Jane Weaver
Modern Kosmology

()

Voto:

Devo tristemente ammettere che negli ultimi anni percepisco un affievolirsi graduale della curiosità verso la musica. O meglio, trovo sempre maggiore difficoltà ad appassionarmi ai dischi e quando capita mi interrogo 50 volte per capire se la mia è una esaltazione del momento o meno. Essendo la musica quanto di più legato ad un insindacabile gusto personale, una persona normale non si farebbe questi problemi: se mi piace mi piace e morta lì. Durerà negli anni o il tempo di un'estate? Chissene frega sarebbe la risposta giusta. E invece per me nella risposta sta la legittimazione del mio ascolto e di una recensione.

E' con tali amletici dubbi che scrivo queste due righe sulla signorina in questione, Jane Weaver, da venti anni e oltre figura nascosta dei circuiti alternativi britannici, in gruppi fra shoegaze e post punk come Misty Dixon e Kill Laura, di cui ne ignoravo e ignoro l'esistenza (senza che la cosa abbia avuto ripercussioni di sorta sulla mia vita)

Fatto sta che Jane ha pubblicato questo “Modern Kosmology” e, complice l'averlo sentito di seguito durante le mie corse in giro per la città, mi ha letteralmente conquistato. Soprattutto per i dettagli, per il gusto tutto albionico di dosare cantautorato elettronico, ritmi motorik e richiami a chincaglierie analogiche care a Stereolab e Broadcast (della cui scomparsa cantante Jane eredita un timbro identico). Tutte caratteristiche ben presenti nel loop di synth che corre sotto la titletrack, nel l'indie rock gommoso e retrofuturista di “Did You See The Butterflies” che a me ricorda tantissimo un gruppo psych come i Midnight Movies, attivi oltre dieci anni fa. Ascendenze kraut sugli scudi in molti frangenti tra cui l'iniziale “H>A>K”, che virano Stereolab in “The Lightning Back” o prendono derive psichedeliche spaziali inusitate come in Ravenspoint” o nelle chitarre acide di “Loops In The Secret Society” . Barlumi di colonne sonore alla Carpenter (The Architect”) e una folk song sospesa fra viaggi nello spazio e campagna inglese degli anni '70 (“Valley”).

Mi prendo il rischio, fra i migliori dell'anno appena passato..

Questa DeRecensione di Modern Kosmology è distribuita da DeBaser con Licenza Creative Commons Attribuzione - Non commerciale - Condividi allo stesso modo 4.0 Internazionale.
Può essere parzialmente o totalmente riprodotta, ma solo aggiungendo in modo ben visibile il link alla recensione stessa su DeBaser: www.debaser.it/jane-weaver/modern-kosmology/recensione

Area sponsor. La vedono solo gli utenti non registrati.


Commenti (Undici)

sotomayor
sotomayor Divèrs
Opera: | Recensione: |
Sicuramente da recuperare, è uno dei tanti dischi che mi sono lasciato dietro.
BËL (00)
BRÜ (00)

algol
Opera: | Recensione: |
poiché podista io pure tenterò un approccio a codesti beats per verificarne l'adattabilità a ritmiche podalico / polmonari
BËL (00)
BRÜ (00)

psychopompe: io al momento sono in fissa Harmonia e Kraftwerk e ovviamente King Gizzard. I tedeschi sempre i migliori per l'ipnosi podistica. Ma oggi ho dovuto rinunciare e sono già bello nervoso. Brutta fissa l'attività sportiva, soprattutto dopo anni che non la pratichi
algol: Non desistere. Ed ignora gli inequivocabili segnali di decomposizione che l'organismo invia al cervello :-) Sulla musica da "corsa" si potrebbe aprire una dotta disquisizione. Per garantire quello stato di fluida trance cui accenni ad esempio ultimamente ricorro agli lcd soundsystem.
sotomayor
sotomayor Divèrs
Opera: | Recensione: |
Sulla argomentazione in apertura di recensione devo dire che mi ci ritrovo. Questo magari spiega alcuni voti a delle recensioni che sembrano positive ma poi il disco non mi è piaciuto. Pure riconoscendone alcune qualità, molte cose finiscono comunque con il lasciarmi indifferente. Forse è dovuto al momento 'storico' e al fatto che ci sono un sacco di cose da ascoltare rispetto a prima per la maggiore accessibilità. Non lo so. Può essere una ragione sicuramente.
BËL (00)
BRÜ (00)

psychopompe: Personalmente è un problema anagrafico. Tra i 25 e i 35 ero molto più ricettivo, forse prendevo anche più cantonate ma ho un sacco di ricordi belli di dischi prescindibili. Negli ultimi 6/7 anni ho una nebulosa di ascolti indistinti, punteggiata da recuperi di cose belle vecchie che non conoscevo (quello sempre un piacere, soprattutto quando pensi di aver stupidamente già scoperto tutto)
ALFAMA
Opera: | Recensione: |
sfascia carrozze
Opera: | Recensione: |
Eh!
"L'affievolirsi graduale della curiosità..".
Acchiollodice, achillo.
Fosse solo per la DeMusica.
Fosse.
Ma, fosse, è giusto così.
BËL (01)
BRÜ (00)

hjhhjij
Opera: | Recensione: |
Ho scoperto un Mondo oh.
BËL (00)
BRÜ (00)

lector
Opera: | Recensione: |
"Ma lei come fa a scegliere un film [(o un disco)]?"
"Come scelgo una donna: correndo dei rischi"
(Lino Ventura - da "Una donna e una canaglia" - 1973)
BËL (00)
BRÜ (00)

psychopompe: il problema è proprio che ultimamente di rischi ne prendo ben pochi....
algol
Opera: | Recensione: |
ascoltata. Un synth pop di notevole spessore. Mi piace.
BËL (00)
BRÜ (00)

psychopompe: Argh Algol non me lo chiamare synth pop che mi vengono in mente cose che aborro totalmente...però contento ti piaccia, c'è un bel concerto radio televisivo in UK sul tubo che ti conviene c ercare. Brava cmq lei.
algol: Hai ragione, semplificazione estrema e sbagliata. Di eighties non c'è un quatso, se non delle inflessioni kraute. Approfondisco e ringrazio.
algol: Hai ragione, semplificazione estrema e sbagliata. Di eighties non c'è un quatso, se non delle inflessioni kraute. Approfondisco e ringrazio.
CosmicJocker
Opera: | Recensione: |
Beh, le coordinate che dai del disco mi stuzzicano..provero.
BËL (00)
BRÜ (00)

sotomayor
sotomayor Divèrs
Opera: | Recensione: |
Proprio bello questo disco.
BËL (00)
BRÜ (00)

proggen_ait94
Opera: | Recensione: |
Quando mi succede ciò di cui parli mi butto su un genere sconosciuto, mi raddrizza le antenne
BËL (00)
BRÜ (00)

Ocio che non hai mica acceduto al DeBasio!

Per vivere con pienezza la vera esperienza dello stare sul DeBaser è bello esserci registrati. Quindi:

Il tuo voto alla recensione:
Il tuo voto all’opera: