Copertina di Led Zeppelin Houses Of The Holy
killrockstar76

• Voto:

Per appassionati di rock classico, fan di led zeppelin, curiosi di musica anni '70, amanti della musica d'autore e collezionisti
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LA RECENSIONE

Questa volta voglio recensire un disco "minore". Si, ma cosa vuol dire "disco minore"?
E qualunque cosa voglia dire, si può usare la parola "minore" per definire un lavoro dei Led Zeppelin?

"Houses of the holy", per il sottoscritto non è certamente un disco minore ma basta sfogliare qualsiasi enciclopedia rock per rendersi conto che la critica con la "k", quella pagata, non la pensa esattamente allo stesso modo.

Si, lo so, i capolavori riconosciuti da tutti, che hanno consegnato gli Zep alla leggenda, sono i primi quattro. Eppure in questo albo datato 1973 c'è qualcosa di magico, che cattura l'ascoltatore trasportandolo (almeno in alcune tracce) in zone oniriche che già avevano fatto capolino in "III". Da lì a poco la rivoluzione punk li ridurrà a gruppo "giurassico" e saranno riabilitati solo grazie all'avvento del grunge grazie a gruppi come Soundgarden e Nivana che scopriranno l'acqua calda unendo l'irruenza proprio del punk ai riffoni micidiali del vecchio Page.

Questo disco non è invecchiato bene se proprio dobbiamo dirla tutta ma non si può rimanere insensibili alla maestosa "the rain song" o alla trascinante "the songs remains the same". Proprio ora che lo sto ascoltando in sottofondo mi chiedo perchè mai sia stato sempre così snobbato. Porca miseria, dei Beatles sono tutti concordi chiamare capolavoro "sgt pepper's" o "Revolver" ma nessuno si sogna di delegittimare "Abbey Road".
Ecco, potremmo definire "Houses" il loro "Abbey Road", del resto Plant & Page non erano mai stati così pop come in "Dancin'days" o in "D'yer maker", rock reggae da oscar, canzoni che mettono k.o. la maggioranza degli strombazzati nuovi fenomeni rock.

Citazione a parte merita "no quarter", meraviglia che dovrebbe all'istante, se ancora non lo avete mai sentito, spingervi ad andare a recuperarlo, comprarlo, rubarlo, sentirlo!!!! La rivista che sfogliate, l'amico che gira con la t-shirt degli Zep vi consiglierà di partire dall'urlo lancinante ddel primo album o dalla potenza del secondo. E, forse, non hanno tutti i torti essendo quei dischi più rappresentativi e seminali (hanno inventato l'hard rock!).

Però per una volta potreste invece partire da un disco minore, di quelli che non hanno nessuna pretesa e voglia di fare storia, di insegnare alcunchè ma che racchiudono semplicemente piccoli grandi canzoni da custodire gelosamente come un segreto.

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Riassunto del Bot

La recensione mette in luce 'Houses Of The Holy' come un disco spesso considerato minore, ma in realtà ricco di magia e importanti tracce oniriche. Pur riconoscendo che l'album non ha la stessa risonanza dei primi quattro lavori, l'autore invita a rivalutare pezzi come 'The Rain Song' e 'No Quarter'. La critica ufficiale può snobbarlo, ma il disco offre piccoli grandi capolavori influenti per l'evoluzione del rock.

Tracce testi video

01   The Song Remains the Same (05:30)

02   The Rain Song (07:39)

03   Over the Hills and Far Away (04:50)

Leggi il testo

05   Dancing Days (03:43)

06   D'yer Mak'er (04:22)

Led Zeppelin

I Led Zeppelin sono stati una rock band britannica formata nel 1968 da Jimmy Page, Robert Plant, John Paul Jones e John Bonham. Considerati pionieri dell'hard rock e dell’heavy metal, hanno rivoluzionato la scena musicale degli anni ‘70 con album epocali e performance live leggendarie.
109 Recensioni

Altre recensioni

Di  Antonino91

 "Houses of the holy non è nulla niente di tutto questo. È di più, ma molto di più, di più."

 "No Quarter può considerarsi 'di Jones', tanto che negli anni successivi Jones avrà un legame particolare con questa canzone."


Di  Miki Page

 Questo album sarà qualcosa di realmente nuovo.

 'No Quarter' conferisce tensione, drammaticità, mistero e intensità avvolgendolo in una nebbia inquietante.


Di  claudio carpentieri

 Page/Plant/Jones e Bonham avevano imparato a volare molto in alto, come solo uno Starship...poteva fare!

 No Quarter è un brano di sette minuti di immenso piacere uditivo, con un sound cristallino e un testo dall'indole mitologica.


Di  Rax

 Il delirio di onnipotenza e la voglia di novità hanno come risultato il funky di quart’ordine di "The Crunge" e il reggae scipito di "D’yer Maker".

 "No Quarter", incantevole capolavoro di blues psichedelico, potrebbe durare anche 20 minuti senza annoiare.