Copertina di Galaxie 500 On Fire
james

• Voto:

Per amanti della musica indie, fan dello slowcore e dello shoegaze, appassionati di rock alternativo anni '90
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LA RECENSIONE

Non fatevi fuorviare dal nome della band, Galaxie 500, in perfetto stile synth pop anni ottanta, non prestate neanche troppa attenzione al titolo dell'album, "On Fire", non troverete nessun incendio sonoro, se cercate un indizio potete far caso alla loro provenienza, Boston, coevi e concittadini dei Pixies.

"On Fire" è il disco della consacrazione artistica di questi tre ormai ex ragazzi, che dopo una laurea ad Harvard diedero vita ad una piccola rivoluzione, ripartendo - come sempre nella storia del rock- da un basso, una chitarra e una batteria. Il disco si manifesta al primo ascolto, non cela nessun segreto nella sua semplicità, tre accordi per canzone suonati senza particolari vezzi, un basso che tesse melodie, una batteria soffice come un tappeto di nuvole su cui si culla una voce stralunata ed onirica.
Il mood predominante è quello della malinconia, dell'intimità, brani dalle tinte deboli e dai contorni poco delineati, con una ripetitività ed una lentezza dal sapore tipicamente psichedelico.
E' il tipico album in cui si può sprofondare dentro, avvolti dalle emozioni liquide e dilatate di Tell Me o di Snowstorm , dove il wha-wha e il falsetto del neozelandese Wareham sembrano evocare la nostalgia di un sogno ormai svanito, per poi lasciare spazio all'insistenza distorta di When Will You Come Home, o all'estraniazione condita di sax di Decomposing Trees. C'è spazio anche per un omaggio a George Harrison con Isn't It A Pity a chiudere l'album, talmente interiorizzata da sembrare lo sbocco naturale dei brani precedenti.

Molti pagheranno credito ai Galaxie 500, padri artistici dello slowcore e dello shoegazer che tanto raccoglierà negli anni '90, Slowdive, Low, Codeine e affini. Loro però non ci sono più, la galassia 500 cesserà di esistere dopo solo 5 anni di vita nel 1991 a causa di profonde incomprensioni e divergenze caratteriali, Dean Wareham darà vita ai Luna mentre Damon Krukowski e Naomi Yang continueranno a suonare insieme, con Kramer (il produttore storico) spesso presente in entrambi i nuovi progetti.

Peccato, si sa che per ogni galassia che scompare l'universo diviene un po' più povero...ci resta almeno questa foto indelebile.

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Riassunto del Bot

On Fire è l'album simbolo della consacrazione artistica dei Galaxie 500, storici padri dello slowcore. Il disco si distingue per la sua semplicità sonora, malinconia e atmosfere psichedeliche. La voce di Wareham e il basso intrecciano melodie intime e oniriche, mentre i brani trasportano l'ascoltatore in un viaggio emotivo profondo. Nonostante la breve carriera della band, l'album rimane un punto di riferimento per la scena indie e shoegaze degli anni '90.

Tracce testi video

Galaxie 500

Trio di Boston formato da Dean Wareham, Naomi Yang e Damon Krukowski. Attivi tra il 1987 e il 1991, hanno pubblicato tre album in studio (Today, On Fire, This Is Our Music) diventando riferimento per slowcore e dream pop. Dopo lo scioglimento, Wareham fonda i Luna; Damon & Naomi proseguono in duo.
06 Recensioni

Altre recensioni

Di  CosmicJocker

 “Lo spettacolo triste di tizzoni ormai spenti e la resa senza condizioni di melodie grondanti eroina che supplicano un'altra dose.”

 “Le luci di Galaxie 500 abbagliano e sconfortano, proteggono e sublimano.”


Di  Caspasian

 Quando argomentavo che ci sentivo un disagio dell’anima, un grido d’aiuto della serie: “dove andremo a sbattere la testa?”

 E dalla Galassia “mezzo sacco” un rumore fortissimo: VOGLIAMO VIVERE!