Copertina di Hurt Vol. 2
MrSelfDestruct

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Per appassionati di hard rock, metal e folk, amanti della musica emotiva e melodica, fan degli hurt e di sonorità alternative
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LA RECENSIONE

Trent reznor, Nine Inch Nails: la sua spirale discendente si riversò in una canzone tanto memorabile quanto drammatica di nome "Hurt", l'ultimo sfogo delle sue sofferenze. Non so se gli Hurt con il loro nome hanno voluto citare la canzone del genio maledetto, ma, come l'omonima canzone di "Downard Spiral", le loro opere sono espressioni di forti emozioni: passione, amore, sofferenza e dolore.

Vol 1. ha lasciato canzoni epiche e struggenti: "The Rapture", "Cold Inside", "House Carpenter" per citarne alcune. Un mix di Hard-Rock, Metal e Grunge con richiami agli A Perfect Circle, riff pesanti alternati ad arpeggi melodici, atmosfere cupi anche nelle ballad acustiche, la voce seducente e grintosa allo stesso tempo di J. Loren, insomma un disco decadente.

Questo Vol. 2 si apre come naturale continuum del suo predecessore; dalla pioggia battente con cui si chiudeva "House Carpenter", si apre "Summers Lost" brano alternative-acustico che non ha niente di che invidiare ai brani di Vol.1 con notevoli cambi prog di ritmo e di registro sonoro. L'album, tuttavia, a parte la traccia d'apertura e la struggente "Abuse of Sid" presenta alcune differenze dal Vol.1: come si evince dalla differenza di colore della copertina degli album (nero per il vol.1 e bianco per il vol.2), questo vol.2 presenta atmosfere meno tetre e più solari in cui però alleggia sempre un alone di tristezza e malinconia; suoni meno duri e ritmi meno veloci dove le influenze metal lasciano spazio al country al folk. L'Hard-Rock di brani come "Ten Ton Brick" e "Talking To God" è molto più accessibile ed orecchiabile rispetto ai brani di Vol.1 me non per questo meno valido e toccante. Le bellissime ballad acustiche "Alone With Sea" e "Assurance" ci trasportano in un paesaggio bianco innevato tra arpeggi country e solfeggi canori di Loren. Magistralmente mixato dall'ottima produzione (ricordiamo che il padre del batterista è il mitico produttore Andy Johns ): canzoni che richiamano ad altre ed altre che sembrano il naturale proseguio della prencedente, l'intero album è un viaggio melodico verso orizzonti inesplorati, verso la bellezza in quanto tale. La stupenda "Thank You For Listening" con il suo meraviglioso assolo conclusivo sancisce la fine di questo epico viaggio.

Se Vol.1 rappresenta l'anima nera e decadente degli Hurt, questo Vol.2 rappresenta l'anima bianca e romantica. Da non sottovalutare.

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Riassunto del Bot

Hurt Vol. 2 si propone come naturale continuazione del primo volume, alternando atmosfere più luminose pur mantenendo una vena di malinconia. Il disco mescola hard rock, folk e country, con brani sia energici sia acustici. La voce espressiva di J. Loren e l'ottima produzione rendono questo album un viaggio melodico toccante e accessibile. Un'opera consigliata agli amanti delle emozioni intense e delle sonorità ricercate.

Tracce

01   Summers Lost (06:11)

02   Ten Ton Brick (03:51)

03   Aftermath (03:13)

04   Abuse of SID (04:50)

05   Alone With the Sea (05:23)

06   Talking to God (04:53)

07   Loaded (03:13)

08   Better (04:27)

09   Assurance (04:35)

10   On the Radio (05:11)

11   Et Al (05:23)

12   Thank You for Listening (06:55)

Hurt

Hurt è una band rock statunitense citata nelle recensioni di DeBaser come un quartetto guidato da J. Loren. Nei testi delle recensioni si evidenziano atmosfere che spaziano dall'hard rock al folk/country, con due album principali recensiti: Vol. 1 e Vol. 2.
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