un'elevata qualità artistica e un forte impatto emotivo.

Tracce testi video

01   Le nuvole (02:17)

04   La domenica delle salme (07:36)

05   Mégu megún (05:22)

06   La nova gelosia (03:05)

08   Monti di mola (07:46)

Fabrizio De André

Fabrizio De André (Genova, 1940–Milano, 1999) è stato uno dei più importanti cantautori e poeti italiani, noto per i suoi testi legati agli ultimi, agli esclusi e per l'innovazione musicale che introdusse nella canzone d'autore, integrando lingua, dialetti, folk, world music e collaborazioni di rilievo.
92 Recensioni

Altre recensioni

Di  NiCoII

 Le Nuvole non sono dei semplici fenomeni atmosferici, ma sono le Nuvole della commedia greca di Aristofane, sono i personaggi ingombranti della nostra società, che oscurano il sole.

 Fabrizio De André ha rivoluzionato la musica italiana con 'Creuza de Ma', ma con questo disco fa un passo in avanti, riuscendo a coniugare la tradizione italiana, la denuncia politica e la poesia.


Di  JpLoyRow

 Le nuvole sono quei personaggi ingombranti e incombenti nella nostra vita sociale, politica ed economica.

 Le due anime di 'Le nuvole' si fondono: musica e poesia, un equilibrio perfetto.