Copertina di Liars Never Looked Back
caesar666

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Per appassionati di garage rock, revival psichedelico, musica italiana anni ’80 e fan di sonorità vintage e rock energico
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LA RECENSIONE

Ritornano i The Liars, una delle pietre d’angolo della mitica scena pisana del revival psichedelico che, anche in Italia, ha avuto il suo “zeitgeist” a metà degli anni ’80. Sotto la torre all’epoca ci fu – ma, come vediamo, qualcosa di quella stagione continua a dare i suoi frutti – grande fermento. Tutto ebbe origine grazie agli Useless Boys, autori di Dream’S Dust factory, un demo spaziale di garage-punk che, col tempo, è diventato ricercato e leggendario. Degli Useless Boyss, oltre a Maurizio Curadi (Birdmen Of Alkatraz, Steeplejack) e Daniele Caputo (Birdmen Of Alkatraz, Standarte, London Underground e anche The Liars) faceva parte il bassista e cantante Alessandro Ansani poi appunto fondatore dei Liars con il chitarrista Pier Paolo Morini. Il loro disco migliore è sicuramente Mindscrewer del 1988, caratterizzato da sonorità neopsichedeliche. Ora esce l’atteso ritorno intitolato Never Looked Back: in realtà, a dispetto del titolo, si tratta di un lavoro che continua a guardare al passato e, in particolare, agli anni ’60. Oltre ai citati Ansani e Morini troviamo lo storico batterista Andrea “Vipera” Salani. Devo dire subito che ci troviamo di fronte ad un disco convincente: il tempo non ha scalfito l’attititudine e l’ispirazione dei Liars: lungo le 8 tracce di Never Looked Back possiamo fare un vero e proprio viaggio a ritroso nel tempo per planare in una dimensione parallela fatta di suoni e colori. L’ iniziale e potente “What Have You Learned?” ci fa entrare subito nell’atmosfera “vintage” del disco con le sue melodie decise e le chitarre ruvide. Il suono è molto energico e assomiglia a quanto il gruppo propone nelle sue esibizioni dal vivo ovvero un solido e trascinante garage e rock’n’roll. Si è forse un po’ persa la psichedelia di un piccolo capolavoro come Mindscrewer ma la musica è trascinante e ha il giusto feeling: è impossibile rimanere indifferenti a brani come l’energica “Dark Skin”, la bella ballata tipicamente ’60 “Like A Whistle”, la poderosa “Judge Your Way” – con le incisive e sporche sonorità della chitarra in grande evidenza - o la conclusiva e suadente “Absolutely Scared”. Ultimamente c’è stato un ritorno di questi gruppi del revival garage-psichedelico che, all’epoca, ho ascoltato e collezionato con devozione. I No Strange e i Sick Rose sono sempre in pista così come gli Steeplejack e gli Strange Flowers: vuol dire che si trattava di artisti di spessore che suonavano per passione e non di semplici meteore salite sul carro per semplice moda e imitazione. Complimenti ad Area Pirata per aver creduto ancora in questo grande gruppo. Disponibile su Bandcamp: https://areapiratarec.bandcamp.com/album/never-looked-back.

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Riassunto del Bot

I Liars, storica band della scena psichedelica pisana anni ’80, tornano con Never Looked Back, un album che omaggia gli anni ’60 con un sound garage-rock energico e coinvolgente. Pur perdendo un po’ della psichedelia d’antan, il disco mantiene un’ottima ispirazione e attitudine, trasportando l’ascoltatore in un affascinante viaggio vintage. Il lavoro è supportato dalla storica etichetta Area Pirata e conferma la passione e la qualità della band.

Liars

Liars sono un gruppo statunitense formatosi a New York nel 2000, fondato da Angus Andrew con Aaron Hemphill e Julian Gross. Hanno attraversato dance‑punk, ritualismi no wave e svolte elettroniche, firmando album di culto come They Were Wrong, So We Drowned, Drum's Not Dead, Sisterworld e WIXIW. Oggi il progetto è guidato da Angus Andrew.
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