Tra poco meno di 4 giorni vedrà la luce il nuovo album dei Fall Out Boy, "Infinity on High".
Gruppo emo/pop-punk, accusato da molti di essere un prodotto creato a tavolino ha vinto lo scetticismo generale grazie soprattutto ai testi scritti dal bassista Pete Wentz. Il personaggio in questione è una specie di idolo per le ragazzine diciamo pure il giovanotto emo che tanto va di moda ora e che rimorchia più di tutti.
Tatuato, perennemente intristito, ha provato a suicidarsi nel 2005 ingenerendo diverse pasticche. Proprio in quell'anno il gruppo firmò per una major, la Island, e si fece conoscere anche dagli adolescenti attaccati alla tv e ad Mtv. Quindi, dopo il planetario successo dato soprattutto dai singoli "Sugar, We're Going Down" e la divertente "Dance, Dance", abbiamo tra le mani questo disco di puro e semplice pop-rock.
Ergo, se cercate qualcosa di originale o di pesante non cercatelo in questa band dal nome che fa tanto "dannato". Canzonette di facile presa, da canticchiare e molto simili tra loro faranno la felicità di molte persone. Bisogna però dire che dispongono di un discreto batterista (dal passato grind-core… avete capito bene… ) e di un cantante bravo sia nel cantare (com'è giusto che sia) ma soprattutto nell'interpretare testi che non sono suoi. Il titolo del disco, "Infinity On High", è tratto da un verso di una lettera scritta da Vincent van Vogh a suo fratello Theo nel 1888 ("be clearly aware of the stars and infinity on high. Then life seems almost enchanted after all"), nella quale il pittore descrive la sua salute ritrovata ed il vigore che questa gli ha consentito di imprimere nelle sue nuove opere.
L'album è stato prodotto principalmente da Neal Avron che ne aveva curato anche la produzione precedente, e da BabyFace, uno dei più importanti produttori di r'n'b. Il tutto si apre con una sorta di presentazione al pubblico data dal rapper Jay-Z nella canzone "Thriller". Segue poi "The Take Over, The Breaks Over" dove è possibile apprezzare l'ugola del bravo Patrick Stump, in cui prestano i loro assoli di chitarra anche Ryan Ross (Panic! At the Disco) e Chad Gilbert (New Found Glory).
La terza canzone, nonché singolo, è "This Ain't Scene, it's An Arms Race". Subito dopo la prima canzone strappalacrime. Poi una fugace canzone di circa 2 minuti e mezzo dal titolo "Golden". In mezzo un po' di punk-rock (Hum Hallelujah, il titolo… ). Da annoverare sicuramente "The Carpal Tunnel Of Love" e la velocissima "You're Crashing, But You're No Wave" dove fa la sua apparizione il cantante-produttore Butch Walker. Il tutto si chiude con la discreta "I've Got All This Ringing in My Ears and None on My Fingers". Quasi al termine della canzone si odono gli applausi del pubblico (evidentemente soddisfatto… ) e una voce che ci intima di schiacciare il tasto "repeat".
Ultima curiosità : al fine di incentivare l'acquisto dell'album piuttosto che il suo download gratuito dal web (già possibile illegalmente da alcuni giorni), inserendo il CD originale nel lettore del computer sarà anche possibile avere accesso ad un EP gratuito scaricabile da internet intitolato "Leaked In London", che il gruppo registrerà il 29 gennaio in Inghilterra all'Hammersmith Palais di Londra, appunto, in occasione dell'ultimo concerto del suo breve tour nel Regno Unito.
Unico neo, oltre ad una ripetitività atavica per questo genere di musica testosteronica, sono i titoli troppo lunghi che non si fanno imparare.
Un quartetto che mischia Sum 41, Bad Religion e Green Day con canzoni cantate con accento e tonalità da Billie Joe Armstrong.