Copertina di James LaBrie Elements Of Persuasion
Matt7

• Voto:

Per appassionati di progressive metal, fan di james labrie e dream theater, ascoltatori critici di musica prog
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LA RECENSIONE

La recensione di questo ultimo progetto del singer Labrie era già presente, ma per mia soddisfazione personale, l'ho scritta perché la precedente esaltava anche troppo (anche con 3 misere stelle) il disco in questione.

Elements of Persuasion ha tutte le carte in regola per sfondare: ha un cantante che molti si sognerebbero, uno dei più importanti dell'intera scena prog mondiale; ha una sezione ritmica eccellente almeno su disco, con un Mike Mangini superlativo; ha un ispirato Matt Guillory che creava musica stupenda con i Dali's Dilemma; dal vivo ha un bassista che si chiama Andy de Luca che ha fatto vari tour con i SymphonyX; e poi ha la sorpresa di Marco Sfogli, nuovo talento italiano. Ma cosa non va nel disco?

Tutto o quasi. Soprattutto il suo richiamare troppo le sonorità Dream Theater non solo nel sound ma nelle composizioni stesse. Potreste accorgervene dall'opener "Crucify" che sembra in tutto e per tutto l'intro di "A Change of Seasons". Il disco scorre completamente tra riff e assoli che richiamano i 5 del teatro del sogno. Marco Sfogli è anche una nota abbastanza dolente in tutto il lavoro: ineccepibile tecnicamente ma realmente inutile dal punto di vista creativo, con i suoi assoli che tentano invano di copiare il maestro John Petrucci.
Solo nei brani calmi come "Lost" e soprattutto "Slightly Out of Reach" l'emotività della voce di Labrie e un azzeccato solo di Sfogli rialzano il tutto. Patetica l'ultima "Drained". Un elogio merita però "In Too Deep" solo per la parte finale del brano, e forse sarebbe stata l'ideale per chiudere l'album.

Continuo a dire: peccato. Peccato per le varie citazioni e per l'enorme influenza nu-metal e per l'enorme presenza di elettronica sul disco. Peccato perché Labrie canta bene e si sentirà dal vivo. Peccato davvero

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Riassunto del Bot

La recensione evidenzia il grande talento vocale di James LaBrie e l'ottima tecnica strumentale, ma denuncia un'eccessiva somiglianza con Dream Theater e un eccesso di influenze nu-metal ed elettroniche. Le composizioni risultano poco originali e alcune parti sono considerate inutili o patetiche. Solo alcune tracce calme riescono a emergere per emotività e feeling.

Tracce testi

01   Crucify (06:01)

02   Alone (05:37)

03   Freaks (05:29)

04   Invisible (05:37)

05   Lost (03:41)

06   Undecided (05:31)

07   Smashed (05:34)

08   Pretender (05:33)

09   Slightly Out of Reach (06:11)

10   Oblivious (05:23)

11   In Too Deep (06:56)

James LaBrie

Cantante canadese, voce dei Dream Theater dal 1991, attivo anche come solista con album che spaziano dal metal moderno all’acustico.
05 Recensioni

Altre recensioni

Di  Macabro

 «LaBrie cerca di spaziare in territori musicali che normalmente non fanno parte del suo repertorio, e proprio questa scelta forse penalizza un po’ questo album.»

 «La bella prestazione di LaBrie e la straordinaria performance di Marco Sfogli alle chitarre risollevano l’album.»


Di  RiccardoBenzoni

 Secondo me, è una delle più grrrrandi voci di tutta la storia del rock.

 Io lo chiamo James "la lagna", ormai. Questo disco che io ritengo indecente, SPECIE PER UNO... CHE STA AL C-A-P-O DI UNO DEI PIU' GRANDI GRUPPI AL MONDO.