Copertina di Leatherface Mush
Lellos

• Voto:

Per appassionati di punk rock,amanti della musica anni '90,fan di band hardcore melodico,collezionisti di album cult,giovani punkers in formazione
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LA RECENSIONE

Immaginate un mix con Lemmy dei Motorhead alla voce e gli Hüsker Dü agli strumenti e avete una descrizione molto approssimativa dei Leatherface, gruppo britannico di Sunderland famoso in patria ma iper-sottovalutato altrove, che con questo "Mush" del 1991, loro terzo lavoro, segnano l'apice della band con un disco praticamente perfetto.

Dopo due buonissimi album, ma con produzioni che non aiutano, nonostante il genere lo permetta, "Mush", con una produzione finalmente accettabile, rappresenta il loro capolavoro; 12 scheggie punkrock in uno stile che ricorda più la versione del genere americano che quella tradizionale britannica, e che se fosse stato "made in California" o licenziato dall'etichetta con la "E" maiuscola oggi sicuramente avrebbe molto più risalto nella scena mondiale.

Viene difficile fare il track by track di un disco del genere, tutte le canzoni meriterebbero una menzione, tutti i testi sono sublimi e profondi e la musica in tutte le tracce farà sobbalzare i più che non li conoscono chiedendosi perchè non li ha nella propria discografia ed è per questo che menziono solo la mia top 3 dell'album: "I want the moon", canzone apripista e di facile ascolto che ricorda vagamente sia nell'intro sia nel modo in cui canta la strofa iniziale ,"It's alright for you" dei Police (di cui nella versione rimasterizzata di Mush è presente la cover di "Message in the bottle") in versione punk, "How lonely", seconda traccia del disco, da far impallidire le migliori band di harccore-melodico americano, velocissima e con un sound più grezzo e roco e "Dead industrial atmosphere" che parla della loro città, Sunderland, forse alla lunga la migliore del disco, anche se non immediata come le altre ma con un intro interessante e un testo davvero fantastico (..the air in here is dead industrial and so austere ,the air round here smells of religion and Vauxies beer..), chitarre che si intrecciano alla perfezione e l'attacco dopo l'intro da far sgranare gli occhi a Fat Mike e soci, considerando che era il 1991.

Insomma un discone con 12 perle che consiglio assolutamente, da avere per chi ama il genere, e da dare in dotazione nel kit di aspiranti punkers, oltre a dover essere messo di diritto dove merita, nell'olimpo degli album punkrock degli anni 90.

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Riassunto del Bot

La recensione esalta 'Mush' del 1991 come il capolavoro dei Leatherface, un album punkrock di grande impatto e profondità, prodotto in modo finalmente adeguato. Il disco unisce stile americano e britannico in un mix potente, con testi intensi e musica che conquista sin dal primo ascolto. Vengono citate alcune tracce chiave che testimoniano la qualità dell'album, raccomandando l'ascolto a tutti gli amanti del genere punk e agli aspiranti punkers.

Tracce

01   I Want The Moon (00:00)

02   How Lonely (00:00)

03   I Don't Want To Be The One To Say It (00:00)

04   Pandora's Box (00:00)

05   Not A Day Goes By (00:00)

06   Not Superstitious (00:00)

07   Springtime (00:00)

08   Winning (00:00)

09   In The Real World (00:00)

10   Baked Potato (00:00)

11   Bowl Of Flies (00:00)

12   Dead Industrial Atmosphere (00:00)

Leatherface

Leatherface è una band punk rock di Sunderland, Inghilterra, guidata dal cantante Frankie Stubbs. Il loro album 'Mush' (1991) è considerato uno dei loro lavori più importanti.
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