Copertina di Korn Untouchables
bellepoque

• Voto:

Per fan del nu metal, appassionati di musica heavy e rock, ascoltatori alla ricerca di sonorità potenti e originali
 Dividi con...

LA RECENSIONE

Avevo 14 anni e avendo scoperto il Nu Metal anni prima grazie a "Hybrid Theory" dei Linkin Park, ero dedito alla scoperta di ogni tipo di gruppo facente parte di questo grande filone che ebbe un grandissimo successo a cavallo tra i '90 e i 2000.

Ci volle poco per scoprire (e amare) il gruppo di Jonathan Davis & Co., una band per me seminale sopratutto fino a questo disco, "Untouchables", forse la loro opera meno apprezzata della loro prima fase, ossia quella tra il 1994 e il 2003, anno di uscita del successivo "Take a Look in the Mirror".

"Untouchables" è un disco per me fantastico: è pesante, melodico, egregiamente prodotto (forse la loro migliore produzione fino a quel momento), potente, e sopratutto, meno introspettivo e delirante di "Issues" ma più particolare di un "Follow the Leader" o "Korn" di sorta: forti influenze Grunge/Rock e perfino Pop nei ritornelli si fanno sentire, mentre la solita tonante sezione ritmica unita a chitarre mastodontiche (uno dei miei guitar tones preferiti di sempre, sì) fanno il loro sporco lavoro, tessendo una base veramente interessante dove una voce più unica che rara nel genere (e non) si presta ad una performance davvero impressionante, almeno secondo me.

Tralasciando "Here to Stay", un instant classic, sono molte le tracce veramente notevoli di questo disco, non necessariamente "pesanti", anzi ("Alone I Break"), ma cito soprattutto la traccia finale "No One's There", drammatica e solenne, con un pre chorus e un ritornello davvero incredibili per potenza, dinamicità e evocatività.

Si riduce drasticamente l'influenza Hip Hop/Rap per andare verso una direzione più introspettiva, appunto, contaminando i riff di chitarra monolitici con parti elettroniche davvero di gusto e arrangiamenti a dir poco spaziali.

Non un disco immediato, sia chiaro, anzi, potrebbe annoiare assolutamente l'ascoltatore medio del genere e non, ma un disco valido e sottovalutato secondo me, assolutamente migliore di molte uscite "Nu" contemporanee, precedenti e successive, del quale ho un bellissimo ricordo anche per il fatto che è stato il primo disco dei Korn che comprai in tutta la mia vita.

Carico i commenti...  con calma

Riassunto del Bot

La recensione celebra l'album 'Untouchables' dei Korn come un disco potente, melodico e ben prodotto, che si distingue per la sua particolare atmosfera e la voce unica di Jonathan Davis. Non immediato ma con tracce memorabili come 'Here to Stay' e 'No One's There', rappresenta uno dei momenti migliori della band nella loro prima fase. La recensione evidenzia anche le contaminazioni grunge, rock e pop e un'attenuazione delle influenze hip hop rispetto al passato. Un album sottovalutato, ma fondamentale per gli appassionati del genere.

Korn

Korn sono considerati i padri del nu metal, nati a Bakersfield, California nel 1993, famosi per il sound rivoluzionario, la voce inquieta di Jonathan Davis, e testi spesso autobiografici e tormentati. Hanno innovato il metal mischiando funk, hip-hop e sonorità oscure.
91 Recensioni

Altre recensioni

Di  Asjklf

 Untouchables rappresenta la risposta, da parte dei Korn, a tutti quei gruppi pseudo-metallari che hanno infestato le classifiche fino ad ora.

 il livello qualitativo della band è fuori discussione.


Di  TheSilentMan

 KoRn si sono saputi inventare dal niente.

 Un lavoro che segna sicuramente una svolta nella musica dei Korn.


Di  Devin Davis

 Non sono i KoRn che si sono fregati da soli, sono i KoRn che hanno fregato tutti.

 Untouchables è bello: perché i KoRn hanno voglia di cambiare.