Lodovico Ellena
Storia della musica psichedelica italiana

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Lodovico Ellena è un personaggio leggendario della musica psichedelica italiana. Con gli Effervescent Elephants ha scritto pagine immortali di psichedelia italiana. Ma, al di là della sua avventura con gli Elefanti, ci troviamo di fronte ad una personalità forte: Ellena è colto e ha alle spalle una solida cultura storica. In passato ha avuto dei problemi per via delle sue idee politiche controverse ma, nel recente libro No Strange e sogni correlati ha spiegato, con grande chiarezza, la sua posizione sull’argomento. E’ anche un grande esperto in materia di “psichedelia” tricolore così, nel 1998, decise di scrivere una sua personale storia sull’argomento. Il libro si chiama “Storia della musica psichedelica italiana”.

Il volume, di godibilissima e divertente lettura, è diviso per periodi storici. Si parte con gli anni ’60 dove si parla tutti i gruppi che, in qualche modo, si possono più o meno definire psichedelici. Ovviamente vengono citati doverosamente Le Stelle di Mario Schifano: il loro “Dedicato a...”, pubblicato nel 1967, suona come un autentico miracolo nel panorama musicale italiano dell’epoca caratterizzato dal beat e risulta essere anni luce avanti. Notevoli anche Chetro Co., I Templari, Gli Astrali con il loro mitico “Viaggio allucinogeno” e Rumi. Altri nomi hanno invece giusto una spruzzata innocua di qualche elemento psichedelico.

Con gli anni ’70 il discorso si sposta sul versante progressive. Alcune scelte mi sembrano un po’ forzate: si ritrovano nel calderone del genere gruppi come Pholas Dactylus, Jacula, Antonius Rex, Opus Avantra, Saint Tropez, Sain Just, Aktuala, Living Music e N.A.D.M.A., tutti nomi più orientati verso il prog e l’avanguardia secondo me. Grande spazio viene giustamente concesso ad Alan Sorrenti e al compianto Claudio Rocchi con cui poi lo stesso Ellena collaborerà. Si citano anche Le Orme, all’inizio della carriera psichedelicamente orientate come i New Trolls e il mitico primo album del Balletto di Bronzo “Sirio 222”. Non poteva poi mancare il primo Battiato di “Fetus” e “Pollution”. Ma viene citato anche per il Lucio Battisti di “Umanamente uomo: il sogno”.

Quando si arriva agli ’80 Ellena gioca in casa: si parla così degli Effervescent Elephants e di tutti i loro progetti collaterali. Considera i primi Birdmen Of Alkatraz il miglior gruppo in assoluto e consiglia di partire da loro per farsi un’idea del fenomeno del revival neo ‘60. Daniele Caputo e Maurizio Curadi vengono definiti due grandia artisti ma anche due testoni. I No Strange sono definiti imprescindibili per chi voglia conoscere la psichedelia del nostro paese. Negli anni ’90 il movimento si smorza ma non mancano le segnalazioni di rilievo come, in particolare, quella dei grandi Kryptasthesie di Dario Antonetti, provenienti da Lecco. Il oor “Shaken At The Sun” a suo modo ha fatto storia.

“Storia dela musica psichedelica italiana” è un testo essenziale e un regalo alla Cultura. Cercatelo, fatelo vostro e vi farete più cultura che in tanti anni di scuola. Il volume e' stato pubblicato dalla Mellow Records del leggendrio collezionista Mauro Moroni.

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Commenti (Sette)

caesar666
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caesar666
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Pinhead
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tia
tia
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Bene se ci sono i kriptestasie il libro vale!
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IlConte
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Salterei i settanta, troppa "progressione altolocata" per me. Questo Ellena deve essere un gran bel personaggio (il suo amore per Barret mi ha "centrato" in pieno) @[Pinhead] (5)
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Pinhead: Ma ancora stai a citarmi??? Se ne parla domani, 'notte :-)
IlConte: Ahahahahahah!
Almotasim
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Rendi felicemente
l'idea di bel catalogo caleidoscopico.
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caesar666
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