La prima sensazione che ho provato terminato l'ascolto è stata quella di un gonfiamento sospetto nella zona pubica.
Seconda sensazione: il gonfiamento è aumentato, e con esso si è introdotta un enorme e altrettanto sospetta sensazione di sonno arretrato.
Terzo ed ultimo ascolto: no, stavolta non ce l'ho fatta ad arrivare alla fine. Almeno questo disco è riuscito in uno scopo: mi ha ripagato delle tanti notti insonni causate dal caldo estivo. Dormire comunque fa sempre bene.
Senza dubbio però il miglior disco dei Maiden degli ultimi 3 o 4 anni, di questo ne sono certo! Buon ascolto e... sogni d'oro...
"The Final Frontier è invero quello in Lombardia si definisce un 'quadrello', ossia un mattone, estremamente pesante."
"Di dischi di studio è proprio il caso che gli Iron Maiden non ne facciano più!"
"The final frontier è un album autoreferenziale al massimo, quasi al livello del plagio di se stessi."
"Non ci si aspetta che gli Iron sfornino un’altra 22 minutes, the trooper o run to the hills, ma stavolta non riesco a trovare neanche un brano che possa rimanere nel tempo ed essere ricordato."
Se si riesce a suonare qualcosa che ancora si fa ascoltare dopo trent'anni direi che si può già parlare di un mezzo successo, e questo mi basta.
Un disco che sostanzialmente di nuovo non ha niente, ma che può comunque piacere senz'ombra di dubbio ai fan della Vergine di Ferro.
Questo "The Final Frontier" è davvero un bell'album.
La voce di Bruce Dickinson si inerpica dove i comuni mortali non giungono e disegna scenari splendidi.
Questo album è un album da capire, non è un album diretto con canzoni da 3 minuti che lasciano subito il segno.
Non ha nulla da invidiare ai grandi album del passato... È SOLO CAMBIATO IL LORO MODO DI FARE MUSICA.