Copertina di Gomez Split The Difference
Axelmoloko

• Voto:

Per appassionati di rock britannico, fan di brit-pop maturo, ascoltatori di musica alternativa e indie inglese
 Dividi con...

LA RECENSIONE

Appena consumato il funerale del “brit-pop” la paura più grande che sembrava serpeggiare
nell’ambiente era che, nonostante questo genere ampiamente svalutato era stato consegnato alla storia, per gran parte dei giovani musicisti inglesi l’unico interesse sembrava essere il continuare a cantare di un “muro meraviglioso” e di una Sally che non li avrebbe mai amati. Per un momento la generale sensazione proveniente dalla terra d’Albione era che da quelle parti dopo anni in cui dalla scena di Madchester agli Oasis nuova linfa era stata apportata al rock, le idee si fossero di colpo totalmente esaurite.

In questo contesto va inserita la piacevole accoglienza riservata ai Gomez nel lontano 1998. Da Liverpool, uno dei siti maggiormente indiziato in quei tempi nello sfornare cloni con i capelli a caschetto, usciva finalmente un gruppo di ragazzi che pur senza rinnegare le radici del rock-melodico inglese, non si spaventava nell’andare a pescare ispirazioni altrove, anche lontano dalla stessa Inghilterra, realizzando un suono ben presto divenuto distintivo e unico della stessa band.
“Split The Difference” è l’ultima fatica dei Gomez e se si esclude l’esordio “Brig It On” che ne rivelò le potenzialità, il migliore dell’intera produzione.
Accantonati definitivamente le interferenze digitali che fecero apparire “In Our Gun” un tentativo di eccessiva sperimentazione, e abbandonata l’idea di un lavoro totalmente auto-prodotto (il producer ora è Tchad Blake già con Tom Waits e Crowded House), queste ultime 13 tracce virano verso un suono più rock, più incisivo e diretto che non per questo relega il solito affascinante tocco melodico in un ruolo di secondo piano.

Blues-rock ottimamente suonato, influenze che passano dalla psichedelica al folk, il solito perfetto alternarsi di quasi tutti i componenti della band al microfono e infine l’ immancabile manciata di ballate (“Sweet Virginia” ricorda per nostalgia e impatto il loro cavallo di battaglia “We Haven’t Turned Around”, la conclusiva “There It Was” è semplicemente un gioiello), compongono un quadro che ci mostra i Gomez nel pieno della loro maturità artistica ormai finalmente liberi dall’essere considerati solamente una piacevole sorpresa.

Carico i commenti...  con calma

Riassunto del Bot

Split The Difference segna la maturità dei Gomez, liberandoli dalle mode del brit-pop e dalle sperimentazioni eccessive di album precedenti. Con la produzione di Tchad Blake, il gruppo propone un suono più diretto e rock, mantenendo melodie affascinanti e influenze dalle radici blues, psichedeliche e folk. Brani come "Sweet Virginia" e "There It Was" dimostrano una crescita artistica significativa.

Tracce testi video

01   Do One (02:40)

04   Me, You and Everybody (04:24)

Leggi il testo

05   We Don't Know Where We're Going (04:42)

08   Where Ya Going? (03:41)

09   Meet Me in the City (03:11)

Leggi il testo

10   Chicken Out (03:32)

11   Extra Special Guy (03:31)

12   Nothing Is Wrong (05:35)

Leggi il testo

13   There It Was (06:14)

Gomez

Gomez sono una band indie rock inglese di Southport, formata nel 1996. Con tre voci soliste (Ben Ottewell, Ian Ball, Tom Gray) e una miscela di blues, folk ed elettronica, hanno vinto il Mercury Prize 1998 con l’esordio Bring It On, proseguendo con album apprezzati come Liquid Skin, In Our Gun e Split the Difference.
11 Recensioni

Altre recensioni

Di  marcmat

 Le "pietre dei Gomez non rotolano, ma ballano".

 Il perfetto equilibrio tra ritmo e melodia dei Fab Four rivive una nuova fantastica parentesi proprio in questo disco.