Si dice di come la musica sappia portarti in luoghi sconosciuti ed incantevoli, "Grace" ne è la prova.
Tanto si è detto dell'angelica voce di J.B., ma non è mai troppo; "Mojo Pin", la prima traccia, è un miraggio paradisiaco; in "Grace" si continua sulla stessa scia, bellissima. Arriviamo diretti ad "Hallelujah" (Leonard Cohen), questa rivisitazione vale da sola l'ascolto, J.B. ci dimostra che non solo la musica entra dentro di noi, ma a volte, siamo noi ad entrare nella stessa. "Lover, You Should`ve Come Over", sembra pioggia che cade sul viso della più bella e malinconica ragazza del paesino...
"Corpus Christi Carol" (Benjamin Britten), va ad immagine e somiglianza del lavoro complessivo e non è assolutamente un pesce fuor d'acqua. L'ultima traccia "Dream Brother", è la conferma di tutto ciò che ho detto prima, sognare è fantastico.
Per chi ama sorridere piangendo.
Grace è il più bel disco di debutto che io abbia mai ascoltato.
Ascoltate questo cd e la vostra vita cambierà, non so se in meglio o peggio ma cambierà...
sembra i Pink Floyd con un cane bastonato al posto di Gilmour.
mi hanno mandato in coma, e peccato per quel ritornello Gospel che non ci azzecca niente...
Spirito incantevole e profondo, Jeff Buckley.
Eterogeneo nelle soluzioni musicali, alterna pop d'autore, rock puro e perle di musica sacra.
La voce di Jeff Buckley rasenta la perfezione!
Non una nota e non una lettera di tutto l'album sono messe a caso, quasi a comporre un mosaico fatto di tasselli più unici che rari!
Grace è proprio quell’attimo. Quello che non torna più. E che sogni per sempre.
Le tracce... diventano SOLCHI, diventano SQUARCI, diventano fosse che mi scavano le ossa e che non so ancora spiegare quanto dolore misto a piacere e sublimazione mi abbiano provocato.