Copertina di Archy Marshall A New Place 2 Drown
Loconweed

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Per appassionati di musica sperimentale, elettronica underground, trip-hop, fans di king krule e amanti di sonorità intime e ricercate.
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LA RECENSIONE

Una stanza in disordine e un ragazzo ginger ed esile, che si faceva (?) chiamare King Krule, intento a comporre con un MPC2000; la chitarra nell’angolo, in disparte. Questa l’immagine di “A New Place 2 Drown”, nuovo disco di Archy Marshall.

A due anni dal debutto “6 Feet Beneath The Moon”, il londinese classe ’94 torna con un album personale e dal mood intimista pubblicato a suo nome, per la prima volta senza celarsi dietro alias. Un album distante dall’esordio, ma che non lascia interdetto chi conosce il suo percorso: difatti la vena instrumental-rap è sempre stata una componente presente nella sua musica con vari moniker (DJ JD Sports, Edgar The Beatmaker, Sub Luna City), per non parlare, poi, di certe amicizie.

“ANP2D” viene pubblicato a metà dicembre, periodo dell'anno in cui la critica musicale è intenta a stilare le classifiche di fine anno, ed è ideato come una colonna sonora, parte di un progetto multimediale che comprende anche un libro e un cortometraggio, in collaborazione con il fratello Jack.

Elettronica cupa e rap (semi)strumentale sono le coordinate scelte da Archy per il nuovo capitolo della sua carriera. Beats dalla chiara influenza jazz, tipica della golden age dell’hip-hop scuola east-coast. 12 tracce black nell’anima e dall’identità sonora ben precisa. Tr(h)ip-hop anestetizzato, in cui il il boom-clap dei nineties è adattato in uno slow-motion futuristico. Atmosfere più narcolettiche che oniriche, inserite nel contesto urbano della periferia inglese. Insomma scordatevi “Easy Easy” pt. 2.

“Any God of Yours”, strutturata su quello che sembra un sample dalla soundtrack di Twin Peaks, funge da introduzione. Il terzo brano “Arise Dear Brother” è la perla del disco, punto d’incontro tra questo e il precedente lavoro, nonché summa del suo stile in cui coesistono ritmiche smooth e la peculiare chitarra languida e jangle che avevamo imparato a conoscere. Tutto è misurato con cura e precisione maniacale: “Ammi Ammi” riprende con originalità la lezione di James Blake, la liquida “Sex With Nobody” è figlia della sua collaborazione con i Mount Kimbie, la straniante e aliena “The Sea Liner MK 1”.

Le liriche scarne ed essenziali e la voce, spesso sostituita da campioni vocali, in secondo piano rendono l’album quasi strumentale. In realtà la voce calda e baritonale dell’ex-Zoo Kid è il vero legame tra tutte le sue incarnazioni musicali: linee vocali cantate, parlate e, a tratti, rappate.

“A New Place 2 Drown” è musica da ascoltare a luci spente e rigorosamente in cuffia per non perderne nessuna sfumatura.

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Riassunto del Bot

A New Place 2 Drown è il progetto personale di Archy Marshall, che abbandona il suo alias King Krule per un album intimo e sperimentale. Caratterizzato da elettronica cupa, rap semi-strumentale e influenze jazz, il disco si presenta come una colonna sonora di atmosfere urbane e malinconiche. Le liriche scarne e l'uso di campioni vocali creano un'opera da ascoltare a luci spente e con attenzione ai dettagli sonori.

King Krule

Archy Marshall (nato 1994), noto professionalmente come King Krule, è un cantautore inglese noto per la voce baritonale e per mescolare rock, elettronica e influenze hip-hop.
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