Copertina di Guru Guru Hinten
Ivo Avido

• Voto:

Per appassionati di musica psichedelica,fan del progressive rock,collezionisti di vinili e album storici,amanti della musica sperimentale,studiosi di musica europea anni '70
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LA RECENSIONE

"[...], Mancare il bersaglio, deflettere l'azione per trovare lo spazio creativo e utilizzare quadri sonori legati a immagini storiche scomponendole a piacere; i Guru Guru trovano il terreno ideale d'espressione e forse, proprio per l'assoluta coerenza, e nonostante la poca notorietà, devono essere considerati tra i primi sotto l'elenco "geni incompresi". *
* A. Aprile & L. Majer (La musica progressiva Europea)

Un ottimo incipit per un altrettanto ottimo album.

"Hinten".

1971.

Secondo album dei Guru Guru dopo il travolgente esordio con "Ufo".

Hinten, ad un primo ascolto, riprende decisamente le tematiche strumentali & stilistiche dell'opera prima pur non essendone un pallido epigono.

Impossibile inoltre negare una influenza, una contaminazione "west-coastiana" (Grateful Dead, Jimi Hendrix) sul sound abbondantemente psichedelico e "cerebrale" di  codesto gruppo teutonico "smarrito" tra elettronica, hard, free e sperimentalismi di ogni genere à la Can o Ash Ra Tempel (degli esordi).

L'impatto della musica proposta è letteralmente devastante, sin dalla "open track", "Electric Junk", vero e proprio "nirvana elettrico"  in cui spiccano lancinanti incursioni chitarristiche sorrette da un poderoso e martellante drumming (Mani Neumeier, leader del gruppo), sperimentalismi percussivi e parti vocali ridotte ai minimi termini (oltretutto in tedesco, idioma acido e davvero poco duttile che però ben si amalgama con il suddetto sound).

In aumento rispetto al primo album anche la dose di "non-sense" espressa soprattutto in brani come "The Meaning Of Meaning" e "Bo Diddley", vera e propria esaltazione di un sound grottesco, assurdo, surreale "semi Zappiano" condito con curiosi effetti sonori e percussivi dai sapori marcatamente acido-lisergici e da un incedere chitarristico "torrenziale" peculiare dei Guru Guru.

Brilla di luce propria "Space Ship", perla della Kosmische Musik, che pedissequamente ad "Ufo" si distanzia dal resto dell'album per introdurci, con i suoi undici minuti, nel cosmo più profondo, etereo e siderale. Una musica "aliena", ipnotica e totalmente priva di schemi musicali.

In tal caso la celeberrima "etichettatura" coniata da Rolf Ulrich Kaiser, Kosmische Kuriere, risulta davvero calzante. 

"[...]... Uscire dal guscio, frantumare il reale, offendere la normalità ...[...]". * 

Questo è Hinten.

Questi sono i Guru Guru (ipotetici) geni incompresi.

* A. Aprile & L. Majer (La musica progressiva Europea)

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Riassunto del Bot

L'album 'Hinten' dei Guru Guru del 1971 rappresenta un'opera di spicco nel panorama della musica psichedelica e progressiva tedesca. Pur riprendendo gli stilemi del loro debutto 'Ufo', riesce a evolvere e contaminarsi con influenze west coast e kosmische musik. Notevoli sono le sperimentazioni vocali e strumentali, con pezzi come 'Electric Junk' e 'Space Ship' che evidenziano una creatività fuori dagli schemi. L'album conferma i Guru Guru come geni incompresi della musica d'avanguardia.

Tracce video

01   Electric Junk (11:03)

02   The Meaning of Meaning (12:13)

03   Bo Diddley (10:01)

04   Space Ship (11:05)

Guru Guru

Guru Guru è un gruppo krautrock tedesco fondato a Heidelberg nel 1968 dal batterista Mani Neumeier insieme al bassista Uli Trepte; nel periodo classico milita anche il chitarrista Ax Genrich. Pionieri di psichedelia, improvvisazione e kosmische Musik, hanno pubblicato album fondamentali come UFO (1970), Hinten (1971) e Känguru (1972).
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