Copertina di Gordon Lightfoot Sundown
Starblazer

• Voto:

Per appassionati di musica folk, fan di gordon lightfoot, ascoltatori di musica riflessiva e collezionisti di album classici, amanti della musica anni '70
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LA RECENSIONE

La brillantezza che sembrava essersi perduta con "Old Dan's Records" riemerge con classe e naturalezza nel 1974 con "Sundown"; album bello e fortunato anche dal punto di vista commerciale, riuscì a scalare le charts raggiungendo il primo posto in Canada e, per la prima ed unica volta, anche nella US Billboard 200, diventando così l'album più venduto di tutta la carriera dei Gordon Lightfoot, trainato da "Carefree Highway" e soprattutto dalla titletrack "Sundown", che divenne il singolo di maggior successo del Nostro scavalcando "If You Could Read My Mind".

Pur condividendo molti tratti con il precedente "Old Dan's Records", tra cui anche una certa mancanza di impatto immediato, "Sundown" riesce tuttavia a crescere prepotentemente ascolto dopo ascolto, mettendosi in luce per una rinnovata ricerca stilistica, che si esprime nell'utilizzo di strumenti finora inediti per Lightfoot come il corno inglese e il sintetizzatore Moog oltre che per una maggior presenza di percussioni e chitarre elettriche, ancora abbastanza di accompagnamento ma comunque ben presenti, percepibili e caratterizzanti. Anche se non quanto "Summer Side Of Life", "Sundown" è un album immaginifico e creativo, "Somewhere U.S.A." con il suo country sornione e rilassato è il perfetto sottofondo di un viaggio tra le sconfinate pianure semidesertiche del Texas o dell'Arizona, "High And Dry" rientra nel filone "marinaresco" di Gordon Lightfoot ed è un movimentato e giocoso up-tempo dai riflessi ironici e leggeri in cui il cantautore duetta con una voce femminile nel ritornello. A questo caratteristico tema identificativo si ricollega, con ben altro spessore, anche l'indiscusso apice dell'album, "Seven Islands Suite": lunga, lenta e cadenzata, accompagnata da orchestrazioni e da uno strisciante sintetizzatore Moog ha un fascino ipnotico e crepuscolare, qui il mare diventa una sorta di luogo dell'anima che fornisce spunto per riflessioni di carattere più generale ed introspettivo, nel testo forse più enigmatico mai scritto dal nostro. Non solo "Seven Island Suite", ma gran parte dell'album presenta un mood riflessivo e quasi cerebrale: la breve e raffinatissima "Circle Of Steel", folk sottile e onirico arricchito da campanelli e cori d'accompagnamento, con un corno inglese che accenna la melodia della titletrack presenta liriche altrettanto criptiche; "Is There Anyone Home" e "The Watchman's Gone" riprendono il discorso musicale iniziato in "Don Quixote" con "Beautiful" e continuato in buona parte di "Old Dan's Records" arricchendolo con sintetizzatori nel primo caso ed orchestrazioni nel secondo, presentano un sound tendente al blues e sono canzoni meditate, dal fascino sfumato e quasi etereo, che emerge solo dopo alcuni, attenti ascolti; questo stile viene espresso anche nel fortunato singolo "Sundown", una raffinata metafora ispirata ancora una volta dalla problematica vita sentimentale del cantautore, forte di una efficace linea di basso che detta il tempo alla melodia, suadente quanto basta e decisamente più passionale e terrena dei due episodi precedenti; che sfocia finalmente in "Carefree Highway", serena e liberatoria, arricchita da un pizzico di ariosità orchestrale.

In un album per lunghi tratti troppo sfumato per catturare al primo ascolto, Gordon Lightfoot chiude ancora una volta affidandosi all'effetto sorpresa, ma stavolta niente epiche composizioni in stile "Cabaret" o "Patriot's Dream" ma una semplice, struggente ballata, "Too Late For Prayin", tra le migliori mai scritte dal menestrello di Toronto, ricca di malinconia e amara disillusione ma trascinante ed enfatica quanto basta per colpire l'ascoltatore fin da subito, dritto al cuore, grazie anche alle sempre magistrali orchestrazioni e ad un'interpretazione vocale di grande intensità e pathos che pone fine al capitolo "Sundown", album che a dispetto del successo commerciale riscosso non è il miglior disco e nemmeno il più immediato della discografia del cantautore, ma rappresenta un importante punto di svolta nel suo percorso artistico, una svolta che passando per "Cold On The Shoulder" del 1975 arriverà al suo definitivo coronamento con "Summertime Dream".    

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Riassunto del Bot

Sundown di Gordon Lightfoot è un album del 1974 che segna una rinascita artistica dopo un periodo meno brillante. L'album mescola folk classico con nuove sperimentazioni sonore, come l’uso del sintetizzatore Moog. Brani come la titletrack e Too Late For Prayin' si distinguono per intensità e pathos. Sebbene non immediato, l'album cresce ad ogni ascolto e rappresenta un punto di svolta nella carriera del cantautore canadese.

Tracce testi video

01   Somewhere U.S.A. (02:55)

02   High and Dry (02:17)

03   Seven Island Suite (06:03)

Leggi il testo

04   Circle of Steel (02:48)

05   Is There Anyone Home? (03:17)

06   The Watchman's Gone (04:20)

08   Carefree Highway (03:45)

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09   The List (03:10)

10   Too Late for Prayin' (04:13)

Gordon Lightfoot

Gordon Lightfoot (Orillia, Ontario, 1938 – Toronto, 2023) è stato un cantautore canadese tra i più influenti del folk e del folk rock. Autore di classici come If You Could Read My Mind, Sundown e The Wreck of the Edmund Fitzgerald, ha unito melodia, narrativa e identità canadese in una discografia di riferimento.
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