Loy & Altomare
Chiaro

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Un duo quasi dimenticato, ma che è assolutamente doveroso riscoprire e rivalutare.

L'anno è il 1974, il titolo è "Chiaro" ed è il secondo di tre album di Loy & Altomare. I protagonisti sono Massimo Altomare, veronese e Francesco (Checco) Loy, romano d'adozione, (figlio del regista Nanni Loy), si conoscono poco più che adolescenti dalle parti di Portobello Road, in un freddo inverno londinese sulla fine dei '60, ritornati in patria di li a poco costituiranno il duo. L'anno precedente l'album d'esordio "Portobello" era stata una bella sorpresa, che già conteneva tutte le principali caratteristiche musicali sviluppate poi nei due lavori successivi.

Il suono è fresco, gli arrangiamenti e gli strumenti dosati con gusto e raffinatezza, con la prevalenza delle chitarre e altri strumenti acustici, che rendono più confidenziale e diretta questa sorta di country all'italiana, carica di spunti felici, di momenti strumentali che lasciano il giusto spazio alle parole, con l'alternanza delle due belle voci che disegnano melodie orecchiabili senza mai essere banali e un clima amichevole e sereno che invoglia il raccontare ed il raccontarsi. E' la parte buona, luminosa e ancora carica di speranze (e utopie) dei '70, di li a poco la tragedia degli anni di piombo spaccò in due i sogni, cancellò ogni speranza di cambiare e cercare alternative.

Loy & Altomare senza dubbio influenzati musicalmente da artisti d'oltreoceano come Simon and Garfunkel o Loggins & Messina, rivedono e correggono intelligentemente i colori e le melodie al gusto europeo e soprattutto italiano dell'epoca. Attorno a loro un piccolo ma affiatato gruppo di collaboratori e ospiti musicali fra cui si può ricordare in questo album nientemeno che Stephen Grossman alle chitarre, Fabio Liberatori alle tastiere e Donatella Bardi, quest'ultima compianta amica e corista dei milanesi Claudio Rocchi, Alberto Camerini ed Eugenio Finardi.

Tra i vari brani degni di nota si possono citare "A Zio Remo" con una complessa costruzione tra Pedal steel, Hammond, sintetizzatore, intrecci di chitarre acustiche e voci, la dolce "Sogni" sui pensieri e le riflessioni future di una adolescente, "Porte Chiuse" si apre con un tema di sax per poi fare spazio a un bellissimo intreccio di chitarre acustiche che accompagnano la strofa e un interessante scambio di voci di Loy & Altomare con le due coriste. Subito dopo forse il brano più conosciuto del duo "Quattro Giorni Insieme" uscito all'epoca in una versione un po' diversa su 45 giri, una sorta di carezzevole rimembranza di un amore tanto intenso quanto fugace, strumentalmente giocato su un bel tappeto di 12 corde con una melodia vocale che penetra al primo ascolto, una canzone strofica cioè priva del ritornello, con al centro un bel vocalizzo di Donatella Bardi. Armonica e violino di sapore country americano aprono "Torre d'Ombra", per arrivare inaspettatamente alla burlesca e sarcastica "M'Ha Rimbambito".

Cercatelo, è stato ristampato in Cd, è un album che non vi scorderete presto.

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Commenti (Tredici)

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interessante...
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iside
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credo che a riascoltarli oggi non siaproponibile, il sound risulterebbe troppo datato. hanno avuto il loro quarto d'ora di popolarità negli anni '70 e poi l'oblio
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Umberto Signifredi
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Iside mi spiace contraddirti, ma l'album in questione ha un sound ancora molto fresco rispetto ad molti altri lavori degli stessi anni, sei sicuro di conoscerlo?
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iside
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esprimevo una mia opinione, di loro ho vaghi ricordi..........solo i maggiori successi...........
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azzo
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Bella riscoperta per un gruppo sottovalutato. Forse ha un po' ragione Isid, non sono invecchiati benissimo. Io, ed i miei amici anziani, è più facile che ci suoniamo le loro canzoni con la chitarra che riascoltarli, in effetti. E' capitato anche quest'estate. Se non li è si mai ascoltati, si conceda loro qualche oretta. Hanno scritto una manciata di ballate veramente incantevoli.
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azzo
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Sorry l'italiacane, dita non più abituate al pc: "Se non li si ha mai etc..."
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lilu
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Gentili Amici e Redattori di Debaser,
lieta di stringere la mano, anche se solo virtualmente, ad ognuno di Voi; sono Lidia Menorello, direttore della rivista on-line L'Avocetta - www.lavocetta.it -, che fa capo all'omonima Associazione Culturale di Venezia.
Seguo, da qualche mese, con piacere e interesse le Vostre Recensioni, rimanendo, a volte, stupita per l’attenzione, l’impegno e, spesso, la professionalità con le quali stilate i Vostri articoli.
Complimenti: 5 a TUTTI.
A segnalarmi il Vostro Sito è stato Giovanni Natoli (il Vostro happy pippo) che, da quest’anno, è entrato a far parte della nostra Redazione, curando la rubrica Retrospettiva nella sezione “Cinema”.
La presente, oltre a complimentarmi con Voi e ringraziare Giovanni per averVi segnalato alla Redazione, anche per invitarVi a leggere il nostro Giornale, auspicando di offrirVi la stessa piacevole lettura che le Vostre Recensioni regalano a noi.
Spero di farVi “cosa gradita”, soprattutto perché questo mese L’Avocetta, oltre ad avvalersi di una “diretta” dalla Mostra del Cinema di Venezia, curata dai nostri “Inviati Speciali”: Giovanni Natoli e Nicola Da Lio, propone una interessante intervista a Marco Giusti di Giovanni Natoli.
Imperdibile!!!!
E ora Vi lascio (ma solo per un po’), ringraziandoVi per l’attenzione e rinnovando, a nome di tutta la nostra Redazione, i Complimenti.


Lidia Menorello
Associazione Culturale L’Avocetta
"L'Avocetta": Rivista Mensile online- www.lavocetta.it
E-mail: redazione@lavocetta.it

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Flinstone
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Bella rece la proposta mette voglia di approfondire. Infatti loro proprio non me li ricordo. A rileggerti:-)
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Flinstone
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Umberto Signifredi
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Grazie Flinstone! Se avrai modo di ascoltare l'album, mi darai un tuo parere.
Ciao
Umberto
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Gurj
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Le atmosfere dei loro dischi sono immutate; ancora oggi, quando mi si presentano ragazzi che riconosco vicino per "ambiente" ai dischi di Loy e Altomare, consiglio di andare ad ascoltare i vari Portobello, Chiaro e Lago di Vico. Complimenti per la recensione.
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ArnoldLayne
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Molto interessante
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barleycorn
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ma sto paragone puerile a loggins & messina da dove lo tiri fuori?
vabbè il disco è bello e merita l'ascolto, nonostante le idiozie tirate a casaccio da questo tizio che fa l'esperto..
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