Copertina di Kiss Carnival Of Souls: The Final Sessions
djgruff

• Voto:

Per fan di kiss, appassionati di rock, critici musicali, ascoltatori interessati alla storia della band e agli esperimenti musicali
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LA RECENSIONE

Un album controverso da recensire,per le vari opinioni,molto contrastanti.

E' considerato come uno dei punti più bassi della loro discografia(già modesta se dobbiamo fare i sinceri),anche se,in particolare tra i fan più accaniti(schiera di cui ho fatto parte) è considerato un album molto sottovalutato,e addirittura uno dei loro lavori migliori !!

Niente di più falso,non bisogna confondere la passione per un gruppo alla qualità dei loro dischi,perchè questo è uno dei peggiori dischi che io abbia mai sentito,puro pattume! Tutte le canzoni sono poco ispirate e suonate con i piedi,persino paul stanley(dopotutto,quello che si è sempre impegnato maggiormente) sembra comportarsi come se si trovasse in spiaggia con qualche amico,inoltre il suo timbro vocale è totalmente inazzeccato per questo esperimento grunge(???).E pensare che la band veniva da un periodo abbastanza buono,dopotutto Revenge e MTV Umplugged(con la partecipazione di Criss e Frehley) posso essere considerati due dei loro migliori lavori,e formazione del periodo vedevaun ottimo batterista(Eric Singer) e un chitarrista(Bruce Kulick) in pieno stato di grazia,dopo che era finalmente riuscito a suonare decentemente in studio.

Passiamo alle canzoni.Si parte con Hate e già Gene Simmons pare uno zombie,poi tocca a Paul con Rain e quel piglio che rimanda agli Alice In Chains,ma ci troviamo su un piano qualitativo totalmente differente.Alla terza traccia abbiamo quella che è forse la migliore traccia,Master & Slave,col il solito basso prepotente quanto inutile di Simmons,per poi sfociare in un chorus orecchiabile,nonostante il riff ridicolo.Poi non si capisce il senso della successione delle prossime tre traccie : la bella I Will Be There messa in mezzo tra la bruttissima Childhood's End e la canzone più brutta di sempre,quella cagata di Jungle,che ti fa venire voglia di tagliarsi le orecchie per quanto fa schifo.Dopo un inizio plagiatissimo dai Nirvana ma perlomeno ascoltabile,In my Head si conferma l'ennesima inutile canzone di questo inutile disco,dove peraltro partecipano due ex-membri dei Back in Blue,tra cui Tommy Thayer,futuro Spaceman in Sonic Boom,la loro più recente fatica(??)

It Never Goes Away è praticamente incommentabile,apparte qualche parte della chitarra,così come Seduction of the Innocent,dove Gene dimostra ancora una volta come sia un cantante inascoltabile post-70s apparte alcune eccezioni(in studio,in live è sempre penoso).La parte strumentale di I Confess è buona(specie l'inizio molto oscuro,peccato per il basso troppo udibile),e ne esce più o meno una canzone salvabile.

Ultime 2 canzoni : In the Mirror solita cacca,poi Bruce si mette a cantare(era meglio se lo evitava) e ci regala l'ultimo strazio,con I Walk Alone.

Sembra proprio che il chitarrista avesse capito tutto,infatti successivamente,come ipotizzato da tempo(e per molti la causa dell'insuccesso dell'album),verrà cacciato per lasciare spazio al ritorno della formazione originale dei KISS,uscirà poi Psycho Circus,album altrettanto sottotono.

Dimenticavo,l'album è stato registrato anche in qualità pessima,oltre al danno la beffa.

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Riassunto del Bot

Carnival Of Souls è visto come uno dei peggiori album dei Kiss, con canzoni poco ispirate e performance vocali e strumentali deludenti. Nonostante alcuni fan lo ritengano sottovalutato, la recensione ne evidenzia i difetti tecnici e qualitativi. L'esperimento nel grunge fallisce, e la qualità audio scarsa peggiora il prodotto. Il disco si colloca in un momento discografico di difficoltà per la band.

Tracce testi

02   Tell Me (04:44)

03   I Will Be There (04:55)

04   Seduction of the Innocent (04:18)

05   Rain (03:47)

07   The Jungle (05:12)

08   It Never Ends (05:39)

09   In My Head (03:59)

KISS

I KISS sono stati fondati a New York nel 1973 da Paul Stanley e Gene Simmons. Noti per il look teatrale, i costumi e gli spettacoli pirotecnici, sono diventati un fenomeno pop e un'icona del rock internazionale. Il gruppo ha attraversato decenni, cambi di formazione e mode musicali, lasciando un segno indelebile con i loro album storici e i concerti leggendari.
50 Recensioni

Altre recensioni

Di  Ddapp

 Le atmosfere sono cupe, e se non si è abituati a certi suoni, forse non si riuscirà ad arrivare sino a fine disco.

 A disco finito l'ascoltatore potrà soffrire di mal di testa per due o tre ore, curabile con una bell’ascolto di musica “vera” dei Kiss.