Lucio Battisti
L'apparenza

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Voto:

L'apparenza si presenta come il proseguimento ideale delle idee musicali abbozzate in "E già" e poi sviluppate in "Don Giovanni"; l'insieme è più compatto e omogeneo, a formare un'opera sicuramente più sorda e impermeabile rispetto alle precedenti.

La presenza di strumenti elettronici accanto ad elementi orchestrali appare più matura, grazie all'eccellente lavoro di produzione di Robyn Smith che riesce a impreziosire il tessuto sonoro dei brani con dettagli quasi subliminali, e in particolare, a dare alle elaborazioni ritmiche riverberi e raffinatezze acustiche apprezzabili soprattutto dopo numerosi ascolti.
La struttura dei brani, imprevedibile e ormai lontanissima dal formato canzone tradizionale, asseconda spunti melodici spesso sfuggenti e sembra rivelare una significativa inversione del processo compositivo, che stavolta presenta il testo di Pasquale Panella come la base su cui successivamente si è costruita la "colonna sonora".
Sono scomparse la fiammeggiante ironia e le strizzatine d'occhio all'ascoltatore di "Don Giovanni"; la musica, rarefatta e quasi eterea sembra uno scudo impenetrabile ai primi ascolti mentre la fluida materia poetica di Pasquale Panella illustra con testi sempre più inafferrabili intricate immagini che sembrano concepite in uno stato di dormiveglia.

E' inutile cercare un significato nascosto "sotto" la parola perché questo è già presente sulla sua superficie; l'apparenza della parola, nella sua ambiguità è già carica di tutti i sensi possibili e questi si sveleranno all'ascoltatore di volta in volta diversi, secondo la sua predisposizione all'ascolto, all'associazione di idee, alla connessione di corrispondenze sempre rinnovabili e intercambiabili.
Una parola che si fa ambiguità, che convoglia una molteplicità di significati compresi anche quelli evocati dalla pura musicalità del testo, rifiutando qualsiasi spiegazione ulteriore, qualsiasi traduzione, qualsiasi riduzione; coerentemente con questa oscura poetica, nelle confezioni i testi sono assenti e le copertine dell'edizione cd e cassetta contengono solo una parte del disegno (una credenza...).

"Tutto è linguistico e quindi tutto parla"; finalmente parole e musica possono liberarsi dell'oscenità di dover essere necessariamente (e bassamente) univoche e chiare, di dover esercitare la malafede della comunicazione.

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Commenti (TrentaNove)

bogusman
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Ho dimenticato il voto, e quasi quasi è meglio così.
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Eneathedevil
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Ciao, mio caro, è venuto il tempo di ribattere. Innanzitutto esigo tua valutazione su tale disco, dato che mi fa piacere se taci sul voto, ma non puoi certo esimerti dal dirmi se questo lavoro lo valuti come tra i migliori, tra i più riusciti, bla bla bla. Ok che è compatto e omogeneo (d'altronde, guarda caso l'avevo soprattutto detto io, quindi certo che è così :D), ma non capisco quanto ci sia di negativo in un' accezione come "sordo" o "impermeabile"... spiega. Per quanto mi riguarda è certamente meno impenetrabile di "Don Giovanni" (ancora cerco di capire che cacchio è Madre Pennuta), e come detto la già citata linearità è un indice di bontà per il sottoscritto. Per il resto, ti stronco un po' la recensione, perchè sei pigro e indolente, e non puoi certamente fare il Pilato dicendo "E vabbè, tutti capiscono quello che vogliono di ascolto in ascolto", perchè no, non ci sto, sarà pur vero, ma uno legge sta recensione e non capisce quello che sta dentro un disco del genere sul quale va spesa qualche parolina in più, tanto più che come detto sembra essere un po' meno sibillino di Don Giovanni. Quindi ti aspetto al varco, pronto a farti considerare che starà pure bene il fatto che la parola è apparente, ma non è solo quella ad essere tale, ma anche le circostanze, i nomi, gli affetti, l' esistente, e credo che Panella ciò lo faccia cogliere. E il capolavoro è "Per Altri Motivi", forse dell' intera produzione B-P. Ah come sono vivace come uno che tace
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Eneathedevil
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Ops, non mi ero autenticato...
Ciao, mio caro, è venuto il tempo di ribattere. Innanzitutto esigo tua valutazione su tale disco, dato che mi fa piacere se taci sul voto, ma non puoi certo esimerti dal dirmi se questo lavoro lo valuti come tra i migliori, tra i più riusciti, bla bla bla. Ok che è compatto e omogeneo (d'altronde, guarda caso l'avevo soprattutto detto io, quindi certo che è così :D), ma non capisco quanto ci sia di negativo in un' accezione come "sordo" o "impermeabile"... spiega. Per quanto mi riguarda è certamente meno impenetrabile di "Don Giovanni" (ancora cerco di capire che cacchio è Madre Pennuta), e come detto la già citata linearità è un indice di bontà per il sottoscritto. Per il resto, ti stronco un po' la recensione, perchè sei pigro e indolente, e non puoi certamente fare il Pilato dicendo "E vabbè, tutti capiscono quello che vogliono di ascolto in ascolto", perchè no, non ci sto, sarà pur vero, ma uno legge sta recensione e non capisce quello che sta dentro un disco del genere sul quale va spesa qualche parolina in più, tanto più che come detto sembra essere un po' meno sibillino di Don Giovanni. Quindi ti aspetto al varco, pronto a farti considerare che starà pure bene il fatto che la parola è apparente, ma non è solo quella ad essere tale, ma anche le circostanze, i nomi, gli affetti, l' esistente, e credo che Panella ciò lo faccia cogliere. E il capolavoro è "Per Altri Motivi", forse dell' intera produzione B-P. Ah come sono vivace come uno che tace
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bogusman
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All'inizio mi sembrava un po' troppo stingata anche a me 'sta recensione, ma poi mi sono convinto che era abbastanza in linea con la matteria trattata. Mi sembra svilente nei confronti di un'opera così asettica e fredda darle un "voto", e del resto mi sembrava abbastanza chiaro che dietro la mia pur stringata analisi c'era stato un deciso apprezzamento. Sulle tue affermazioni riguardo la sibillinità di Dg rispetto a questo ribatto dicendo che è una tua opinione personale, perchè è un dato di fatto che l'apparenza si offra al pubblico in modo più "chiuso" rispetto al precedente (assenza di testi, copertina bianca, musica molto più asettica ed "astratta"). Quello che fraintendi tu (o forse non sono stato chiaro io, ma lo avevo messo in conto :-)) è che questa opacità sia secondo me un demerito. Non lo è assolutamente, anzi; credo che questo disco viva di una sua algida perfezione, e che si presti all'ascolto in modo meno accattivante rispetto a DG.
Dici che faccio il Pilato? Non mi sembrava giusto scendere nei dettagli, illustrare le immagini, "descrivere" i contenuti; ho preferito mantenere una certa distanza cercando di cogliere il progetto che sta dietro questo lavoro, e tutto sommato , penso di esserci riuscito.
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bogusman
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Poi, (e ora si va sul personale) mi sembra strano come tu trovi così sibillina Madre Pennuta... A me quella canzone, forse più di altre, "parla": le immagini scorrono chiare e precise e focalizzo ogni particolare di quella (non)storia. Certo se dalla comprensione chiedi un possesso a 360°, un appagamento completo e rassicurante non credo che MP ti possa dare questo. Non so come spiegarti, è abbastanza irrazionale, ma quando l'ascolto, "ce l'ho davanti".
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bogusman
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Tornando all'apparenza non mi sembrava giusto dire "sentite com'è bello questo disco", perchè non era assolutamente nelle intenzioni degli autori proporre qualcosa di minimamente accattivante o facile! Mi è sembrato più giusto limitarmi a dare delle indicazioni sulla direzione stilistica, sul tipo di registro scelto (basando fra l'altro le mie affermazioni su dichiarazioni dello stesso Panella)
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Eneathedevil
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Sè, non fare il paraculo :) "Mi sembrava svilente dare un voto", e poco prima dici che te lo sei scordato! ma su... dunque, procediamo per ordine, perchè c'è un casino di cose da dire...
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Eneathedevil
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1) Sì, avevo colto che non c'era complessivamente un giudizio negativo, o meglio ero rimasto sul vago chiedendo proprio chiarimenti su termini come "sordo" etc, ritenendo che altrove avrebbero un' accezione negativa a differenza di quanto si possa rilevare in questa recensione. Non hai torto a parlare del fatto che la recnsione è più o meno in linea con l' oggetto: è asettica e impenetrabile come "L' Apparenza" :) Scherzi a parte, ripeto che tutta sta impenetrabilità non la vedo proprio: da un punto di vista grafico e musicale, tutto è più freddo ed essenziale, ma poichè di impenetrabilità si può parlare anche a livello contenutistico, proprio riguardo quest' ultima direi che ci troviamo in una situazione più florida rispetto a DG: un titolo che significa qualcosa, una tematica dell' apparenza che si riscontra come costante nelle canzoni, scenari precisi, come quello teatrale, ben più precisi del laghetto coi gamberetti di Madre Pennuta... e altro ancora. Algida perfezione? Mah, è sempre il solito adorabile disco sgangherato made by P-B.
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Eneathedevil
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2) Mister Ponzio Pilato -pure:" Dici che faccio il Pilato? Non mi sembrava giusto scendere nei dettagli, illustrare le immagini, "descrivere" i contenuti; ho preferito mantenere una certa distanza cercando di cogliere il progetto che sta dietro questo lavoro" Non ti sembrava giusto? E per quale cagione? Poi figurati se cogliere il progetto di un disco simile è cosa meno ardua, tanto più che, perdonami, hai solo parlato di una questione linguistica più che contenutistica... "E penso di esserci riuscito"... alla faccia della modestia! :D
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Eneathedevil
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Ho capito, anch'io ho davanti Madre Pennuta, è una canzone da cogliere per immagini, come buona parte della produzione ultima di Lucio: con dischi del genere si procede per folgorazione, come se si trattasse della lettura di un testo pindarico, dove non si capiva un caz del complesso, ma si coglievano le splendide immagini che lo caratterizzavano. Certo, dopo aver visualizzato mentalmente MP quello che scorgo è una gran confusione, cmq...
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Eneathedevil
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Quello di prima il punto 3. Passiamo al 4
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Eneathedevil
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4) Disco, che come ho detto, affiora più a livello contenutistico di DG. Innanzitutto molto intime e schiette "L' Apparenza" e "Specchi Opposti": della prima mi piace ricordare, un po' come per il caso di MP, la splendida sequenza di immagini come i "salti di delfini tra marosi" o il minuzioso scarto di regalo della "ragazza", o ancora la "nazione" in cui "a quest' ora è notte piena o molto nuvoloso", etc etc... a questo riguardo come dimenticare l' "Oh dello stupore col quale incorniciamo il fragile leggero di quel che non diciamo"? di "Allontanando"? Ma potremmo stare ore ed ore a parlare, ma mi limiterò ad affrontare due pezzi chiave nello specifico... punti 5 e 6, per la tua gioia
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Eneathedevil
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5) A portata di mano. Dichiarazione di rottura da parte di Battisti con i normali canoni della canzone tradizionale. Si nota non solo nella completa assenza di ritornello e strofe, ma anche nella più globale assenza di un' impalcatura musicale, la presenza di tante melodie che si rincorrono senza voler mai far propendere una di esse: esempio di buona vena musicale, oltre che di grande intuito. Con "A portata di Mano" muore la canzone.
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Eneathedevil
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6) Per Altri motivi. Tra quelle più in sordina, è un capolavoro. Piena di trovate al limite del praticabile, spiega le fondamenta su cui si appoggia la tematica del titolo dell' album. "Ah, come siamo vivi, come tutto accade per tutt' altri motivi": e già, tutto accade senza che lo si voglia, senza avere mai la forza di scostare il velo dell' apparenza dalle cose intellegibili, forse con un riferimento all' evoluzione tanto aleatoria della produzione artistica di panella, o perchè no, dello stesso Lucio. Moltissime letture possibili che sarebbe ozioso tentare di interpretare. Anche in "Come sono Vivace come uno che tace" (Vedere Zucchero che riportò la frase, da buon plagiatore, in un suo famoso pezzo) la densità di un messaggio secondo cui l' apparenza tradisce ogni congettura. Prepara il campo in sordina a "Per Nome", che è il pezzo che tira, ma a ben vedere il vero pezzo da 90 è proprio questo: ci vorrebbero giorni soltanto per analizzare gli affetti che si indossano direttamente, le liste dei vini di sfoglie coi croccantini, i triangoli isosceli che non si conoscono... masterpis
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Eneathedevil
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7) Dimenticavo: "La struttura dei brani, imprevedibile e ormai lontanissima dal formato canzone tradizionale, asseconda spunti melodici spesso sfuggenti e sembra rivelare una significativa inversione del processo compositivo, che STAVOLTA presenta il testo di Pasquale Panella come la base su cui successivamente si è costruita la "colonna sonora". STAVOLTA rispetto a quando? Non certo rispetto a DG, perchè già nel precedente lavoro la prassi era quella del panella che scriveva prima del Battisti compositore... per adesso può bastare :)

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bogusman
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Una cosa per volta, come giustamente hai detto tu. Cominciamo dalla fine con una dichiarazione di Pasquale Panella a proposito della composizione dei brani; " Su Don Giovanni ho scritto i testi sulle melodie composte da Battisti, etc etc." Devo citarti anche le fonti?

per le altre risposte dovrai aspettare un po', caro Enea, sia perchè, come giustamente hai osservato tu sono pigro e indolente, sia perchè in questi giorni sono un po' occupato...
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Eneathedevil
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E vabbè, Bogus, scrivi una recensione con la quale sai di stuzzicarmi, poi guarda caso viene pubblicata il giorno dopo gli ultimi esami della mia sessione pre-estiva, quindi nel pieno pre-cazzeggiamento ad oltranza del sottoscritto, e vuoi che non te ne dica quattro? :) E poi mica puoi avere la scusante di esser pigro e indolente: la recensione l' hai scritta tu e ora ti sorbisci la qualunque :))
Riguardo Panella...Davvero? Caspio, io ho fonti che affermano il contrario, sin da DG, ma poichè non si tratta di parole riportate, nel mio caso, dallo stesso PP, devo arguire che sei di sicuro più attendibile. :) Ehm, ovviamente spero sia più attendibile, perchè, cazzarola, ho però l' impressione che Panella, schivo e orgoglioso del proprio lavoro, non si sia mai piegato alle esigenze musicali, d' altronde in uno stralcio di intervista dello stesso PP ricordo chiaramente che lui parlava del fatto che ogni canzone nasceva con la sua composizione scritta, finchè non veniva manipolata da Lucio in un adattamento alla musica che lui "si augurava non potesse accadere" (mentre ovviamente sappiamo che ciò sarebbe accaduto inevitabilmente)... comunque da approfondire
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bogusman
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Secondo me in DG è abbastanza chiaro uno schema musicale precedente alla stesura dei testi. Le canzoni di DG sono molto diversificate fra loro, e suggeriscono una sperimentazione musicale di Battisti , a cui successivamente si è sovrapposta la scrittura di PP....
"hai solo parlato di una questione linguistica più che contenutistica" : lo so, e l'ho fatto proprio perchè credo che l'aspetto linguistico sia un'importante chiave di lettura per capire questo lavoro, i cui contenuti (che tu comunque hai interpretato in modo personale, se non opinabile) sono una conseguenza di tale scelta.
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bogusman
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"scenari precisi, come quello teatrale, ben più precisi del laghetto coi gamberetti di Madre Pennuta" opinione del tutto tua che io non condivido minimamente. Sarà che io Mp la vedo costellata da certe citazioni cinematografiche... mi sembra abbastanza chiara dall'inizio, "col tir che si ritira" a notte fonda, il gamberetto/rosebud, la palla da souvenir, e il successivo tuffo nell'infanzia-prigionia con la figura della madre che impedisce al pulcino di alzarsi in volo etc etc
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odradek
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Una strana deriva, difficile pronunciarsi. Un senso di rigidità" dal quale con il tempo si sarebbe probabilmente liberato. Sarebbe stato interessante osservare quale strada, e con qule imprevedibile scarto, avrebbbe potuto imboccare il Battisti....Però alcune perle, disseminate qui e la, non mancano mai.
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Eneathedevil
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Sì, ci sta il discorso che dici tu sulla chiarezza dello schema musicale di DG, e la sua atipicità rispetto ai successivi lavori, però un conto è un' ipotesi, un altro conto è una fonte, che seppur poco credibile va accettata. Proprio a questo riguardo riporto io stralci da un ' intervista di Panella, che confuterebbe quanto da te riportato: "ma conoscevi il contesto musicale in cui andavano a finire le tue liriche?" "A me non è mai importato nulla della musica. la considero, essendo purtroppo delle canzoni, un incidente da adoperare, da sopportare. Vedi, quando licenzio un testo è come se gli dicessi: 'Vai, vai, puoi andare, speriamo che ti rovinino il meno possibile' (...) "Perchè la metodologia di lavoro è stata completamente diversa da DON GIOVANNI in poi? Di solito si scrive prima la musica e poi ci si adatta il testo...Ma da Don Giovanni in poi è successo l' esatto contrario" "Sì. In Don Giovanni ho adattato le parole alle parole, perchè io musicalmente avverto, prendo la griglia cercando di dimenticare la melodia, prendo la partitura ritmica e su quella cerco di adattare teoriche parole alle parole"(...)
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Eneathedevil
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Quindi P conosceva tuttalpiù la partitura ritmica, e in tutti i lavori. Comunque fammi sapere meglio riguardo le tue fonti. I famosi "contenuti", beh, preferisco cercare di interpretarli, in modo da scatenare, perchè no, un' interessante tavola rotonda di opinioni a riguardo: credo difatti che abbia senso costruire un discorso compiuto sul significato dei testi panelliani invece di lasciare tutto all' interpretazione personale... insomma, credo che Panella abbia voluto dire qualcosa a prescindere da come qualcuno recepisse personalmente il suo messaggio. E vabbè, figurati poi quanto ho interpretato io, ho solo dato un' interpretazione di "Per Altri Motivi" che discende direttamente dal titolo, mentre su "A portata di mano" non ho interpretato nulla, ma solo fatto una constatazione oggettiva su parametri musicali che sono appunto quelli che sono... strofe e ritornello non ce ne son :) e MP è piena di scenari più o meno precisi, ma il legame dov'è? Ecco perchè la "confusione"... :)
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misterNo
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solo impressioni personali... insieme a "La Sposa Occidentale" i migliori album dell'era Panella, musicalmente sublime, testi "ermeticamente passionali"... "mettiti nei tuoi panni, dove sei più aleatoria"... peccato, che il sogno sia poi finito...
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Viva Lì
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L'apparenza inganna. E non è solo un modo di dire. Album interessante, pieno zeppo di invenzioni musicali spesso assai classicheggianti, eppure leggermente inferiore (specie nei testi) al successivo "La sposa occidentale" (1990). Marco Poletti Dixit.
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paridealbivio
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Bravi. Tu e loro.
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max17
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Lucio Battisti: L' apparenza (1988)
Testi apparentemente privi di senso compiuto, densi di doppi sensi e di giochi di parole con magici effetti surreali. Effetti tantrici e taumaturgici di riequilbrio karmico. Arte allo stato puro. Musica apparentemente dura, scarna, essenziale, perfettamente adatta allo scopo. Voce apparentemente fredda, precisa, modulare. Per chi vuole, e riesce ad entrare in quel mondo parallelo cristallino " Panella-Battisti ", entra nella spirale senza inizio ne' fine del proprio mondo psichico. E ogni volta l' ascolto e' sempre come la prima volta, anzi no'....... sempre un po' meglio! E possiamo chiamarle, sempre nuove ........ emozioni!

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ilnomechenonho
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Ritengo L'apparenza il disco più bello di Battisti e quindi dell'intera musica italiana. Ogni volta che lo ascolto mi piace sempe di più ed in particolare amo A portata di mano una canzone creata per non stancare l'ascoltatore. E poi non è nemmeno tanto difficile da memorizzare e canticchiare. Meravigliose anche l'apparenza e per altri motivi. Chiunque le scopre ed ha la pazienza di ascolatrle 2 tre volte poi non può più farne a meno così come x l'intero cd. E' dura poi tornare ai venditti, baglioni e compagnia bella.... Il formato canzone come melodia comunque credo sia assente solo da A portata e forse nello scenario; nelle altre in fondo in fondo è presente in quanto i passaggi si ripetono. L' apparenza un album ambiguo? ah, questa poi...
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silvietto: Meno male che è il disco più bello dell'intera musica italiana........ per agli altri esiste una classifica negativa?
gabbianone
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Con questa recensione hai sminuito questo capolavoro; è difficile trovare un artista affermato fare delle scelte cosi azzardate, intendo andare controcorrente alla MASSA!! E'vero è difficile tornare alla classica canzonetta dopo aver ascoltato diverse volte quest'album.
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voiceface
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mi era sfuggita questa recensione, hai il merito di dire l'essenziale...e non e' facile con i dischi a firma Battisti-Panella
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giampy1985
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Kyrielison
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Gli album Bianchi di Battisti...
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donnie darko
donnie darko Divèrs
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ah come sono vivace come uno che tace.........l'apparenza di un album stupendo............
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danno
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questo è un disco con 2 coglioni grossi come un treno-merci...recensione assurda..."dare un voto è svilente" (e due commenti prima "ops ho scordato il voto")...mah...
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RIBALDO
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Questo disco ritengo sia il più particolare dei 5. Mi sembra velato di "spleen" e lirismo. Il più "elevato" ...non so spiegare a parole, non trovo l'aggettivo ci vorrebbe Panella :) Sta di fatto che quando lo ascolto mi sento strano, come intorpidito. Ma mi sento pure da un'altra parte. Questo disco mi porta da un'altra parte. Condivido quando dite: dopo aver ascoltato i dischi bianchi, non ce la fai ad ascoltare altro. Almeno per me è così. L'ho scoperto solo ora, sì li avevo ascoltatai anche molti anni fa ma non ci ero andato "sotto". Da circa un mese non ascolto altro che questi 5 dischi. Ne verrò fuori? A portata di mano capolavoro assoluto.
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RIBALDO
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e niente, scusate se ci ritorno ma mi sa che questo è il mio preferito dei 5... era in ballottaggio con CSAR che è mostruoso ma questo boh... questo è più compatto e fluido al contempo. questo è magico, meraviglioso. adoro la 1 la 2 la 6 e la 8 per poi accorgermi che la 3 la 4 la 5 e la 7 non sono certo da meno (la 7 sta guadagnando punti). LO SCENARIO, che chiude il disco, mi sembra quasi una cosa unica con la prima del disco successivo, la strrepitosa TU NON TI PUNGI PIU' dopo 7 mesi sto continuando ad ascoltare i dischi bianchi, sì, ascolto anche altro ora, ma fai conto che ascolto un bianco, due resto del mondo, un bianco, due resto del mondo e così via. Anche per me Anima Latina è il suo disco migliore ma se sale sul ring contro l'apparenza io non lo so come va a finire, dico sul serio... sul significato questo, nei testi, mi sembra, insieme con Hegel, il meno incomprensibile dei 5. Anzi dai, a ben vedere i più ostici nel signioficato dei testi sono forse DG e CSAR ma gli altri 3 si capisce non dico tutto ma un bel po'.
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gabrielsyme
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Complimenti a bogusman, le recensioni su Battisti hanno succo e non sono compiacimenti dialettici, inoltre i pareri mi sembrano appropriati. Leggendo i commenti si scopre che la vita - giustamente - è bella perché é varia, c'è chi ha scoperto e amato Battisti con "Il veliero"... cosa che mi fa un po' sorridere, ma è giusto così. Anche sui dischi Panelliani c'è un grande e svariato dire, su quali valgano molto e quali meno. Mi pare di riscontrare che l'entry-point (il primo disco conosciuto) abbia una grande influenza; si giudica il resto sulla base dell'iniziazione. Personalmente ritengo "Don Giovanni" il figlio minore, la vera vena del connubio Panella-Battisti si sviluppa con "L'apparenza" (a proposito, nessuno ha citato "la credenza" della copertina come un ribadirsi del concetto?). Sono bellissimi i due successivi, più orecchiabile "La sposa" e più implacabile "CSAR", mentre "Hegel" soffre, a mio parere, della non ottima vena di Battisti nella scrittura. Banalizzando, per me ha canzoni più "brutte". Ci sono sempre le eccezioni, è ovvio, e venendo alle canzoni in "Don Giovanni" "Le cose che pensano" è una canzone immensa, in questo "L'apparenza" le due canzoni finali ("Dalle prime battute" e "Lo scenario") sono bruttine, e in "Hegel" c'è "Estetica" che vale tutto l'album e forse anche qualcosa di più. Essendo il mio primo commento dico anche che il sito è simpaticissimo nei suoi testi e messaggi per l'utente, oltre naturalmente al suo interessante contenuto.
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rafssru
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Splendida perla. Criptico, cifrato. "Per altri motivi" la mia preferita, "Lo scenario" pure un bellissimo pezzo, anche se è all'ascolto di "A portata di mano" che appunto dobbiamo alzare le mani!
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mattmatt
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Il primo disco bianco che avevo comprato fu 'CSAR', e poi 'La Sposa Occidentale'. Tra 'CSAR' e 'Hegel'
avevo acquistato 'L'Apparenza' che, all'inizio, mi lasciò perplesso...Mi mancava il ritmo a cui mi avevano
abituato i due album che già possedevo. Solo col tempo l'ho rimesso nel lettore cd e me ne sono innamorato! Album bellissimo, non semplice, ma davvero un evergreen... Ottima recensione ;)
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silvietto
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Primo dei dischi bianchi è come tale un Capolavoro. Bisogna infatti contestualizzarlo, in questo è carente la "critica" che non si ferma al mi piace o non mi piace per questo o quel motivo, ecc. quel brano è meglio dell'altro...... Nell'88 rappresentò una svolta, già maturata con Don Giovanni e radicalizzata in seguito con gli altri 3 "bianchi", svolta che Battisti si poteva largamente permettere avendo ormai perso l'assillo delle Vendite e del Successo (ad ogni costo). Può piacere più o meno, ma resta il fatto che è il Primo della serie e come tale s'avvalora.
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