Copertina di Jan Garbarek In Praise of Dreams
The Punisher

• Voto:

Per appassionati di jazz ambient, fan di jan garbarek, critici musicali, ascoltatori di musica ecm, amanti del sax e della musica sperimentale
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LA RECENSIONE

Ed ecco tra le mani un altro "mostro sacro", un intoccabile ormai venerato a destra e manca come il novello messia dell'ECM, colui che ha sfornato "Officium" cambiando così i connotati a quel jazz-ambient di natura "mistica". Dopo il mezzo flop (intellettuale, artistico e commerciale) del seguito "Mnemosine" e varie collaborazioni, il nostro vichingo sassofonista prosegue nella sua logorroica produzione discografica, dandoci stavolta un prodotto pressoché identico a quel "Visible World" di quasi 10 anni prima (è del 95!). Simile la costruzione dei brani, l'incedere lento su un tappeto ritmico sornione e rarefatto, il sax mai esagerato ma sempre moderato, ormai vero marchio di fabbrica del nostro.

Cosa voleva dirci Jan con questo disco? Qual'è la maturazione artistica o meglio l'evoluzione intrapresa dal nostro? Tutto sembra immutato e identico come se nulla fosse cambiato, come se questi 10 anni fossero rimasti identici, come se il mondo, gli eventi, le cose restassero fuori dall'operato di questo artista che, se sfornasse meno dischi e li pensasse meglio e con più attenzione=partecipazione, avrebbe ancora molte frecce al suo arco. Quando invece i brani sono mere esecuzioni stucchevoli (ascoltare il brano "One Goes There Alone" abbastanza banalotto se non sterile esercizio formale o poco più) o "mestierate" che nulla aggiungono a quanto fatto fin'ora (sentire "Knot of Place And Time" col violino sdolcinato e quasi retorico che fa contrappunto al sax sempre uguale a se stesso, pur nella sua classe ed eleganza) vien voglia di riascoltarsi "Officium" o "Raga and Sagas" o qualsiasi altro lavoro del bel tempo che fu.

A conferma della mia teoria sui 5 dischi max per ogni artista, dopo di che o uno va in pensione o si mette a fare il sassofonista di piano bar nelle navi da crociera per ricchi. Che non è un brutto vivere: se ti va bene, rischi pure di diventare Presidente del Consiglio, pensa un po'...

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Riassunto del Bot

La recensione valuta l'album In Praise of Dreams di Jan Garbarek con un giudizio equilibrato: apprezzata l'eleganza del sax e la coerenza stilistica, ma criticata la mancanza di innovazione rispetto a lavori precedenti come Visible World. Alcuni brani risultano sterili o ripetitivi, suggerendo una produzione troppo prolifica e poco curata.

Tracce

01   As Seen From Above (04:44)

02   In Praise of Dreams (05:25)

03   One Goes There Alone (05:09)

04   Knot of Place and Time (06:27)

05   If You Go Far Enough (00:44)

06   Scene From Afar (05:19)

07   Cloud of Unknowing (05:26)

08   Without Visible Sign (05:04)

09   Iceburn (05:03)

10   Conversation With a Stone (04:25)

11   A Tale Begun (04:39)

Jan Garbarek

Sassofonista norvegese legato a ECM, figura chiave del jazz europeo. Celebre per il timbro limpido e “nordico” e per l’incontro tra jazz, world, ambient e repertori vocali antichi (con The Hilliard Ensemble). Attivo dagli anni ’60, ha collaborato con Keith Jarrett e numerosi musicisti della scena ECM.
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