Copertina di Genesis Abacab
London

• Voto:

Per appassionati di musica rock e progressive, fan dei genesis, ascoltatori di album sperimentali e storici degli anni '80
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LA RECENSIONE

Quando i Genesis si riuniscono in studio nel 1980 per lavorare al nuovo album molte cose sono cambiate e stanno per cambiare .Sono ridotti a tre, ormai non ci fa più caso nessuno, il rock progressivo è quasi definitivamente passato all'album dei ricordi. La vera novità da questa data in avanti sarà il loro approccio alla composizione, se infatti negli anni precedenti molti pezzi venivano scritti e provati prima di andare in studio, da Abacab in poi non è più così. Infatti Collins e compagni si recano in studio senza niente su cui lavorare, neanche un'idea, tutto lasciato alla momentanea ispirazione. Il primo risultato di questo esperimento è il tanto bistrattato e attaccato da ogni critico Abacab.

Il disco lo si incomincia a capire già dalla cover, niente più disegni sognanti, solo delle macchie colorate (diverse da paese a paese) con il logo della band scritto in corsivo nero e il titolo dell'album in minuscolo. Fatta questa dovuta descrizione passiamo ai pezzi:
Abacab: il disco si apre con questo potente pezzo sospeso fra un'anima rock,una faccia quasi dance e una coda lunghissima strumentale.Il curioso titolo deriva dalle strofe , che Banks indicò nella loro successione e il loro ripetersi proprio con le lettere A,b,A,b e così via. Il pezzo è molto coinvolgente , un testo enigmatico e dal vivo sarà veramente una bomba.
No Replay At All: prima nota dolente dei genesis, fiati degli Hearth Wind And Fire, ritmo danzereccio, uno dei loro pezzi più brutti.
Me And Sarah Jane: capolavoro di Tony Banks, è l'unico pezzo che nasce ,almeno nel testo da un'idea precedente. La canzone parla delle strane idee e immagini che possono affollare la mente di una persona nel dormiveglia. La Sarah jane del titolo è totalmente inventata, la musica è coinvolgente nel suo incedere quasi reggae, la voce di Collins la interpreta benissimo, che dire il pezzo migliore del disco.
Keppe It Dark: pochi accordi di chitarra,un ritmo ipnotico e irritante fanno di questa canzone uno di pezzi più pesanti dell'album.
Dodo/lurker:un pezzo molto vicino alle sonorità di Duke (Behind The Lines, Man Of Our Times..) bello anche se la parte in intermezzo (Lurker) funziona meglio dal vivo.
Who Dunnit: mio Dio, Banks spara note monofonioche con il Synt, e Collins canta un testo ridicolo: bruttissimo(dal vivo verrà eseguito con un curioso siparietto e fischiato un po' ovunque ).
Man On The Corner: semplice canzone pop di Collins.
Like It Or Not: vedi sopra , stavolta di Rutherford.
Another Record: chiusura banale con una canzone che ricorda molto alcune cose soft già fatte in Duke, come Alone tonight.

Che dire un disco che nel suo lato sperimentale e di rottura risulta incompleto (la vera rivoluzione arriverà solo nel 1983 con Genesis), lo si incomicia a sopportare dopo molti ascolti, ma nulla di più.

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Riassunto del Bot

Abacab segna una svolta per i Genesis, ora trio, con uno stile più diretto e sperimentale. Seppur innovativo, il disco presenta alti e bassi evidenti. Alcuni brani, come "Me And Sarah Jane", brillano per originalità, mentre altri risultano deludenti, confermando un album da apprezzare solo dopo molti ascolti.

Genesis

I Genesis sono uno dei gruppi fondamentali del progressive rock britannico, fondati alla fine degli anni '60. Dopo una prima era dominata da atmosfere sperimentali e visionarie con Peter Gabriel, il gruppo evolve verso un pop più accessibile sotto la guida di Phil Collins, vendendo milioni di dischi ma facendo discutere ogni fan su quale sia la 'vera' essenza del gruppo.
116 Recensioni

Altre recensioni

Di  SysMike

 Phil Collins, dopo il successo da solista, aveva ucciso i Genesis fagocitandoli nel suo sound sguaiato e martellante.

 'Abacab' è stato semplicemente il crollo di un mito. I Genesis non esistevano più.


Di  paolo1968

 «Abacab, ovvero il punto di non ritorno.»

 «La feroce volontà di cambiare, di stupire, anche a costo di shockare l'ascoltatore.»


Di  Giammotto

 Phil Collins è l'anima ritmica e unica ragione per cui i Genesis negli anni '70 girarono a meraviglia.

 "Who Dunnit?" è una provocazione: una canzone terribile o una richiesta di aiuto per la svolta pop del gruppo?


Di  paolofreddie

 Debole, fiacco, inutile, senz'anima! Abacab!

 Abacab è un album che avrebbe fatto meglio a rimanere nel cassetto, un lavoro perlopiù mediocre, una pugnalata alla musica.