Lucio Battisti
Il Nostro Caro Angelo

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Voto:

1973. Dopo "Il Mio Canto Libero" fa luce nei negozi di dischi il settimo disco della sua carriera, "Il Nostro Caro Angelo", preannunciato dal singolo omonimo.

n disco che segna una svolta nella carriera del cantante di Poggio Bustone che inizia a rivoluzionare i canoni della musica italiana attraverso l’uso di nuovi schemi musicali come si può vedere già ne La Collina Dei Ciliegi, brano che apre l’album e già facente parte del lato B del singolo, non presenta un vero e proprio ritornello ma ripetute pause e cambi di ritmo con l’aiuto di voci femminili che si ripercorrono qua e là in tutto il disco, come per esempio in Ma E' Un Canto Brasilero, brano che parte con un intro parlato che termina in una specie di ritmo rock in cui l’artista prende in giro il mondo della pubblicità.

In La Canzone Della Terra l’ascoltatore viene trasportato in luoghi rurali attraverso l’uso delle percussioni e delle parole di un contadino. E' Il brano più sperimentale del disco, che precede "Il Nostro Caro Angelo, capolavoro assoluto della carriera di Battisti con un testo ermetico e oscuro. Il messaggio della canzone è combattere le convenzioni e seguire le aspirazioni per non cadere nella "fossa dei leoni".

Provocatoria è anche Le Allettanti Promesse, che si scaglia contro il conformismo delle piccole città di provincia, e da segnalare Questo Inferno Rosa, brano intenso ed elaborato che chiude un album sofisticato, rivoluzionario ed incompreso dalla critica dell’epoca.

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Commenti (VentiQuattro)

MetallAro
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Grande Lucio, la semplicità e l'efficacia dei suoi 4accordi!
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sylvian1982
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Non è molto tempo che ho ricomprato in cd questo disco e devo dire che il passo indietro rispetto a Il Mio Canto Libero è evidente. Si può parlare di disco incompreso, rivoluzionario, sofisticato o quant'altro ma l'impressione è che la prima fase dell'era Battistiana sia arrivata alla fine con questo disco di modesta levatura. Infatti, essendo un mezzo genio, questo lo capisce e nel successivo Anima Latina cambia rotta e sforna un mezzo capolavoro. Comunque da avere.
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puntiniCAZpuntini
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wow, i Village People.
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Eneathedevil
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Il problema di questo disco è la ridotta presenza di musicisti rispetto alla norma, e rispetto soprattutto al precedente "Il Mio Canto Libero"; niente più archi, chitarre ridotte all' osso, capolavori che aspirnao a diventare capolavori senza riuscirci: è comunque un disco di elevata qualità, perchè battistiano, e da tale presenta pezzi di gran livello come la title-track, "La Collina dei Ciliegi", "Io gli ho detto no", e, bravo Clash a citarlo, "Questo Inferno Rosa", che parla della volgare borghesizzazione di una donna libera e spensierata oggetto dell' ammirazione di Mogol.
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valeriozappa
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interessante come in "questo inferno rosa" c'è quella curiosa citazione della chitarra che introduce "venus" dei "schocking blue". mi piacciono queste solleticazioni musicali! questo inferno rosa lo paragonerei a "the soft parade" dei doors in quanto a complessità musicale.
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valeriozappa
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non so se ci avete fatto caso, ma in alcune edizioni di questo disco nella versione cd, sul retro copertina la canzone "prendi fra le mani la testa" è titolata con "prendi fra le mani la terra". all'interno, nel cd, è scritta giusta. io posseggo questa versione "errata" che non è quella cartonata, ma classica con la custodia in plastica. magari è molto diffusa e ce l'avete tutti, cmq era una curiosità che vi volevo dire! :)
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Anonimo
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o picciò che ne dite di commentare e di dire la vostra sulla spelindida copertina?
che significa?

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Anonimo
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al ritorno dalla campagna....

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Eneathedevil
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Ohu, cumpà, pare che la copertina sia stata realizzata da Battisti e Mogol, i quali chiesero ad alcuni frequentatori di un non ben precisato bar della provincia di Como di posare per essa; le tesi sostenute correntemente sono: 1)Il richiamo alla copertina di "Amore e non Amore", ove si vedevano come temi principali natura e nudità, con riferimento alla serenità delle due tematiche; 2) Il tentativo, più o meno legato ad "Amore e non Amore", di scandalizzare; 3)La volontà da parte di Battisti di evidenziare, attraverso un' immagine kitsch, diversa da quella nitida dell' album del '70, come l' immagine della natura possa essere messa in discussione attraverso una cultura dell' immagine volgarizzata e subliminale rappresentata dagli ornamenti artefatti dei soggetti. Secondo me le due ultime tesi sono da combinare: tentativo di scandalizzare e denuncia dello svilimento della natura. D' altronde testi come "La Canzone della Terra", "...E' Un Canto Brasileiro" non fanno che parlare di natura e contrasto con la cultura della pubblicizzazione.
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José de Buenos Aires: Non fa una piega...
sylvian1982
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Volevo dire a Valerio Zappa che sono andato a vedere nel mio CD il titolo della canzone errata ed effettivamente c'e' scritto "Prendi fra le mani la terra". Non lo avevo mai notato. E' una curiosità ma è raro trovare un titolo errato in un disco.
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valeriozappa
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ciao sylvian,
anche a te allora, eh? pero' invece nella versione cartonata il titolo è esatto, che strano! chissà se in tutte le versioni a copertina rigida classica è errato oppure no... ciao!
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Eneathedevil
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Ho la versione cartonata,l'errore non c'è! Salùt
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Anonimo
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Credo Che Battisti debba essere ricordato come il massimo cantautore che il panorama Italiano abbia espresso, avanti musicalmente anni luci dalla stuola di "cantautori" pseudo-politici-megapallosi del piffero proliferati in quegli anni (sic). L'abilità e la competenza con le quali dà vita alle parole di Mogol sono impressionanti (basta ascoltare la title-track, raro esempio di equilibrio, gusto e musicalità). Questo disco per me è importante a livello personale (il 45 "la collina dei ciliegi-il nostro caro angelo" fu il primo disco in assoluto che acquistai, nel 1973, cominciava allora il mio escursus personale nel mondo della musica moderna e non). GRANDE DISCO.
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Anonimo
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la facciata a è splendida, e il minor valore (sempre battisti è cmq e a mogol funzionava ancora la testa nel 1973) del lato b e riscattato dalla chiusura...
ottimi i suoni.. a ma è un canto brasileiro (la mia preferita, di un poker stratosferico) manca solo un altro minuto in coda... ci avrei sempre visto bene un solo di chitarra deviato o alla primi radiohead (che battisti intuisce ma non sviluppa, ci credo, siamo 22 anni prima... lo intuisce, un genio appunto)... io adoro questo musicista... fino al 1994 compreso, checché ne dissero i puzzoni che lo celebrarono in tv (quando morì) ricordando che dopo l'ottanta era caduto in crisi compositiva (dove????)
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the clash
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stasera c'è uno speciale su lucio su rai 2
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Anonimo
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'''wow, i Village People.'''...Ah ah ah questa poi...

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Anonimo
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E' difficile dire che un lavoro di Battisti possa essere inferiore ad un'altro.
Lucio non era il tipo da prendere alla leggera il suo lavoro,come certi,(ai suoi tempi,
ed anche a questi),che facevano un LP in tre giorni...
E' impensabile anche dire che Il nostro caro angelo è inferiore
a il Mio canto libero.
Sono due cose molto differenti.
Se nella sua perfezione Il Mio canto libero,era ridondante,ipertrofico,qui invece
la perfezione è in un disco scarno,ma non per questo meno intenso.
La collina dei ciliegi...io la metterei alla pari dei grandi simboli,degli archetipi
di Battisti: Pensieri e Parole,I giardini di Marzo,Il mio canto libero, Io vorrei etc.
Cos'ha di inferiore?
E' meno ricca stumentalmente?
Allora?
A me francamente il Battisti con l'Orchestra da ''101 elementi'' dietro a volte
mi dava fastidio,lasciamola ai Pooh di Parsifal (comunque bellissimi).
La collina dei ciliegi mi ricorda i miei sedici anni,nel 1984.
Non il 73...
Ero per lavoro a Perugia,ad Ottobre,ricordo le splendide giornate autunnali a
Pian di Massiano,con questa canzone che mi dava un senso di straordinaria
radiosita',freschezza.
E che dire delle Allettanti promesse,meglio vitelli e conigli
ad una vita meschina ,proprio un contestatore...
Ma io gli ho detto no e Prendi fra le mani la testa sono due canzoni 'minori',
certo non roboanti come molte di lui,ma soffuse,quasi dei sottofondi per dei clubs
notturni...
Questo inferno rosa è una canzone troppo bella,l'inizio strumentale
non so' perche' mi da' dell'inquietante,di grande sofferenza.
E' un capolavoro davvero misconosciuto,una di quelle canzoni che mai sento
nominare nei revival battistiani.
Forse meglio cosi'.
Certe zone della mia citta',d'inverno,all'imbrunire,col cielo coperto,
zone buie,tetre,(ma per questo poetiche),il lontano ricordo di un'autoradio
anni 70 (semplici riproduttori di cassette...),di alberi verde cupo,e dall'
autoradio,Il nostro caro angelo.
Avevo 5 anni,ma poi per sempre questa canzone gia' bella e strana per i cavoli
suoi,sarà sempre la canzone dei climi freddi,piovosi,delle zone vecchie
della città,tetre,buie,dalle atmosfere ombrose...



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fabio boschetti
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Personalmente lo considero un grande concept-album; come ahimé non se ne fanno più. Lucio è bravissimo anche alle chitarre e la batteria svolge un lavoro molto interessante.Il bassista è superlativo. Ciò che mi colpisce è l'estrema attualità dei temi e dei testi. Musicalmente ritengo "Questo inferno rosa" un semicapolavoro. fmb
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analoguesound
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Io l'ho preso da pochi giorni e devo dire di non averlo ancora ascoltato molto bene. Trovo superfluo affermare, come hanno fatto gli altri, che il lato A è nettamente superiore al lato B, come è giusto che sia in certe opere easy listening degli anni settanta. Ah, quando la musica la sentivi in vinile, così come per il 45 giri se ti volevi sentire la canzone ammiraglia mettevi il lato A e il retro era pot pourri, per così dire ahahah.. Furbescamente i nostri Lucio e Giulio decisero di mettere sul singolo dell'album due delle somme perle del disco: "la collina dei ciliegi" e "il nostro caro angelo", brano che, come già detto tante volte, va interpretato come un messaggio contro la Chiesa cattolica. Ora passiamo ai musicisti: oltre al buon Lucio impegnato al piano elettrico e alle chitarre ci sono l'ottimo Giampiero Reverberi all'eminent (archi elettronici), piano elettrico e sintetizzatore. La sezione ritmica richiede una menzione particolare: Gianni Dall'Aglio, batterista, e Bob Callero, bassista. Si tratta di due dei musicisti che di lì a poco entreranno in una formazione straordinaria del progressivo italiano, il Volo (una sorta di supergruppo nel quale militano anche tutti gli altri sessionman di battisti, ovvero sia Alberto Radius, Gabriele Lorenzi, Mario Lavezzi e Vince Tempera, con l'onnipresente Mogol autore di tutti i testi). Di evidente indole jazzistica, i due sono musicisti più che interessanti e superlativi. Sono uperlativi assoluti. "Il Nostro Caro Angelo" può vantare un'assetto da urlo, ragazzi, altro che carenza di musicisti. Inoltre, le tematiche trattate nel disco, a partire dalla copertina, componente fondamentale di un disco (o per lo meno negli anni settanta era così, oggigiorno.. stendiamo un velo pietoso che è meglio, ah, gli anni settanta) fino ad arrivare ai testi, si fanno più aggressivi, diventano anticonformisti, contestatori. Battisti fa il verso ad una società corrotta, decadente ed iperconsumistica, lodando con nostalgia ciò che al contempo umilia ed onora l'uomo, ciò che dal proprio ventre lo ha generato e nel quale è destinato a tornare: la terra. Ascoltandone i testi mi ha fatto sorridere ancora una volta il pensiero di tutta quella gente convinta che Battisti e Mogol fossero simpatizzanti di destra.. o addirittura militanti. Che ingenuità!
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pippocalippo
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Finalmente qualcuno che ci faccia godere anche con un po' di analisi musicale (analoguesound).
Du' cojoni, leggere solo 'Sublime, fantastico, memorabile'...
che bello invece leggere 'Lucio al piano elettrico', 'Reverberi al Piano Fender' (che bello il piano Fender!) etc etc.
Certo il massimo sarebbe qualcuno che ci fà l'analisi anche delle partiture 'questa canzone è scritta in Pentatonico, quell'altra si usano i sette ottavi etc etc.
DeBaser allora spiccherebbe il volo, anzi IL Volo, per restare in tema...

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Anonimo
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Le cattedrali che oscurano le vedo tutti i giorni...
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GustavoTanz
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Uno dei migliori dischi Battistiani. "Questo Inferno Rosa" quasi commovente.
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rafssru
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Complessivamente meno valido rispetto sia a "Il mio canto libero" che ad "Anima Latina", disco di transizione con ottime gemme quali "La collina dei ciliegi" e la meno conosciuta "Le allettanti promesse" per me migliore anche della title-track.
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Pseudodionigi
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Buona la recensione. La copertina: Battisti come Il Merisi che dipingeva la vergine maria servendosi di modelle " del popolo" ( sarà davvero così? Per Il Merisi e per Il Battisti-a?)
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Ocio che non hai mica acceduto al DeBasio!

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