Adesso un album del genere sarebbe impensabile, per contenuti, dialettica, riferìmenti, forza iconoclasta.
La frase che dá il senso del neorealismo lisergico di quest'opera é "il giornale di ieri lo dá morto, arrugginito. I becchini ne raccolgono spesso, fra la gente che si lascia piovere addosso".
Specchio di un paese che credeva di essere e invece non é stato, di una musica che era cultura prima ancora di farla, è il metatesto di una rivoluzione abortita, e in nuce vede già lungo l'orrizzonte l'ombra con le spalline rinforzate degli anni ottanta.
Libro di testo.
Lottavano così come si gioca
i cuccioli del maggio era normale
loro avevano il tempo anche per la galera
ad aspettarli fuori rimaneva
la stessa rabbia la stessa primavera...
Un album da ascoltare dall'inizio alla fine per avere una visione completa.
Bisogna sempre difendere i propri diritti ed evitare di farsi mettere i piedi in testa.
La sua ribellione è "prevista" dal sistema, di cui egli è un elemento funzionale, come "i soci vitalizi del potere".
Un album irrinunciabile: i tempi sono cambiati, ma alcune riflessioni, opportunamente attualizzate e contestualizzate, non possono lasciare indifferenti.
Una protesta al di fuori delle canzoni che furoreggiavano con "Lotta Continua" o le ballate anarchiche pro Pinelli.
Per onorare la memoria di quel genio incontrastabile che saltellando da un bordello ad un palco mediante i carrugi di Genova è diventato il più grande cantautore italiano.
"Ha una storia e morde davvero"
"Storia di un impiegato non è un’esortazione alla violenza, né una benedizione del terrorismo, ma un’analisi fredda e durissima dei risvolti sociali e psicologici che stanno dietro simili gesti."
De Andrè non canta, ma serve umilmente e in modo rinunciatario la parola.
Fabrizzzioneeèè invece canta con la gengiva alzata verso sinistra perché boh, forse fa chic, però 'sti cazzi anche.