Henri Michaux
Passaggi

()

Voto:

Versioni: v1 > v2 > v3 > v4 > v5

Area sponsor. La vedono solo gli utenti non registrati.


Tra le tante idiozie (travestite da cose importanti) che flagellano la quotidianità c’è una cosa importante (di solito percepita come un’idiozia) che invece la nobilita: la divagazione.

Amo divagare. Amo farlo in tutte le declinazioni possibili e immaginabili.

Amo sedermi al bar con un amico e lasciare che le immagini, le idee, le riflessioni, le minchiate e le minchiate ancora più grosse formino un ammasso informe e inconcludente di vapori celebrali. Amo scrivere le mie paginette quì sul DeB dove, avvitandomi sul perno di una determinata opera, posso lasciarmi guidare dai neuroni che si avvicinano, si allontanano, zoppicano, cadono a terra e fanno le boccacce.

Più di tutto, amo divagare da solo. Nei miei pensieri.

E’ lì che spremo l’essenza più pura della divagazione. E’ lì che supero l’intralcio della trasmissione orale e/o della parola scritta. Lì, l’attività elettrica del cervello, produce una corrente alternata che ha il solo fine di alimentare sé stessa, produce tante bollicine che danno alla testa come un vino bianco frizzante.

La più grande invenzione che l’umanità dovrebbe darsi pena di ideare e costruire, sarebbe un aggeggio capace di annotare (in modo automatico) tutte queste oscillazioni senza direzione. Parlarne, scriverne o anche solo premere un tasto per registrarle produce solo una scialba trasposizione. Il cervello si predispone a tradurre sé stesso: alla fin fine è una sorta di menzogna.

Però ci sono autori e libri che hanno il potere di bypassare (o danno l’illusione di farlo) l’atto razionale della scrittura per restituirci la purezza del pensiero appena nato. Lo stream of consciousness di Joyce o della Woolf? Quasi. La scrittura automatica dei surrealisti? Forse. Consideriamo Michaux e i suoi “Passaggi”.

Bizzarra figura questo Henri Michaux. Poeta, scrittore, saggista e pittore belga naturalizzato francese, ha attraversato il Novecento con una sorta di lucida alienazione che è stata la vera cifra delle sue opere. Gran viaggiatore ed esploratore, non lo è stato solo geograficamente: dal 1955 si è dedicato, con il piglio sistematico di uno scienziato, ad analizzare le trasformazioni che l’LSD e la mescalina operavano su di lui, sulla sua scrittura, sulla sua coscienza (“Conoscenza degli Abissi” è il risultato di queste indagini. Un saggio accurato ed esaustivo sull’ uso e sugli effetti degli stupefacenti al confronto del quale “I Paradisi Artificiali” di Baudelaire sembrano le ingenue considerazioni di un fattone di 16 anni).

Questi “Passaggi” (che coprono un periodo che va dal ’37 al ’63) sono quelli della sua mente che divaga sugli argomenti più disparati. Scritture brevi (a volte brevissime) in cui il nostro indugia su un avvenimento di cronaca, sul progresso tecnologico, sulla poesia, sulla pittura, sul ricordo di un viaggio, sull’atto di scrivere, sull’atto di vivere. Indugia, ma non si sofferma a lungo.

Pezzi che hanno sì il segno distintivo dell’incompletezza, del frammento e del momento, ma che hanno anche una precisione e una rigorosità tali che le parole coprono il lettore con l’armonia e la freschezza di lenzuola di cotone. Pagine dalla scrittura spuria che hanno il suono disarticolato e intermittente di strumenti musicali che cercano di accordarsi prima dell’inizio di un concerto. Prove d’orchestra di una sinfonia che non inizierà mai e in cui Michaux passa con disinvoltura da una sinapsi all’altra risultando puntiglioso (senza essere pedante), leggero (senza essere approssimativo), umorista (senza essere sboccato), visionario (senza essere allucinato).

Si potrebbe quasi dire che la scrittura di Michaux sia pervasa da una sorta di realismo surreale in cui molti ossimori confluiscono e sguazzano intorno ai pochi elementi usati per imbastire una riflessione.

E’ come se realizzasse l’impossibile incrocio tra altri due maestri dell’ossimoro: Apollinaire (con le sue fantasie concrete) e Valéry (con la sua matematica liricità). Impossibile, perché è difficile immaginare due autori più diversi di Apollinaire e Valéry.

Se con Apollinaire condivide il gusto per la battuta e l’attenzione per le trasformazioni del suo presente, in Michaux l’ilarità è sempre misurata, la contemporaneità è sempre declinata.

Di Valéry ha quella sorta di distacco, di analisi impersonale verso tutto ciò che lo circonda. Ma, mentre le instancabili elucubrazioni di Valéry cercano le segrete (e infinite) concatenazioni delle cose del mondo, in Michaux il creato si esaurisce molto spesso in due o tre pagine, nel singolo oggetto (o idea o ricordo) che pungola la sua mente in quel preciso momento e che dalla sua mente viene trasformato e traslato. Valéry è uno scienzato prestato alla poesia, Michaux è un poeta (profondamente poeta) sospinto da un incedere analitico.

Non solo, l’io narrante di Michaux (quell’io così poco incline all’azione fisica, quell’io che pare un apparecchio registrante dotato di un archivio inesauribile dove sono stipate tutte le variabili della vita) ha qualche grado di parentela con quello di Proust, ma con una differenza fondamentale. Se Proust cerca di estrarre dalla sua memoria, dal suo io-passato le risposte, le ragioni che giustificano l’io-presente e il modo in cui questi si approccia alla realtà, Michaux investiga dentro di sé solo per il gusto di investigare. Pare non ricerchi nessun senso, o meglio, il senso è sempre relativo, transitorio, permeato da un’apparente passività e malinconica consapevolezza della sua fugacità.

Forse questi “Passaggi” sono lo “Spleen di Parigi” di Michaux (e non solo perché ogni pezzo, come nel capolavoro di Baudelaire, è indipendente dagli altri). Il dolore esistenziale, lo spleen che Baudelaire prova gironzolando per le strade della capitale francese, sembra in fondo provarlo anche Michaux nelle viuzze, negli anfratti, nei vicoli ciechi della sua mente. Eppure, a differenza di Baudelaire, la sua è una malinconia depurata da ogni auto-compiacimento e quasi da ogni pretesa artistica: un’asettica (e chirurgica) presa di coscienza dell’insensatezza della vita.

Ecco, io avrei finito.

Cianciare ho cianciato, argomentare ho argomentato (forse), divagare ho divagato. Però che differenza rispetto alle cose che avevo nella testa e che ho provato a mettere per iscritto! Insomma, attendo con ansia quella nuova invenzione. Non perché creda che così capirei meglio me stesso (né tantomeno il mondo che mi circonda), ma perché ho la sensazione che se potessi rileggere i miei pensieri appena nati mi farei delle matte risate.

Questa DeRecensione di Passaggi è distribuita da DeBaser con Licenza Creative Commons Attribuzione - Non commerciale - Condividi allo stesso modo 4.0 Internazionale.
Può essere parzialmente o totalmente riprodotta, ma solo aggiungendo in modo ben visibile il link alla recensione stessa su DeBaser: www.debaser.it/henri-michaux/passaggi/recensione

Area sponsor. La vedono solo gli utenti non registrati.


Commenti (VentUno)

aleradio
Opera: | Recensione: |
Hai già espresso il desiderio di quest'invenzione da qualche parte, in qualche commento, io lo condivido e vorrei una roba analoga per i sogni. Li vorrei direttamente pronti in video da guardare al risveglio.
BËL (01)
BRÜ (00)

CosmicJocker: Assolutamente sì..quasi anche più del registratore di pensieri..
L'avevo detto recentemente in una pagina di Miki..
Grazie Miki..
JOHNDOE: Il film di Wenders.
CosmicJocker: Quale?
aleradio: Bravo, io ne sarei dipendente come loro
aleradio: Fino alla fine del mondo
CosmicJocker: Da vedere?
aleradio: Sempre tutti da vedere, poi è una questione di gusti (cit)
JOHNDOE: @[CosmicJocker] qua e là è una palla però sì, merita una visione
sfascia carrozze
Opera: | Recensione: |
Come Lei sà, non sò gnente di nulla di gnente, figuriamoci sé saprei chi sia questo Misciò o il citoneo Apollinare.
Epperò io amo chi ama divagare.
Adesso perciò vado, Le tolgo il mio DeAmore, per poi ridarglieLo.
Lo seppia.
BËL (01)
BRÜ (00)

CosmicJocker: Lei mi lusinga,
Come se ci sono amori che...
Antonello Venditti - Amici mai (testo)
sfascia carrozze: Volevo anche dirLe che io punto tutto sulla (imminente) versione #5
CosmicJocker: Ahahah, ma sa che quasi quasi..
CosmicJocker: Detto fatto!
Tucidide
Opera: | Recensione: |
Penso che inventare un aggeggio del genere sarebbe la fine dell'umanità, ne seguirebbero suicidi di massa: chi potrebbe sopportare la certificazione dei propri pensieri? Chi potrebbe tollerare la decrittazione delle nefandezze che attraversano usualmente la nostra mente? Al confronto l'invenzione della bomba atomica risulterebbe un innocuo giochetto. Comunque, a parte questa idea da Anticristo, pezzo godibile, come immagino questi Passaggi , che cercherò senz'altro

BËL (02)
BRÜ (00)

CosmicJocker: Diciamo che non sarebbe un aggeggio per tutti..
Come minimo dovrebbero usarlo solo persone che non si prendono troppo sul serio..
Prova a recuperarlo il libro, mi piacerebbe sentire che ne pensi..
Tucidide: Sarà fatto, ma non garantisco sui tempi, sono anch'io un divulgatore seriale, e mica solo con i pensieri...😉
CosmicJocker: Ahaha, ok..
Comprendo perfettamente..
Tucidide: Intendevo divagatore, t9 fuck
CosmicJocker: Un divulgatore di divagazioni..appero' , sei un professionista
.
ErosGiannini
Opera: | Recensione: |
Complicato e contorto questo testo. Me lo ripasso anche piu' tardi, come faccio sempre con i concetti che fan fatica ad entrare ( in testa ), per decidere se cercare la lettura proposta. Quello che colpisce di piu' e' che Michaux, fa di se stesso la cavia, per analizzare le sue stesse reazioni. Se ho ben capito.

BËL (01)
BRÜ (00)

CosmicJocker: Hai capito perfettamente..
Ma, credimi, è molto più difficile spiegare il metodo di Michaux che leggere questo testo..
Ha una freschezza davvero sorprendente e misurata..
Lo trovo refrigerante
ErosGiannini: Se fosse cosi, si correrebbe rischio di perdere l'obiettivita'.
ErosGiannini: Metto in lista di ricerca questo bel manualetto.
CosmicJocker: Ma non credo che a lui interessi essere obiettivo..mi pare voglia dare un senso tutto suo alle cose che lo circondano..
Un senso che ha valore solo in quel momento, perché da benissimo che è un senso relativo
CosmicJocker: Provalo Eros, davvero..
È molto interessante
CosmicJocker
Opera: | Recensione: |
Modifica alla recensione: «.». Vedi la vecchia versione Passaggi - Henri Michaux - Recensione di CosmicJocker Versione 1
BËL (00)
BRÜ (00)

CosmicJocker
Opera: | Recensione: |
Modifica alla recensione: «..». Vedi la vecchia versione Passaggi - Henri Michaux - Recensione di CosmicJocker Versione 2
BËL (00)
BRÜ (00)

JOHNDOE
Opera: | Recensione: |
se vuoi registrare i pensieri registrali con un registratore appena ti vengono
un po' come quando appena ti svegli descrivi un sogno (che poi sfuma non ricordi più i dettagli)
in real-time insomma

ma non sarà mai fedele, il pensiero è più veloce della luce, figuriamoci della parola...
BËL (01)
BRÜ (00)

CosmicJocker: È questo il problema..per lavoro a volte lo faccio, ma ho la certezza che sarebbe assai diverso quello che risulterebbe da quell'aggeggio..
CosmicJocker
Opera: | Recensione: |
Modifica alla recensione: «...». Vedi la vecchia versione Passaggi - Henri Michaux - Recensione di CosmicJocker Versione 3
BËL (00)
BRÜ (00)

JonatanCoe
Opera: | Recensione: |
Scritto costantemente sotto effetto? Interessante. Ho apprezzato “I Paradisi Artificiali” perchè mi incuriosivano le analogie e gli stati mentali di Baudelaire (una vita fa). Sempre affascinanti questi viaggi nella psiche, tra le letture che più adoro... insieme alle tue!
BËL (01)
BRÜ (00)

CosmicJocker: Non so se è stato scritto costantemente sotto effetto, non credo..
Ma anche se fosse, il rapporto di Michoux con le droghe era da scienziato, spesso anzi era seguito da un chimico che lo aiutava a non esagerare, a calibrare i milligrammi..
Ha una meticolosita allucinata la sua scrittura..
Non è mai...strafatta..
Ciao JC!
JonatanCoe: Diversamente e comunque interessante!
Onirico
Opera: | Recensione: |
Bella e intensa pagina come tuo solito. Una sola curiosità, da ignorantone come sono: 'sta scrittura automatica dei surrealisti c'entra qualcosa con la telescrittura dei medium e/o con uno stato di ipnosi in cui questi scrittori avrebbero scritto le loro opere?
BËL (01)
BRÜ (00)

sfascia carrozze: Rispondo io in attesa della venuta (in senso biblico) del titolare della DePagina.
Effettivamente #forse sì.
Anche se non ho ben capito la DeDomanda.
CosmicJocker: Esatto, c'entra..ma fino a un certo punto: i medium parlano di altre entità che guidano la loro mano.
I primi surrealisti cercavano di eliminare l'intralcio della razionalità per far fluire l'ispirazione direttamente su carta.
Ma Breton stesso ammise il fallimento di questa "tecnica" (oltre al fatto che non è mai esistito scrittore o poeta che non abbia costantemente vegliato, modificato e arricchito la sua opera prima di pubblicarla)..
sfascia carrozze: Lo sapevo che avevo ragione.
D'altronde io ho sempre ragione.
Soprattutto quando non ce l'ho.
Cioè sempre.
E questo pur non sapendo gnente di nulla al riguardo.
La verità è dentro di noi: tutto dipende da quanto osiamo andare/scavare a fondo.
Io sono al piano meno 12, ma devo dire che ancora non l'ho trovata.
Onirico: @[CosmicJocker] Interessante argomento, ora vedo sul uebbe che riesco a trovare. C'entra il sonnambulismo, per caso? E ci sono effettivamente casi di opere scritte in quello stato (a prescindere dai ritoccamenti nel successivo stato di veglia)?
Onirico: @[sfascia carrozze] Gli si è inceppato il de-ascensore mentre discendeva nel suo subconoscio à là inception, in aderentissima tuta da sub-acqueo? Cerchi meglio, non si sa mai che riesca a dare una botta da parte mia alla Cotillard prima che si lanci dalla finestra. Ma poi si ricordi che per tornare su sono 28 piani di scale.
sfascia carrozze: E' qvesta la botta givsta!
CosmicJocker: Ma sai @[Onirico], è quel "a prescindere dai ritoccamenti nel successivo stato di veglia" che proprio non mi quadra..
Voglio dire, io ho dei libri di Breton, Aragon, Char ed Eluard (i surrealisti maggiori diciamo) e ti assicuro che ci sono sicuramente associazioni mentali "strane" e originali, c'è una costruzione della frase o del verso molto personale..
Ma c'è sicuramente un controllo a posteriori. Io conosco la tecnica della scrittura automatica solo come metodo che i surrealisti adottavano inizialmente per le loro cose, ma non possiedo (e non so se esite) una raccolta di scrittura automatica pura. .
Ma sinceramente non l'ho neanche cercato perché credo che se anche vi fosse o si tratterebbe di un imbroglio o sarebbe estremamente deludente..
Ma se sei in vena di surrealismo spinto (oltre a quelli che ho citato) potresti provare "avant dada" di Tristan Tzara, le "Illuminazioni" di Rimbaud, ma anche parti degli "amori gialli di Corbiere"
sfascia carrozze: Non dica eresie: eresiarca!
Io sono hanni e hanni che esercito la scrittura automatica pura.
OH!
Onirico: Grazie delle dritte Cosmic, Illuminazioni lo lessi, anni e anni fa; magari lo ritiro fuori. Gli altri me li cerco...
CosmicJocker: Figurati Onirico, è molto bello contaminarsi a vicenda..
Sfascia Lei ha ragione, anche quando sbaglia. Cioè mai.

#forse
CosmicJocker
Opera: | Recensione: |
Modifica alla recensione: «.....». Vedi la vecchia versione Passaggi - Henri Michaux - Recensione di CosmicJocker Versione 4
BËL (01)
BRÜ (00)

Almotasim
Opera: | Recensione: |
Beh, "realismo surreale" è un bel dire. Ben detto. Ben fatto. Bene, DivagatoreCosmico! Quoto Tucidide circa i danni dell'invenzione che auspichi. Mi viene in mente "Fino alla fine del mondo" di Wenders (la macchina cattura sogni che fa finire prigionieri narcisistici).
BËL (01)
BRÜ (00)

CosmicJocker: Dovrò vederlo sto film allora..
Mi avete messo curiosità!
Ciao Almo! ..e grazie del passaggio..
Almotasim : Tranquillo son solo 8 ore di film il director's cut (3 dvd). Merita assolutamente.
CosmicJocker: Appero' !
Chiederò un giorno di ferie..
luludia
Opera: | Recensione: |
sono un fan delle tue pagine letterarie...
BËL (01)
BRÜ (00)

CosmicJocker: Merci Lulù..
lector
Opera: | Recensione: |
Dunque, mi sono passati tra le mani "Nel vortice della dissoluzione" e "Brecce" (se ricordo bene i titoli). Ma era una vita fa. Però è da allora che mi dico che, prima o poi, dovrò approfondire il buon Micione....
Bravo tu ad avermelo ricordato.
BËL (01)
BRÜ (00)

CosmicJocker: Sì anche "Brecce" è molto interessante (è un'antologia di suoi pezzi: era fissato col frammento) mentre l'altro non l'ho mai letto..
Comunque sì, il buon Micione merita di essere approfondito (ed anche una grattatina dietro l'orecchio di tanto in tanto).
Miao Lec!
lector: Miao!
proggen_ait94
Opera: | Recensione: |
Ho l'impressione che Valery a poeti come questo avrebbe sputato in un occhio :) ma non lo conosco
BËL (01)
BRÜ (00)

CosmicJocker: Ahahah può essere..sicuramente gli avrebbe rimproverato la poca organicità..
Però Valéry avrebbe dovuto darsi una calmata: ha provato a dipanare tutta la trama dell' esistenza ed alla fine non ha trovato nulla (certo interessante lo era/è eh! )
proggen_ait94: assolutamente vero!
macaco
Opera: | Recensione: |
L´acqua del fiume non passa mai due volte nello stesso punto.

BËL (02)
BRÜ (00)

sfascia carrozze: E chi glielo ha detto à Lei, lì?
Io so di acque di fiumi che passano sei o sette volte.
Quando trovano il semaforo verde: ça va sans dire.
CosmicJocker: Ripeto Mac, tu sei ammantato di un'illuminazione interiore che solo un ex studente dell' itis potrebbe avere..
Certo, vivere in Brasile immagino aiuti..a proposito, come va con il fascista?
macaco: Caro Reverendo, l´acqua é un elemento troppo fluido per lei, allora ragionando in termini metallici, le diró: non si puó demolire due volte la stessa auto ( a meno che lei sia dotato di un inversore di demolizioni o di una macchina del tempo).

Cosmic: l´illuminazione di un elettrotecnico... ma questo é un proverbio Zen, di quelli che ti si conficcano nell´inconscio e non li tiri piú via. Non mi occupo piú di politica, ho trovato un modo migliore per cambiare il mondo.
Saluti tropicali!
sfascia carrozze: Celo dica anche annoi, qua.
Il modomigliore
Eh!
macaco: Nanotecnologia e superconduttori di fabbricazione domestica, ci sto lavorando ancora, quando ho qualcosa di pronto le faró sapere.
sfascia carrozze: In fatto di nanologia io (essendo elevatomi fino alla cospicua centimetricità di quasi un metro-e-quaranta) sono uno dei maggiori esperti del bacino Mediterraneo.
Epperciò attenderò pazientemente fiduciuoso nuovi nanologici sviluppi.
macaco: Ebbene sappia che il comportamento nano, si puó comparare a quello dei pianeti. Le auguro di permanere sotto l´influenza di una buona stella.
sfascia carrozze: Accidempoli!
Caspasian
Opera: | Recensione: |
Da quello che traspare dalla tua analisi Michaux constata l' invisibile che lo circonda e lo rende disponibile senza speculazioni. Io scrivo tutto sulle note del telefonino nei tragitti in metropolitana. Tu come Gurdjieff che "sostava" al Café de la Paix a Parigi.
BËL (02)
BRÜ (00)

CosmicJocker: "Michaux constata l' invisibile che lo circonda e lo rende disponibile senza speculazioni", esatto..solo che questo invisibile è quello del momento..2 minuti dopo avrà cambiato forma e posizione..
Guarda se sostituisci Parigi con Pavia, il Café de la Paix con bar dimenticati da Dio e Gurdjieff con uno sciamannato con lo spirito di un perdigiorno ci siamo..
Dislocation
Opera: | Recensione: |
Vagamente divagante, ma svagato nel vagar per vaghe plaghe, nel vagone che, lui, vago rivanga il vagor di un Zivago.
BËL (01)
BRÜ (00)

CosmicJocker: Il palmo è aperto..
..e la mano sinistra è in alto, verso il cielo..
Dislocation: Una specie di saluto romano.
Dislocation
Opera: | Recensione: |
Scusa, eccoti le vaghe stelle.
BËL (01)
BRÜ (00)

HOPELESS
Opera: | Recensione: |
Guardati Fino alla Fine del Mondo, versione originale di quattro ore e tre quarti. Hula & Psicogeografia.
BËL (01)
BRÜ (00)

Ocio che non hai mica acceduto al DeBasio!

Per vivere con pienezza la vera esperienza dello stare sul DeBaser è bello esserci registrati. Quindi:

Il tuo voto alla recensione:
Il tuo voto all’opera: