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Franco Battiato
L'imboscata

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Quest'uomo non finisce mai di stupirci: hai voglia di dire che ormai da più di un ventennio si è convertito alla forma-canzonetta, ma in realtà non ha mai smesso un attimo di sperimentare. C'è qualcun altro capace di infilare frasi come "supererò le correnti gravitazionali" o "conosco le leggi del mondo e te ne farò dono" in una delle più belle canzoni d'amore degli anni '90 ("La cura") senza far ridere i polli, ma al contrario riuscendo lo stesso a commuovere ? E non potrebbe essere altrimenti: basta ascoltare il tema sinfonico dell'orchestra d'archi che a più riprese accompagna i versi, ispirati anche se un po' ostici. E si può ancora definire canzone una cosa come "Ein Tag aus dem Leben des kleinen Johannes", in cui dolci note di un pianoforte da Lied ottocentesco si fanno largo tra gli ottusi battiti di una dozzinale drum-machine? In una una selva di versi e borbottii in tedesco, si intravedono la manina e i morbidi riccioli castani di un piccolo Johannes (Brahms ? Nell'immaginario di noi classicomani appare sempre maturo e con una barba maestosa come le sue sinfonie, ma sarà stato bambino anche lui...).

 Il geniaccio innovatore è sempre attivo, e come se non bastasse è in azione un altro cervello, quello del vecchio filosofo Manlio Sgalambro, che con il suo vocione cita Eraclito, rigorosamente in greco, per dirci la cosa più ovvia del mondo, ma anche quella che si dimentica più spesso: che siamo tutti "Di passaggio". Filosofia e canzone: sembra roba da pazzi, ma con questi due (pazzi ? no, solo originali) il connubio funziona. E l'idea di far procedere due canzoni quasi parallele, per intrecciarle solo alla fine, quando a "Strani giorni" si sovrappone "Strange Days", a chi poteva venire, se non a Battiato? Si avverte il contrasto tra un motivo nostalgico, piuttosto anni '60, e un ritmo implacabile (qualcosa di simile alla vecchia "Cuccuruccucu") eppure è un contrasto che non stride.

 Del resto Battiato è un po' il Mahler della canzone: così come il compositore boemo era capace di trarrre sublimi melodie da motivi di organetto, così il nostro è capace di sfruttare al meglio quelle che lui stesso ha definito "immondizie musicali". L'accostamento tra il celestiale e il trito è una sua costante, e ce ne sono esempi anche in questo disco. "Amata solitudine" parte con rarefatte note pianistiche e atmosfera sognante per evolversi in un ritmo sincopato, quasi reggae, che però non soffoca mai del tutto la dolcezza dell'inizio, che riemerge alla fine del brano. Le migliori cartucce vengono sparate tutte all'inizio, per cui il finale in parte delude: la qualità si mantiene alta solo grazie al cupo fascino, molto moderno e poco portoghese, di "Segunda feira" e al patetico accompagnamento orchestrale che evoca i ricordi d'infanzia in "Memorie di Giulia". Nel complesso resta un ottimo disco e soprattutto, ancora una volta, molto originale.

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Ultimi Trenta commenti su QuarantaNove

vanamente
vanamente
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Anonimo se tu fossi solo un pò meno cialtrone sapresti che negli occhi degli altri si riflettono i propri e che ognuno di noi è in grado di leggere solo ciò che conosce. Puoi sempre cercare di conoscermi prima di giudicare, ma evidentemente il confronto non è il tuo forte. Divertiti.


emily
emily
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Da che pulpito....


vanamente
vanamente
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Vedi che sei un cialtrone? il tono paternalistico e il giudizio puoi mettertelo dove non batte il sole. Ho sbagliato? sono prevenuta? dimmelo, ma dimmelo chiaro invece di far cadere dall'alto i tuoi commenti. Chi ti credi d'essere? cosa credi che sia questo posto? Il luogo in cui tutti ambiscono ad entrare? mah, per me inizia ad essere il luogo di chi invece se ne va e la lista si allunga ogni giorno che passa. Sarò anche una stronza, ma non ho mai nascosto il mio nome a nessuno e se qualcosa dovevo dire l'ho detta e la dico. Se poi se un altolocato allora dammi un ordine.


emily
emily
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Non c'è gloria nello scrivere "nicckati", se dobbiamo leggere quel che scrivi qui sopra, vanamente. quanto al nick, ricordati che nemmeno quello è il tuo nome (credo). Comunque, diamo al recensore i suoi meriti e non usciamo dal seminato proprio del sito! Mi piace molto Battiato, ma non conosco <L'imboscata>. Me lo consigliate?


kosmogabri
kosmogabri
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"Chi parla male, pensa male e vive male. Le parole sono importanti "


Igor
Igor
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Infatti, volete un consiglio? non autenticatevi mai se non avete intenzione di far parte del gregge. Scrivete solo da anonimi, prendete di mira qualcuno e riempitelo di fango e poi nascondetevi dietro le belle citazioni. Solo così ci si sentirà dei veri eroi. Chiunque abbia scritto per chiedere il mio nome ha ricevuto la risposta e chiunque graviti nella zona di milano ha avuto modo di conoscermi se l'ha desiderato.


emily
emily
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Questa è la recensione di Grasshopper al disco di Battiato. Punto.


vanamente
vanamente
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Piantala tu se vuoi che finisca, piantala di girare per recensioni, quella di Grasshopper piuttosto che quella di Hal, a piantare zizzania e malumori, piantala di fare il figo soprattutto. Con il ringraziamento di tutti quelli che come me ne hanno le palle piene.


Grasshopper
Grasshopper
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Calma, calma... Qui non c'é nessuno che teme l'ira funesta di vanamente e si piega ai suoi voleri e capricci. Semplicemente mi è stato fatto notare, un po' insistentemente ma senza insulti, che privilegiavo un po' troppo la parte descrittiva. Ciò era vero, e anche voluto: il mio intento era e resta quello di far conoscere dischi di valore soprattutto a chi non li ha mai sentiti. Ho solo preso atto che ciò si può fare anche con un po' più di fantasia.


vanamente
vanamente
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Grazie Grasshopper, anche perchè l'ira funesta :) si scatena solo di fronte ai soprusi. Finchè si tratta di un sano confronto fra esseri umani senzienti e adulti non capisco perchè di debba denigrare sempre tutto, soprattutto quando c'è armonia. Purtroppo è un vizietto di cui alcuni cadono preda spesso e per chi è appena arrivato questo è solo l'antipasto. Ma soprassediamo. Grasshopper hai sentito che bello il nuovo cd del maestro? hai ragione: "Quest'uomo non finisce mai di stupirci"... :)


Solomon
Solomon
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Vana, pieno supporto, non sopporto gli anonimi.
(al di là della discussione in sè, che non ho seguito)
Bella recensione, bell'album (non il mio preferito)


charles
charles
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la cura è da brividi, forse il + bel pezzo che lui abbia mai scritto! x il resto il buon vecchio franco nn mi dice granchè, nn è assolutamente il mio genere!


Anonimo
Anonimo
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SEMPLICEMENTE FANTASTICO. POCHE PAROLE DA DIRE... C'è SOLO DA INCHINARSI, COME SEMPRE, AL MAESTRO!


Ghemison
Ghemison
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fanculo volevo recensire Fetus o Dieci stratagemmi ma l'hanno già fatto per entrambi. comunque lunedì l'ho visto dal vivo al palaverde. grande! ha fato un pezzo anche da Fetus


ComeOnDieYoung
ComeOnDieYoung
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La voce dello Sgalambro nell'incipit di "Di passaggio" me fa impazzì... :)



GeorgeWBush
GeorgeWBush
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L'unico disco ascoltabile di Battiato dopo il 1993. Concordo sulla bellezza dell'incipit eracliteo-sgalambrico all'inizio di "Di passaggio", che è la canzone che prediligo. All'album darei tre, se paragonato agli altri di Battiato degli ultimi dieci anni gli darei cinque, come media scelgo quattro.


Viva Lì
Viva Lì
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Album non malvagio, anzi, particolarmente interessante. Molto bella "Strani giorni", ma è "La cura" il vero gioiello di questo album ideato da Battiato come una sorta di spartiacque tra "Caffè de la Paix" (1993) e il successivo "Gommalacca" (1997). Nonostante tutto, non è un capolavoro. Peccato... Marco Poletti Dixit.


bjork68
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la cura la detesta lo stesso battiato. e fa bene. è schifosamente commerciale


primiballi
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per me il migliore in assoluto della seconda vita di Battiato, quella a 4 mani con Sgalambro. e questo per motivi troppo lunghi da esporre...probabilmente sarà necessaria una controrece...


tom traubert
tom traubert
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Sfiora il capolavoro qui Battiato, anche se per me il migliore in assoluto del periodo Sgalambro è il successivo "Gommalacca", forse meno facile ma più compatto e del tutto privo di punti deboli. "Amata Solitudine" non è all'altezza del resto del disco, che è eccezionale, e toglierebbe un mezzo punto che però arrotondo a 5 ugualmente.


marcoraganato
marcoraganato
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la cura la detesta lo stesso battiato? ne siamo sicuri? comunque essa non è una canzone d'amore intesa come attrazione tra uomo e donna, ma è intesa come un'amore trascendentale per uno spirito guida, queel che i cristiani chiamerebbero l'angelo custode.


primiballi
primiballi
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mah...interpretazione che mi lascia molto perplesso...(a meno che l'io narrante non sia l'angelo in soggettiva...mah...urge esegesi del testo)


voiceface
voiceface
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oddio...dire che il disco si perde nel finale mi sembrano parole grosse...serial killer e ecco com'è che va il mondo sono cmq delle grandi canzoni...anzi direi che quest'ultima musicalmente parlando è fra i pezzi più pregevoli del disco


cacchione
cacchione
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il disco è buono,"la cura"il pezzo migliore


Rank
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Per me uno degli album più belli. Strani giorni mi commuove fino al pianto.


archimede
archimede
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Sono d'accordo con Marcoraganato sul fatto che La cura sia una sorta di amore mistico-trascendentale, tra l'altro Battiato fà parlare la "guida", quindi è l'amore dell'angelo ( o spirito-guida o Dio o chi per lui)che si prende cura dell'uomo e cerca di riportarlo alla sua "essenza".Detto questo secondo me L'imboscata non è nel suo insieme uno dei migliori album di Battiato, anche se devo dire l'ho ascoltato solo due o tre volte.


brusko
brusko
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strani giorni, viviamo strani giorni


GustavoTanz
GustavoTanz
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Assieme a "Gommalacca" il migliore del Battiato dell'epoca Sgalambriana. "La Cura", "Strani Giorni", "Di Passaggio", "Ecco Com'è Che Va Il Mondo", "Splendide Previsioni"...non servono parole.


vitols4
vitols4
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E ci voleva proprio lui a ricordarci che siamo di passaggio! allora adesso me lo segno... ; )
Non confondiamo la superba orchestrazione e l'uso di professori di conservatorio anche solo per accendere i microfoni, e la cronica ricerca dello strano a tutti i costi pescando in libri di filosofia trascendentale dimenticati da Dio e dagli uomini (per fortuna), con il genio musicale, che qui, come sempre, latita in maniera imbarazzante. Semplicemente perchè non c'è, mai vi è stato nè mai vi sarà. Lode alla cultura, alla procellosa ricerca storico\artistica, ma PER ME l'arte della musica è tutt'altro. NORAH JHONES (si scriva così???), per dirne una abbastanza commerciale ma non troppo, chitarra e voce, mi dona emozioni che il professor, dott, eccellenza Battiato forse non ha nemmeno mai provato di persona... Sopravvalutato. Recensione dotta ma poco obiettiva. Ciao


rafssru
rafssru
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Grande ritorno come riscontro di pubblico, ma comunque arriva a massimo 4 stelle. Le prime tre canzoni sono da 5 stelle, il resto è prescindibile.


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