Copertina di Hanne Hukkelberg Little Things
The_dull_flame

• Voto:

Per amanti della musica folk, jazz, ambient e indie, appassionati di cantautrici alternative e chi cerca esperienze musicali emotive e immersive
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LA RECENSIONE

Vi è mai capitato di perdervi, ascoltando un disco? 

Vi è mai capitato di essere al centro di viaggi temporali, semplicemente godendo delle canzoni? 

No? Allora questo è il disco per voi: c'è ben poco in giro, infatti, che riesce a coinvolgere così tanto come le canzoni di questa bella cantautrice di Oslo. Saranno i suoi occhi azzurri, sarà la sua voce fanciullesca, ma questo disco mi ha fortemente rapito: c'è bellezza, anima, sangue, muscoli in questo disco. Sin dalla prima traccia, quel brevissimo e spettrale frammento musicale ("Hoist Anchor") si capisce di essere davanti a qualcosa di diverso: folk, jazz, indie, ambient. Sprazzi di Kate Bush, Bjork, Broadcast, Everything But The Girl senza dimenticare le voci jazzy di Dani Siciliano e Rosin Murphy, ma è solo ispirazione: questo è il disco di Hanne Hukkelberg, una ragazza semplice a cui piace scrivere e comporre musica, musica naif che viene semplicemente dall'intuito, che non segue una logica, una meta: niente è prestabilito, è tutto così libero e surreale e per questo si adora.

Più si va avanti con le canzoni, traccia dopo traccia, ci si perde nell'occhio di un ciclone: i pezzi sembrano posti in ordine crescente. "Cast Anchor" e "Do Not As I Do" sono capolavori della musica da chanteuse alternativa di questo periodo: chitarra che uccide, elettronica appena percepibile, cori ancestrali da brividi. "Balloon" è ancora stupefacente, forse più: elettronica warpiana, sprazzi jazz, voce rapita dal ritmo, vittimizzata dai suoni. è poesia pura.

I paesaggi norvegesi ti appaiono davanti agli occhi: cittadine fantasma, foreste scandinave in cui aleggiano fantasmi trasparenti che urlano il proprio dolore. Gli archi fanno male, sembrano eseguire una danza macabra, ma al contempo dolcissima. Sembra di sentire una madre che canta una nenia funeria al suo piccolo: lugubre, ma dolcissima e calda.

"Displaced" è un curioso e carabettistico cameo jazz: archi spezzati da radio d'epoca accarezzano la splendida voce della Hukkelberg in una spirale di sogni ed incubi che si confondono.

"Ease" è un incrocio tra Billie Holiday ed Emiliana Torrini: la voce fa l'amore con gli strumenti, sono in completa simbiosi, incredibilmente l'una complementare agli altri. Ma dopo una fugace e spettrale "Confusion", arriva un diamante di bellezza massima: una splendida "True Love", non una canzone d'amore, quanto una splendida interpretazione che inizialmente sembra non troppo distante da una Pj Harvey meno cattiva, ma poi si apre in ventagli di archi che baciano il pianoforte blues e la voce sempre invidiabile della cantante. "Music is playing for me/I've never hear it before/Tell me this is true love/Tell Me This is true love". Come darle torto? Questa canzone è amore a prima vista! Basso che tartaglia, chitarra che irrompe, batteria timida, voce limpidissima. Spettacolo!

"Words And A Piece Of Paper" registra perfettamente il canto delle sirene e non dispiace affatto, anzi è un'altra dimostrazione di un talento intramontabile che sfocia in "Boble", che parte con un surreale incipit di jazz sbilenco, elettronico e spaziale. Cornamuse, batteria, voce.

Si è persi nella foresta. Non riesco più a trovare la direzione e anche quando il disco finisce sono perso.
Nessuna via, nessuna via di scampo.

Questo disco è talmente bello da essera fatale.
Maneggiare con cura.

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Riassunto del Bot

La recensione celebra "Little Things" di Hanne Hukkelberg come un album unico e coinvolgente, capace di trasportare l'ascoltatore in un viaggio emotivo e sonoro attraverso atmosfere folk, jazz e ambient. Si evidenziano la voce delicata ed espressiva della cantautrice norvegese, le influenze di artisti come Bjork e Kate Bush, e la natura libera e intuitiva della musica. Il disco è descritto come una meraviglia da ascoltare con attenzione, capace di catturare e incantare ogni ascolto.

Hanne Hukkelberg

Cantautrice norvegese con base a Oslo, nota per l’unione di jazz, pop ed elettronica e per l’uso creativo di oggetti come strumenti. Debutta con Little Things (2004/2005) e prosegue con Rykestraße 68 (2006).
04 Recensioni

Altre recensioni

Di  Lello

 Mi ha letteralmente incantato fin dal primo ascolto, cosa che ormai non accade più così spesso.

 La voce della Hukkelberg è suadente e carezzevole, gli arrangiamenti ricordano a volte i carillon delle Cocorosie, ma di presa più diretta.


Di  NicholasRodneyDrake

 Che ugola da usignolo Hanne, che corde vocali fatte vibrare in maniera magica ed elegante.

 Una miriade di suoni e glitch incastonati in maniera sapiente e sensibile, che disegnano atmosfere intimamente fiabesche.