Erano tempi duri per il nostro eroe quelli all’inizio della decade dei novanta, nel pieno di un lungo periodo da single a seguito del terzo divorzio. Feste, cocaina, alcol, donne occasionali; una vita sregolata, poco salutare e troppo indulgente che però sostanzialmente non riusciva a minare più di tanto la sua buona vena compositiva e successiva lucidità esecutiva.
Quest’album (1991) vale gli altri che l’hanno preceduto, soltanto che senza la spinta e il richiamo delle Aquile, la sua band in quiescenza da un paio di lustri, le vendite calano sensibilmente. Lui è sempre voglioso di esternare la parte di sé più mattacchiona e vispa, lo si vede sin dalla copertina il cui titolo prova a ribadire la modestia e normalità della sua persona.
La canzone eponima dell’album pretende di descrivere la sua vita come ordinario susseguirsi di incontri con amici noiosi come e più di lui, tutti quanti con normalissime mogli e figli. Si ritrovano a giocare a bowling, a bere qualche birra e al sabato ad occuparsi del giardino, tirando su le cacche dei loro cani e sperando che siano solide, bau bau (giuro che sto citando il testo, compresa l'abbaiata). E ancora, mettono ordine nel garage dove tengono le auto, tipo la Chrysler del suo amico oppure la sua Dodge… eccetera eccetera.
Ma Joe tanto normale non lo è. Questo è il testo dello stravagantissimo funky rock rap intitolato “Alphabetical Order”:
_A A! Triple A! (Triple A?) A! A! A! U can B 1! U can B 1 2! 2 B or not 2 B! C? ABC! REZ! ABC! R fun! A! Alphabetical order!
_Here we go! UFO on LSD! R2D2! C3P0! How 'bout ET? ABC! BBC! CBN! NBC! MTV! VH1! HBO! CNN! SCTV! SAT! Degree? BA! BN! BS! A! How about BAC? A! Alphabetical order!
_A! A! A! Alphabetical order! From A to Z! Alphabetical order! It’s E Z! EWI! MAED! BAR! A! ERA! PMS! IUD! VD! HIV! R U 1 2? R O! DNA! SnM! CLC! ILBT! X! Alphabetical order! From A to Z! Alphabetical Order! It’s EZ!
_A! CIA! KGB! FBI! IRN! TRW! IOU! CPA! SOS! A! 1 W not 2! W 3D! ORH! EIEIO! IOC! PS! NESTLES! ROLAIDS! RESPECT! MICKEY Y? Y? Because we like U! USA! A! Alphabetical order!
Vabbè, Walsh è così, uno anche con dei vizi nocivi e la voglia di cazzeggiare, ma giusto, e che suona bene. Del resto una volta messa la sua vita in equilibrio terminerà pure di far dischi quindi teniamocelo così, ispirato dai casini che combina, da solo o insieme a tutti noi. Infatti il contrasto fra le sue boutade (anche in “The Gamma Goocee” sugli stessi toni assurdi) e l’ecologica, intensa, drammatica “Look at Us Now” è totale: “Take Care of the Planet…” urla Joe a tutti i bambini, che almeno ci pensino loro, fra qualche anno.
La migliore delle undici è “You Might Need Somebody”: uno dei più forti bisogni umani, quello enunciato dal titolo, descritto attraverso un’elettrica ballata blues avvolgente e musicale, condita di talk box e parti corali.
Nostalgico, poi ironico, a un tratto ecologista, sempre schietto, a volte malinconico… L’umanità da uomo giusto anche se non troppo equilibrato del chitarrista del Kansas viene fuori nelle sue musiche, aspetto per aspetto e rende ancor più interessanti il suo chitarrismo d’alto livello e la sua voce personalissima. E’ un altro buon lavoro questo disco, nello standard medio alto di un rocker sfaccettato e di lungo corso, che ne ha viste ormai tante.