Copertina di Kultivator Barndomens Stigar
TheJargonKing

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Per appassionati di rock progressivo, collezionisti di musica rara, amanti di sonorità canterbury, zeuhl e musica sperimentale
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LA RECENSIONE

Ho deciso di andare a scavare nei profondi meandri del prog minore per tirare fuori un lavoro che conosceranno in pochi-pochissimi, ma indiscutibilmente di grande spessore progressivo e musicale.

In questione abbiamo questo gruppo svedese one-shot dal nome Kultivator.

Inquadrando storicamente il periodo c'è da dire che in Inghilterra, patria di origine di un certo rock progressive, che ha suscitato l'ondata mondiale degli anni '70, il rock e il prog in particolare stava rotolando giù nei meandri della mediocrità più totale, basti pensare all'album Abacab dei Genesis per capire la situazione. Invece in altri paesi del mondo, dove, in parte per problemi di "partenza ritardata" in parte perché forse ci si credeva ancora, ci sono state uscite musicalmente incredibili. Una di queste è proprio Barndomens Stigar, un disco pesantemente influenzato dalla musica di Canterbury e dallo Zeuhl francese, senza farsi mancare accenni di RIO e di folk locale, il tutto in una miscela fortemente convincente.

Il gruppo nasce alcuni anni prima di questa unica uscita datata 1981 e nasce con varie influenze, principalmente dalle ceneri di un gruppo chiamato Tunnelbanan dedito soprattutto a cover di Yes e Genesis. Arriva un nuovo chitarrista fanatico delle sonorità canterburiane e un bassista fanatico dei francesi Magma. Come spesso accade, l'unione di teste con mire così eterogenee determina un nuovo sound, spesso spigoloso e contorto, ma fatto di tappeti tastieristici in puro stampo sinfonico, martellate di basso zeuhliano e contorti arpeggi chitarristici in vena di Phil Miller degli Hatfield and the North. Non mancano parti corali molto ricche, magari su giri di piano Rhodes con registro jazz o di folk scandinavo.

In commercio si trova il CD ristampato dalla Pepetuam Memoriam con due bonus di cui l'ultima è proprio un medley derivante dalle prime composizioni con i Tunnelbanan. Quindi 50 minuti di musica che impressiona per qualità strumentale e fantasia per un disco che credo non possa lasciare delusione nei fans del genere.

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Riassunto del Bot

La recensione esplora con passione Barndomens Stigar, album unico dei Kultivator, un gruppo prog svedese poco conosciuto ma di alto livello. Il disco fonde il sound di Canterbury, Zeuhl e folk locale in un mix originale e convincente. La musica si distingue per la sua qualità strumentale e la creatività, risultando un ascolto obbligato per gli amanti del prog anni '80. La ristampa con bonus aggiunge valore a questo gioiello nascosto.

Tracce video

01   Höga hästar (03:39)

02   Vemod (02:39)

03   Småfolket (05:15)

04   Kära jord (07:07)

05   Barndomens stigar (05:14)

06   Grottekvarnen (07:02)

07   Vårföl (02:55)

08   Novarest (06:20)

Kultivator


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