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Ian McEwan
Lettera a Berlino

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Un vero figlio di puttana viene ucciso tagliato a pezzi ed infilato in due valigie...

Nonostante ciò chi lo ha fatto e chi sa possono continuare ad amarsi?

La risposta è sì!

"Avvertenze":

- Nel libro son presenti rovine post belliche

- Eiaculazione precoce

- Verginità maschile persa a 25 anni

- Spie russe

- Spie americane

- Spie inglesi

- Vodka ghiaccciata

- Vini rossi & bianchi

- Birre

- Gin tonic

- Champagne d'oltrecortna (dell'est, pessimo e dolce)

- Canzoni rock & roll degli anni '50

- Sesso a manetta in alcuni capitoli

- Un'altro finale oltre a ciò che ho brevemente descritto...

Avevo visto anche il film "The innocent" tratto dal ibro di Ian McEwan (che qui in italiano han intitolato in altro modo chissà perchè...) con l'egregio Anthony Hopkins diretto dall'esimio John Schlesinger.nel 1993 (tre anni dopo l'uscita del romanzo), e ieri ed oggi me lo sono riletto per la seconda volta chè ahimè mi ricordavo poco o nulla di entrambi e non mi pento d'averlo fatto affatto di fatto e niente...

Commenti (Sei)

ZiorPlus
ZiorPlus
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Non ho letto questo libro in compenso se così si può dire ho letto alcuni dei suoi primi e mi sono piaciuti in modo diverso, nel senso di più o meno quasi tutti.
Lettera a Berlino anche se tra i primi è un buco nel senso che me lo sono perso.
Trovo che non ci sia un filo, uno stile che lo identifichi come autore (Per es. leggendo senza sapere chi sia l'autore ecco, a botta sicura questo è un libro di Ian McEwan, come succede con altri scrittori) ma che invece siano proprio diversi uno dall'altro nel senso che ti sembra di leggere qualcun altro, ovviamente è una mia sensazione.
Primo amore, ultimi riti > che è la sua prima raccolta di racconti mi è piaciuto un botto come Cortesie per gli ospiti - Il giardino di cemento così così, Cani neri e L'amore fatale anche no ma forse sono io che memore dei precedenti avevo aspettative bislacche.
Da L'amore fatale in poi ho perso interesse pur rimanendo legato alle prime letture.
Fra le lenzuola altra raccolta ricordo che mi piacque anche se al momento non ricordo i particolari.
Forse che ha dato il meglio nei primissimi libri e nelle raccolte brevi.


Stanlio: No sì in effetti non ha uno stile riconoscibile all'istante ma ha un'abilità descrittiva sugli ambienti, le persone, i fatti, i cenni storici veramente particolare e approfondita che ogni volta mi cattura e come dice mia nipote (famelica lettrice di tutto) ha come marchio riconoscibile il fatto che quando meno te lo aspetti succede qualcosa di inaspettato che rivoluziona la narrazione con un colpo di scena di solito verso la fine.
ZiorPlus: L'ho scoperto in età giovanile negli anni '70 per conto mio probabilmente per caso sfogliando qualcosa in qualche libreria. Parlo di Primo amore, ultimi riti e da lì in poi è cominciata l'infatuazione per questo autore.
Accresciuta dal fatto che quando una cosa la senti quasi come fosse una tua scoperta in qualche modo ne sei geloso perchè certe letture suscitano uno scambio di sensazioni e sentimenti che in qualche modo è come se ci si vergognasse a condividere, sono intime.
Stanlio: a me è successo ("l'infatuazione") la prima volta con Marguerite Yourcenar ehm, e poi con quasi tutti a ben pensarci...
Falloppio
Falloppio
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Stanley


Stanlio: Sìiiiii Fallyboy?
Falloppio: Non ho mai letto come in questo periodo. 1 libro a settimana.
Stanlio: Ti capisco, di Ian McEwan ho letto almeno tre o quattro libri negli ultimi due mesi, quando prende l'abbrivio alla lettura non ti fermi più per un pezzo...
dado
dado
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La prima parte della recensione per me è impeccabile, l'ultima frase un po' meno.

Dello Ian scrittore ho letto e ricordo in modo confuso "l'inventore di sogni", "Amsterdam" e forse "Il giardino di cemento". L'inventore di sogni e il giardino di cemento, potrei sovrapporli, ma li ricordo come ottimi libri con tematiche preadolescenziali, adolescenziali che lasciavano spazio alle pulsioni sessuali dei protagonisti. Uno di questi due li avevi di sicuro.

Amsterdam, che forse è quello più vicino a Lettera a Berlino, è un libro adulto che tratta di morte, morte, sesso e amore.



Stanlio
Stanlio
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Modifica alla recensione: «ehm, piccoli aggiustamenti e poche aggiunte, niente di che ma ci volevano!». Vedi la vecchia versione Lettera a Berlino - Ian McEwan - recensione Versione 1


MarkRChandar
MarkRChandar
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non mi pento d'averlo fatto affatto di fatto e niente...


Flame
Flame
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Very interesting. Vedo di procurarmelo.


Stanlio: Bravo, non resterai deluso, ne son convinto!

Ocio che non hai mica acceduto al DeBasio!

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