Copertina di Iron Maiden The X Factor
thetrooper

• Voto:

Per fan degli iron maiden, appassionati di heavy metal e metal anni '90, ascoltatori critici di musica rock e metal.
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LA RECENSIONE

Era l'album Maiden che mi mancava per completare la discografia e allora, pur avendo sentito critiche su questo album soprattutto per quanto riguarda il sostituto di Dickinson, Blaze Bayley, lo compro e me lo sento con tutta calma a casa, rinchiuso come in conclave nella mia camera, riesco ed è fumata bianca, finalmente ho trovato un album dei Maiden che non mi piace !

Vado su DeBaser e guarda cosa ci trovo una miriade di rece dei Maiden ed una che riguarda "The X Factor" gli attribuisce perfino 5 stelle ! Sacrilegio ! Per me e credo per la maggior parte di debaseriani 5 stelle significa CAPOLAVORO, o almeno album eccellente, per me per quanto riguarda i Maiden capolavoro significa "The Number Of The Beast", "Powerslave" e "Seventh Son Of A Seventh Son", eccellente album per lo meno lo attribuisco a "Iron maiden", "Killers", "Piece Of Mind" e all'ultimo "A matter Of life And Death" e via maideniando fino alla sufficienza (un misero 2 stelle e mezzo) per "Virtual XI".

Per quanto riguarda "The X Factor" non sto a fare polemica come molti che lo considerano musicalmente un bell'album e prendono come capro espiatorio il povero Blaze, per me non solo Blaze era il candidato meno papabile alla successione del superbo Dickinson ma anche gli altri Maiden, a partire da Steve Harris, a mio parere non sono motivati, lo dimostra questo disco che è pieno di canzoni scialbe, espressione del peggior momento della carriera Maiden, di canzoni che sanno di riempitivi, canzoni che sanno di biscottino per i fans in attesa del ritorno del mai dimenticato Dickinson (e come si fa a dimenticare "il miglior cantante che i Maiden hanno avuto" parole di Paul Di'Anno sul DVD "Early Days"). Non ne cito neanche una perchè dovrei citarle quasi tutte, dico quasi, perchè a volte (poche volte per fortuna) in mezzo a dischi mediocri ci scappa la canzone capolavoro o la buona canzone, in questo caso l'epica e coinvolgente "Sign of The Cross", davvero un'ottima song che i Maiden non sfornavano da "Seventh Son of A Seventh Son" (eccetto ovviamente quella leggenda che è "Fear of The Dark"), e poi c'è "Man On The Edge" che nella sua semplicità (e lasciatemelo dire banalità) è in classico stile Maiden, una formula che varrà per gli opener dei dischi dei Maiden a partire da "Viritual XI", ovvero uno stile di canzone orecchiabile, un'orecchiabile che non vuol dire pop-rock, ma che significa heavy metal semplificato per le masse, tipo "Futureal" o la recente "Different Worlds" (che ritengo ottime canzoni) per capirci.

E poi dopo dischi per lo più ariosi e freschi come "Seventh Son of A Seventh Son" o stradaioli come "No prayer For The Dying" non ci si attende quel velo darkeggiante che copre tutte le canzoni, quasi doom metal, per concludere: anche i miti a volte fanno cazzate !

P.S. mi scuso per aver commentato ancora una volta gli Iron Maiden, di cui DeBaser sovrabbonda, ma volevo dire la mia, scusatemi ancora, lo so che sono tante, ma se non la volete non pubblicatela, per me l'ho scritta abbastanza bene.

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Riassunto del Bot

La recensione analizza The X Factor, album controverso degli Iron Maiden con Blaze Bayley alla voce, considerato qui il peggior momento della band. L'autore non apprezza l'atmosfera dark e le canzoni ritenute spesso scialbe, salvando solo poche tracce come "Sign of The Cross" e "Man On The Edge". Si sottolinea come il paragone con i classici della band sia impietoso e si esprime delusione generale per la mancanza di motivazione percepita nel disco.

Tracce testi video

01   Sign of the Cross (11:17)

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02   Lord of the Flies (05:03)

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03   Man on the Edge (04:13)

05   Look for the Truth (05:10)

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07   Judgement of Heaven (05:12)

08   Blood on the World's Hands (05:57)

09   The Edge of Darkness (06:39)

Iron Maiden

Iron Maiden è una band heavy metal britannica formata nel 1975 a East London. Fondata da Steve Harris, è nota per la lunga carriera, i concerti internazionali e il cantato di Bruce Dickinson nella formazione più famosa.
180 Recensioni

Altre recensioni

Di  Vabbè

 La cosa che salta subito all’orecchio è il drammatico cambio di ritmo impresso al sound dalla band inglese.

 Bruce Dickinson, secondo lo scrivente il migliore e il più completo cantante della scena Metal, viene rimpiazzato dal mediocre Blaze Bailey, dalla voce piatta e monotona.


Di  Brui

 Il mio album preferito dei Maiden.

 Gli Iron Maiden hanno infine trovato il Fattore X? Senza alcun dubbio.


Di  Greyskull

 Blaze Bayley è un ottimo cantante, e che dividerei il mio voto in due parti, alle prime 3 canzoni più "Blood On The World's Hands" darei 8, al resto 6,5!

 "Sign Of The Cross" apre il cd ed è introdotta da un coro gregoriano, è la traccia più lunga con i suoi oltre 11 minuti.


Di  Starblazer

 Sign Of The Cross, undici minuti di bridge, riff e assoli semplicemente perfetti.

 Per gli altri ascoltatelo senza pregiudizi e ne apprezzerete in piano la bellezza e la profondità.