Copertina di Hüsker Dü Candy Apple Grey
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Per appassionati di punk, fan di alternative rock anni '80, cultori di musica alternativa e nostalgica
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LA RECENSIONE

Mettiamo caso che un gruppo hardcore punk, famoso per un suono veloce e abrasivo, abbandoni il mondo indie per firmare un contratto con una multinazionale. E mettiamo anche caso che questo gruppo, nel primo album che pubblica con contratto major, aumenti di parecchio la dose di pop e melodia, infilandoci qua e là un paio di ballate acustiche e addirittura un pezzo pianistico. Bene, a quanto pare gli estremi per indignarsi e gridare al tradimento ci sarebbero tutti. Già, se non fosse che non stiamo parlando di una band qualsiasi: stiamo parlando degli Hüsker Dü.

L'album in questione è "Candy Apple Grey", uscito per la Warner Bros nel 1986, settimo e penultimo atto della saga del trio di Minneapolis. Sebbene sia da alcuni considerato come un album di transizione, il disco contiene alcune delle cose più belle incise dal gruppo nella sua fase pop.

L'iniziale "Crystal", violenta e monocorde, ha il compito di rendere subito chiaro all'ascoltatore che, nonostante il marchio WB sul retro della copertina, gli Hüskers non si sono affatto rammolliti e sono ancora in grado di picchiare duro come una volta. Il resto dell'album è invece all'insegna di un pop sempre corrosivo, ma dai toni  malinconici. Grant Hart e Bob Mould si confermano ancora una volta grandi autori: al primo si devono le melodie mozzafiato di "Don't Want To Know If You're Lonely" e "Dead Set On Destruction", quella solenne di "Sorry Somehow" e l'imprevedibile "No Promise Have I Made"; il secondo firma le acustiche "Too Far Down" e "Hardly Getting Over It" (che col loro tono sommesso sono quasi un'anticipazione di ciò che farà da solista a inizio '90), le schitarrate in pieno stile Dü di "All This I've Done For You" e della sopracitata "Crystal", i ritornelli a presa rapida di "Eiffel Tower High" e "I Don't Know For Sure".

Certo, "Candy Apple Grey" non sarà paragonabile a uno "Zen Arcade", influente come un "New Day Rising" o completo come un "Warehouse", ma preso per sè è un album pressochè perfetto di pop alternativo dai toni ombrosi e nostalgici. Da rispolverare per l'autunno che ormai bussa alle porte.                          

 

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Riassunto del Bot

Candy Apple Grey, settimo album degli Hüsker Dü, segna il passaggio dal punk hardcore a un pop alternativo più melodico senza perdere energia. Pur non eguagliando i capolavori precedenti, rimane un disco essenziale e malinconico. Grant Hart e Bob Mould brillano con composizioni intense e variegate. Un album di transizione ma ricco di pezzi memorabili, perfetto per chi ama i suoni anni '80 con profondità emotiva.

Tracce testi video

02   Don't Want to Know If You Are Lonely (03:31)

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03   I Don't Know for Sure (02:30)

06   Hardly Getting Over It (06:06)

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07   Dead Set on Destruction (03:01)

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08   Eiffel Tower High (02:50)

09   No Promise Have I Made (03:41)

10   All This I've Done for You (03:09)

Hüsker Dü

Hüsker Dü è stato un trio rock statunitense di Minneapolis formato da Bob Mould, Grant Hart e Greg Norton. Nelle recensioni vengono descritti come una band fondamentale dell’underground americano degli anni ’80, capace di traghettare l’hardcore punk verso forme più melodiche e influenti per l’indie rock.
25 Recensioni

Altre recensioni

Di  Cris

 Grant Hart e Bob Mould sembrano rendersi conto che il loro suono ha raggiunto un limite oltre il quale non si può andare.

 Questo disco mi fece amare il Rock, e mi fece credere che nonostante tonnellate di immondizia, bisogna scavare duramente per raccogliere la linfa vitale che ci farà amare la vita.