Copertina di Florence and The Machine How Big, How Blue, How Beautiful
federico"benny"

• Voto:

Per appassionati di musica pop, fan di florence and the machine, amanti del rock raffinato e dei break up album, cultori di arrangiamenti orchestrali moderni.
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LA RECENSIONE

L’avevamo conosciuta come una giovane e indomabile figlia dei fiori nel 2009, per poi ritrovarcela un paio d’anni dopo nelle solenni vesti di una moderna dama preraffaelita, ossessionata dall’acqua e da tutti i suoi significati metaforici e filosofici. Sembra, dunque, quasi d’obbligo che il nuovo disco della band capitanata da Florence Welch si apra con una canzone intitolata “Ship to Wreck”, ideale ponte tra il precedente “Ceremonials” e il più recente “How Big, How Blue, How Beautiful”.

I collegamenti con il passato, sia sonori che concettuali, però, finiscono qui: messi nel cassetto i suddetti cerimoniali e accantonati, almeno per ora, i pensieri sulla morte e, appunto, sull’acqua, anche le canzoni si spogliano di buona parte degli elementi che hanno caratterizzato il sound del gruppo fin ad ora, così come i testi, molto più personali e concreti rispetto che in precedenza (nonostante non manchino riferimenti biblico-religiosi a profusione), molto vicini a quelli di un classico break up-album… cosa che effettivamente “How Big, How Blue, How Beautiful” per certi versi è, e la prima cosa a rifletterne la natura sono proprio gli arrangiamenti, snelli e mai pomposi anche quando si fa uso di orchestrazioni e fiati, i nuovi arrivati tra le fila della Machine, e per la prima volta privi dell’onnipresente arpa. Molto meno imponenti, rispetto soprattutto a “Ceremonials”, sono anche le percussioni, qui mai invadenti e più vicine al blues e al rock anni Settanta-Ottanta che non all’indie-folk degli esordi. Per dirla in soldoni, ci sono più R.E.M. e Stevie Nicks e meno Kate Bush, anche nella resa vocale, che vede una Florence più intima e vulnerabile che mai dosare i manierismi e la sua giunonica potenza a favore della pura e semplice interpretazione, tanto da cimentarsi addirittura in un paio di ballate dall’accompagnamento quasi minimale (“Various Storms & Saints”, con solo chitarra elettrica e cori a sostenere una performance sublime e sentita, e la quasi sussurrata “St. Jude”, sostenuta da una leggera drum machine elettronica). È stato poi compiuto un enorme passo in avanti sul piano della qualità media dei pezzi, molto meglio distribuita che in passato, con il risultato che a essere piacevole è il disco nella sua interezza e non solo i singoli: non ci sono infatti riempitivi o canzoni minori, tutte hanno una loro importanza e sono ugualmente piacevoli, dall’incalzante (e inaspettatamente radiofonico) baroque-pop di “Queen of Peace” e della title-track alla dimessa “Long & Lost”, da “Delilah” con i suoi giochi ritmici al grintoso blues della conclusiva “Mother”; da segnalare poi come tutte siano caratterizzate da una coerenza di fondo, a livello di suoni e arrangiamenti, che ogni tanto, sia in “Lungs” che in “Ceremonials” veniva meno.

“How Big, How Blue, How Beautiful” si presenta dunque come il disco più onesto e sentito della band, che ancora una volta non inventa nulla, ma si dimostra dannatamente brava in quel che fa, esprimendo questa volta un potenziale che nei in precedenza sembrava tenuto a freno e distaccandosi il giusto dalla formula che li ha portati alla ribalta. Un disco pop solido, coeso e ben fatto come raramente se ne sentono, che non ha nessuna pretesa se non quella di farsi ascoltare. E ci riesce magnificamente.

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Riassunto del Bot

La recensione evidenzia la maturazione artistica di Florence and The Machine con l'album 'How Big, How Blue, How Beautiful'. Il disco si distingue per arrangiamenti snelli e una vocalità più intima e personale, allontanandosi dagli elementi più teatrali del passato. La qualità delle canzoni è elevata e omogenea, creando un lavoro coeso e piacevole nell'ascolto dall'inizio alla fine. Un album pop solido che conferma il talento della band senza stravolgere la propria formula.

Tracce

01   Ship To Wreck (03:54)

02   St. Jude (03:45)

03   Mother (05:49)

04   What Kind Of Man (03:36)

05   How Big, How Blue, How Beautiful (05:34)

06   Queen Of Peace (05:07)

07   Various Storms & Saints (04:09)

08   Delilah (04:53)

09   Long & Lost (03:15)

10   Caught (04:24)

11   Third Eye (04:20)

Florence and The Machine

Florence and The Machine è un gruppo britannico guidato dalla cantante e autrice Florence Welch, attivo dal 2007. Ha ottenuto successo internazionale con Lungs (2009) e si è affermato con Ceremonials (2011), How Big, How Blue, How Beautiful (2015), High As Hope (2018) e Dance Fever (2022), unendo indie rock e art pop con arrangiamenti teatrali.
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