Cappuccio mon amour

Mi chiamo Giorgio e non sono del lago maggiore, abito in un casolare di campagna, vicino ai Castelli Romani. Vi racconterò del mio amore per i gatti, di Faustina e di un cappuccino. La casa dovrebbe essere un'oasi di benessere, anche se, a volte, nei romanzi gialli può essere teatro di atroci delitti o, nelle fiabe, è spesso la casa degli orrori. Nella mia, niente di tutto questo, ci sono solo docili animali, galline, caprette, piccioni, ma sopratutto gatti. Tanti trovatelli inselvatichiti, che avrebbero fatto una brutta fine se non li avessi adottati. Adoro i miei gatti e anche le donne piccole e grasse, concedetemelo, sono le uniche gratificazioni che mi sono permesso da quando sono in pensione. Faustina corrisponde completamente ai miei requisiti di bellezza, è alta un metro e cinquanta e pesa centodue chili. Però, chissà perchè, detesta i gatti e ho sempre pensato che non me se filasse pe' niente, perdipiù ama oltremodo il cappuccino. A me il cappuccino non piace, in quanto ai gatti, lo sapete. L'ultimo che ho accolto, era in uno stato pietoso, le zecche lo stavano divorando, l'ho curato e adesso sta bene, ovviamente l'ho chiamato Zac. Dovevo capire che sentimenti provava il mio riccioluto amore, e, nel caso non fossero quelli che desideravo, volevo conquistarla. Quindi, l'avevo invitata a bere un cappuccino nel mio rustico. Non badai a spese e comprai la miscela migliore, si chiamava "Aroma del mattino di suor Crocifissa". Era fatto in maniera artigianale e costava, ammazza se costava, ma erano soldi spesi bene se servivano a farle accettare il mio invito. Quel piccolo e soffice ammasso di ciccia, mi piaceva talmente tanto che le avevo detto che erano versi bellissimi, le noiosissime poesie che aveva scritto. Gliel'avevo detto mentre mi eccitavo a sbirciarle tra le coscie. Ero così perso in lei, che l'idea di baciarle i piedini con le unghie laccate, mi faceva stare bene tutto il giorno. Mi veniva bene idealizzarla e spasimare per lei, non era faticoso e durava molto a lungo. Ma, considerato tutto, non bastava, mi mancava tantissimo il BACIO. Così m'ero deciso a farle una dichiarazione. Mentre camminava nel vialetto sterrato per venirmi a trovare, la guardavo da dietro i vetri. Il suo incedere era goffo, ma per me non era un difetto, anzi, aumentava la concupiscenza che provavo per lei. Quando suonò il campanello mi prese un tuffo al cuore, Faustina era lì con tutte le rotondità al posto giusto e quel suo faccino che era da mangiare, a bocconcini. Era bellissima. La bevanda era già pronta. Si sedette sulla sedia, gliela porsi. Iniziò a mescolare il cappuccio. Avevo ingoiato almeno sette o otto tranquillanti, invece a lei bastava girare il liquido per ottenere lo stesso risultato. Le dissi: "Quanto sei bella Faustina... io ti piaccio? Almeno un po'?" Non so se fece finta di non capire, o se non sentí affatto, perché era del tutto presa dall'arnese che faceva roteare nel liquido. Mentre girava, la schiuma arrivava fino all’orlo, sollevato dall’azione dell’utensile. Il bicchiere era ordinario, il cucchiaino opaco e consumato dall’uso. Si udiva il rumore del metallo contro il vetro. Tin, tin, tin, tin. Mentre carezzavo Zac, la tirai gentilmente a me. Con lo sguardo perso nei suoi occhi, le dissi ancora che la desideravo, che mi sarebbe bastato anche un solo bacio. E il caffelatte girava e rigirava, con un gorgo nel mezzo. Un Maelstrom. "Bravo, non devo neanche assaggiarlo per sapere che è buonissimo. Capisco subito che è un connubio perfetto tra colori, sapori e aromi," disse senza considerare la mia avance. Eravamo seduti l'uno di fronte all'altro. Lei continuava a girare e rigirare, immobile e sorridente. I tranquillanti avevano abbattuto la tensione che mi aveva attanagliato, le detti uno sguardo in un modo tale che si sentì in obbligo di giustificarsi: ”Lo zucchero non si è ancora sciolto”. Per dimostrarmelo dette dei colpetti sul fondo del bicchiere. Subito riprese con rinnovata energia a mescolare metodicamente il cappuccino. Gira e rigira, senza fermarsi mai, e il rumore del cucchiaino sul bordo del vetro. Tan, tan, tan. Di seguito, di seguito, senza posa, eternamente. Gira, e gira, e gira, e rigira. Guardava me, guardava il cappuccino e sorrideva. Era dolce come quello zucchero che sembrava non volersi sciogliere mai. Appoggiai teneramente la mano sulla sua spalla e feci un'altro approccio giocherellando coi suoi riccioli. Si rigirò come una tigre. Non sorrideva più. "La vuoi smettere!? Voglio bere il cappuccino!!" urlò. "Ma come si fa a dare tutta sta importanza ad un cappuccino?", pensai. "Meglio morta, che essere sfiorata da te!” aggiunse inviperita. Non avrebbe dovuto dirla quella frase. Ogni espressione, anche la più insignificante sparì dal mio volto, m'apparve per quel che era. Brutta. Un insulto verso Dio, mi sembrò addirittura di vederle uscire degli insetti dalla bocca. "Meglio morta che essere sfiorata da te," si era permessa di dire. A me. A me che sono bello, intelligente e nei cassetti ho sempre i coltelli molto affilati. Dovevo farlo quell'atto di carità. La squartai dal basso in alto, come si fa coi maiali. Le interiora si sparpagliarono per terra, senza ordine. Zac balzò sul pavimento e iniziò a rosicchiare la milza. Feci un fischio e gli altri venti gatti che avevo adottato, arrivarono uno dopo l'altro. Billi, Joe, Piccina, Aisha, Coccolina e tutti gli altri, stavano intorno al corpo con la coda all'insù e lo sgranocchiavano un po' alla volta. Faustina piaceva anche a loro. Non al modo come l 'intendevo io, ma fa lo stesso. Un po' mi dispiaceva, ma ormai l'avevo macellata e non c'era verso di tornare indietro. In un paio d'ore del florido corpo, rimasero solo le ossa. Il mio amore era nella pancia di una ventina di gatti ed ero stato io, roba da non credere, c'era da vergognarsi. Però l'idea di passare il resto dei miei giorni in galera, era più angosciante della colpa che provavo per il crimine commesso. Così raccolsi le povere resta di Faustina in tre o quattro sacchetti della spazzatura. Non era un gran fardello perché era tutta ciccia e lo scheletro pesava poco. Camminando per Viale Manzoni, buttai i sacchetti nell'indifferenziata. Tornai il giorno dopo e controllai i cassonetti. Erano vuoti. (vuoti a Roma!! Credo di poter dire che quel giorno, Dio era ben disposto al miracolo). Ripensai a Faustina e mi resi conto che non sentivo poi tutta sta sofferenza, considerai la cosa dal suo lato positivo: avevo fatto la felicità dei miei amati gatti. Ero più soddisfatto per loro che dispiaciuto per la brutta fine del mio ex amore. In fin dei conti cos'è l'amore? Una dedizione appassionata fra due persone, volta ad assicurare la reciproca felicità? No. È più semplicemente una forma di egoismo, temperato, regolato in modo da permetterci di vivere in armonia con la persona amata. Con Faustina non poteva esserci armonia, per lei, il cappuccino era più importante di ogni altra cosa, anche dei nobilissimi sentimenti che avevo nutrito per lei. Prima di squartarla.

Bubi , Il 21 giugno — DeRango: 18,44


I commenti che questo editoriale ha voluto ricevere

ErosGiannini
A due terzi del racconto sono stato pervaso da un vago senso di inquietudine.
Ora mi spiego perché.
La stoffa del novellatore c'è.

Bubi: Grazie, mi fa piacere. Mi sono scocciato di ascoltare musica e provo a scrivere qualcosa. I complimenti fanno piacere e danno coraggio a continuare... 🌹
ErosGiannini: Scrivere è bello, per se stessi e per gli altri. Ti auguro di trovare sempre l'ispirazione giusta. A risentirci.
Bubi: Si, è davvero così, ma se non ti lasci tempo è faticoso. Le idee non vengono a comando, arrivano quando non ci pensi. Devi solo stare attento. Buona notte
lector
Ecco perché io offro solo alcoolici e bevande gassate!

lector: Bello scritto, arricchito a dovere. Lui potrebbe uccidere ancora....
Bubi: Chi lo sa, ha rotto il ghiaccio, anche i serial killer hanno iniziato come lui. Però questa storiella credo che finisce qui. Mi voglio dedicare a... tu lo sai...
Bubi: BÊL, BÊL, a volte viene il più delle volte no. Buona notte
Bubi
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Tucidide
Un pezzo aromatico, ben congegnato attorno al vero protagonista che naturalmente è il cucchiaino girato nella tazza. E come non ricordare la scena di De Niro in C'era una volta in America....

Bubi: Certo, hai ragione. Ho dovuto cercarlo su YouTube perché me l'ero scordato. Come De Niro, (Sergio Leone in realtà) anche Faustina ha fatto della lentezza la sua cifra. Però, a differenza di Leone non le ha portato bene. A ripensarci c'è pure un'altra analogia col film, l'amico di Noodles finisce nelle lame compattatrici del camion e anche le ossa della ciccuta Faustina fanno la stessa fine. Più o meno.
JonatanCoe
Tenero e tragico allo stesso tempo. Per certi versi grottesco. Mi ricorda le tematiche esistenzialiste de "Lo straniero" nel suo pragmatismo estremo e funesto. Penna stilosa
e autorevole. Bravissimo!

Bubi: Grazie. Certo essere paragonato a Camus mi sembra anche eccessivo per un raccontino che ha la sola pretesa di far sorridere nonostante tratti di un omicidio efferato. Ad ogni modo, grazie. BÊL
JonatanCoe: Tendevo semplicemente ad evidenziare un'affinità di scrittura. Un giorno o l'altro mi prenderò cinque minuti (o forse più) per leggere il tuo chilometrico racconto di presentazione!
Bubi: Ce ne vogliono molti di più, un'oretta più o meno. Ci sono tanti appunti che scrivo sia qui che su Facebook, così sono sicuro che non vanno persi. Oltre a cose mie, ci sono anche frasi e pezzetti di letteratura che ho trovato in giro su internet e mi sono piaciuti.
JonatanCoe: Un potpourri di scritti e memorie insomma. Ancor più interessante.
Bubi: Ma sono incasinati, alcune frasi ci sono anche 2 se non 3 volte in appunti diversi. Gli devo dare un po' d'ordine appena posso utilizzare di nuovo il PC grande. Con questo tablet è praticamente impossibile.
JonatanCoe: Pulp Fiction è incasinato ma è un gran bel film!
Bubi: Certo, con Le Iene è il migliore di Tarantino e tra i migliori degli ultimi trent'anni. Almeno in quel genere. La letteratura pulp piace anche a me, ci sono autori bravissimi. Io li preferisco di gran lunga anche ad alcuni molto incensati e anche molto noiosi.
JonatanCoe: Sfondi un portone spalancato!
JonatanCoe: Concordo su Le Iene.
Bubi: Le Iene è un grande film, anche se tutto è guardati dal punto di vista del grottesco, è una tragedia di stampo elisabettiano. Il film che ha rinnovato il genere, dopo Fino all'ultimo respiro di Godard che lo fece qualche anno prima. Ogni tanto c'è bisogno di qualche autore che dia una rinfrescata. Ci vorrebbe anche nel cinema italiano ma non vedo niente, a parte qualche bel film che esce fuori quasi per caso. L'ultimo che mi è piaciuto è stato Lo chiamavano Jeeg robot... Con quel personaggio femminile straordinario. Cosa gli è saltato in testa di farla morire? Una serie ci dovevano fare, rivista e corretta per essere adatta alla TV. Ovviamente lei doveva esserci. Almeno così la penso io. Invece ci ammorbano da anni e anni con le solite cose...
JonatanCoe: "Lo chiamavano Jeeg Robot", non gli davo un soldo e invece...vero, bel film. Avevo pregiudizi per il sol nome, niente di più sbagliato e ne ho fatto ammenda. Sono un inguaribile amante del cinema in bianco e nero, quindi dei nostri mostri sacri Fellini, Monicelli, Rossellini, Risi... anche internazionale con Vigo, Resnais, il mio amatissimo Truffaut ("La sposa in nero" tra tutte). Di cose recenti e nostrane ho apprezzato molto "La kriptonite nella borsa" di Cotroneo ma ce ne sono altri che al momento mi sfuggono.
Bubi: Quello della kriptonite non l'ho visto, lo tengo a mente perché il titolo promette bene. Di Truffaut adoro Jules e Jim, ci scrissi anche la recensione. Agli italiani che citi aggiungerei Antonio Pietrangeli, Io la conoscevo bene è un grandissimo film e la Sandrelli fa bene il suo personaggio migliore. (per me) C'è anche una particina per Tognazzi che non si deve scordare. Anche Comencini, De Sica e Pietro Germi che mi piace ricordare per Signore e Signori un bel film con una Moira Orfei bellissima e anche un po' sprecata in filmetti da poco. Nessuno l'ha mai valorizzata nel ruolo di attrice anche se aveva un buon talento. Però aveva anche appiccicato addosso il circo gli elefanti e in campo cinematografico non le ha giovato. Poi ce ne sono anche altri e sono tutti morti. Il periodo del grande cinema italiano è finito e non credo che tornerà. Un regista che ho apprezzato fin dall'inizio è Matteo Garrone più che altro per L'imbalsamatore un noir molto riuscito. Gomorra ha il difetto di essere troppo documentaristico e dà poco spazio ai boss che appaiono troppo poco. Insomma, l'occasione persa per fare uno straordinario film. Però continuo a pensare che Garrone come talento visionario sia uno dei migliori anche se gli ultimi film sono tutti difettosi in qualche parte. Questo è il mio parere. Ciao
JonatanCoe: Abbiamo un bel po di cose in comune, sottoscrivo il resto dei registi da te elencati (la lista è lunghissima), "Signore e Signori" e Garrone. Parere autorevole direi! Buona giornata.
Bubi
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mrbluesky
Non erano gatti erano Iene

Bubi: Si sono fatti una bella scorpacciata 😁😁 Ciao MrBlue
Onirico
Mi è piaciuto, anche se la parte dei gatti che mangiano è un pò troppo estrema per me.... preferisco qualcosa di più fine e psicologico; lo splatter non fa per me. Se non lo hai ancora fatto, ma sono abbastanza sicuro che tu lo abbia fatto, "American Psycho" di Bret Easton Ellis è forse il libro capolavoro per il genere "tutto tranquillo ma ammazzo tutti".... condito con un pizzico di ironia sadica.

Bubi: American Psycho non l'ho letto ma quando uscì ricordo che ne parlarono tanto, tratta di un arrampicatore che fa cose folli, mi pare. Riguardo al thriller psicologico ho fatto una ricerca approfondita e ho in lista alcuni autori che comprerò appena possibile. Primo fra tutti Jim Thompson (L'assassino che è in me... Colpo di spugna.) ti riporto un paio di frasi prese dai suoi libri : "Non hai un momento di tempo, ma ti sembra di avere l'eternità. Non hai niente da fare ma ti sembra di avere tutto.
Fai il caffè e fumi qualche sigaretta; e le lancette dell'orologio sono impazzite. Quasi non si sono mosse, quasi non si sono spostate da dove le avevi viste l'ultima volta, ma hanno segnato metà? due terzi? della tua vita. Hai l'eternità, ma non è neppure un momento. Hai l'eternità; e per qualche ragione, non puoi farci un granchè. Hai l'eternità; ed è larga un miglio, profonda due dita e piena di coccodrilli."
La trovo bellissima, tosta e filosofica. Questa è divertente
"Mi grattai le palle, cercando di stabilire a che punto uno smette di grattare e cominci a giocherellare. Che è un annoso problema, direi, ed è improbabile che venga risolto nel
prossimo fututro" poi ho in lista anche John Goodis che si trova solo nei mercatini o su EBay... Anche Cornell Woolrich non è da scordare... Ciao
Onirico: Non li conosco, me li cercherò. Diciamo che AP è più orrorifico, non c'è niente di sovrannaturale... tranne forse il protagonista che non ha niente di umano (nel senso che gli manca completamente l'anima). E' una critica ferocissima agli yuppies americani: ricchi, annoiati da una vita passata tra locali costosi con amici che non sono amici, donne che sono trattate come oggetti e si concepiscono come tali; un mondo di individui abituati a coltivare un'apparenza,…
Bubi: Mi fa abbastanza schifo perché mi sembra di capire che non sia grottesco ma vorrebbe essere vero o simile al vero. Comunque vale la pena di sempre di leggere, tanto dopo qualche pagina te ne accorgi se fa per te o no. Nella realtà c'era un serial killer che lavorava per la mafia come sicario (cos'altro poteva fare?) il nome mi sfugge ma ci hanno fatto anche un film (Iceman). Questo tizio era un sadico che uccideva molte delle sue vittime mettendole in una grotta dove c'erano moltissimi topi. I poveracci morivano scarnificati dagli animali... Nel film non è mostrato. Comunque è un caso più unico che raro e la verità va oltre ogni immaginazione. Grazie della segnalazione
Onirico: Ne avevo sentito parlare, ma alla fine ho letto recensioni non proprio entusiaste su quel film e ho lasciato perdere... Diciamo che in genere l'efferratezza non mi esalta, ma davanti a un capolavoro (che ne so, AP o i vecchi film di mafia scorsesiani) lo sforzo lo faccio...Comunque AP vuole essere simile al vero, esagerandolo fino a portarlo al grottesco. Nel romanzo convivono entrambe le cose, per questo alla fine è un'opera unica nel genere...
Bubi: Il film non è un capolavoro, del resto non ricordo un solo film che tratta di serial killer che sia da considerare una grande opera d'arte. Secondo me, neanche il celebrato : Silenzio degli innocenti... Che poi non è basato su un fatto vero ma su un libro. Stesso discorso per Henry Pioggia di sangue e Il Collezionista che hanno pure avuto un buon riscontro di critica. Psycho di Hitchcock è sicuramente un capolavoro ma la violenza non è mostrata, al massimo si vede un ombra che impugna un coltello e qualche schizzo di sangue... il film si ispira al libro di Bloch e il libro a Ed Gein. Poi c'è Shining di Kubrick che come tutti sanno è basato sul racconto di Stephen King. Mi è piaciuto moltissimo e anche questo dimostra che non c'è bisogno di mostrare la violenza per fare un bel film. Considero la scena più paurosa quella del dialogo tra Jack Nicholson e il custode dell'albergo... Voglio anche ricordare Cruising di Friedkin che poteva essere un grande film ma si risolve ad essere solo un buon film. Ad ogni modo la colonna sonora è da ascoltare ancora oggi. In quanto a AP cercherò di trovarlo...
Bubi: Jack Nicholson e il custode dell'albergo, nei bagni. Non quando Nicholson arriva all'hotel...
Onirico: Quelli che hai citato sono tutti ottimi, e Il Silenzio per me resta un capolavoro....Poi, tra quelli che non hai citato ci sono: Spoorloos: Il mistero della donna scomparsa (incredibile, manco una goccia di sangue...solo angoscia e disperazione....c'è anche un remake americano che però non ho visto), 7even, Funny Games (entrambi), Maniac, L'occhio che uccide, Manhunter: Frammenti di un omicidio (tratto da Red Dragon ma prima che uscisse il SIlenzio), Natural Born Killers, Zodiac... e ce ne sono molti altri che non mi vengono in mente al momento, molti altri ancora che non ho neanche visto. Per quanto riguarda Shining: uno dei miei film preferiti in assoluto, e secondo me 8 spanne sopra il romanzo.
Bubi: Mi stupirei se tutti la pensassero alla stessa maniera sui film. Per quanto riguarda Shining so che non piacque a King e lo rifece lui stesso o con un regista di suo gradimento, non l'ho visto ma dicono che non sia un granché. Natural Born Killers è da un soggetto di Tarantino che non non ha gradito lo stile ed ha fatto togliere il suo nome. Sono d'accordo con Tarantino perché è troppo sopra le righe... Ciao
Onirico: Effettivamente è un delirio allucinogeno. Ma a me quella roba piace. Stephen King ha rosicato perchè Kubrick è un regista capolavorico; lo stesso non si può dire di King. Il film secondo me va ben al di là della storiella del romanzo (mo arrivano i fans che mi linciano), che comunque aveva spunti originali, ma è per me un King ancora acerbetto (sebben già interessante): per me il periodo d'oro parte dall'82 e finisce nel 91. Prima quelli più interessanti dal mio punti di vista erano stati Carrie, Cujo (ma me lo ricordo poco, potrei sbagliarmi) e soprattutto i racconti bomba di A volte ritornano. C'è da dire che comunque resta un (bravo) scrittore di romanzi spazzatura da supermercato, quello che nel genere forse ha dato il meglio e ha avuto le idee più lungimiranti e preveggenti...ma trovo che la sua scrittura, anche nei momenti migliori, non sia mai stata all'altezza di queste intuizioni. Ora ti lascio in pace. Promesso.
Bubi: Sono assolutamente d'accordo su King che ha avuto ottime intuizioni narrative riguardo l'horror ma anche altri generi... Ho letto Misery, Stagioni diverse ed ho visto un sacco di film tratti dai suoi libri. La sua capacità come scrittore non è pari alle sue intuizioni narrative. Kubrick è tra i migliori registi di sempre anche se fare una classifica non ha molto senso. Ognuno ha il suo stile. Io amo ancora di più Coppola dei 70 quando girò un capolavoro dopo l'altro. Poi Altman, Billy Wilder, Hitchcock... sono moltissimi e ognuno con particolarità proprie.
Bubi
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JOHNDOE
Niente male, l'omicidio è un po' tirato via, potevi calcare la mano nell'illustrare la morbosità del protagonista verso le sue fantasie erotiche in un crescendo malsano propedeutico al misfatto ma il soggetto è buono. Avrei dato anche più spazio ai gatti e forse qualcosa avrebbe potuta mangiarla anche lui. Però bravo, ne vogliamo ancora.

Bubi: Grazie, i consigli sono sempre benvenuti. L'ho pubblicato troppo in fretta, tant'è che l'ho già cambiato 2 o 3 volte. Si più spazio ai gatti e magari dicendo che ne avevo trovati tanti perché in zona non c'erano ristoranti cinesi 😁😁 poi anche come ho raccolto le ossa e come le ho buttate di giorno in una strada affollatissima come Viale Marconi... Sempre in maniera ironica... per adesso è così.
nes
nes
Si perde un po' quando la apri in due, ma mi rendo conto sia difficile, io neanche ci avrei provato a continuare, me lo sarei tenuto per la chiusa. Bravo!

Bubi
Grazie, lo cambierò col tempo come ho fatto anche con altri editoriali.

zaireeka
Quel piccolo e soffice ammasso di ciccia, ...., erano versi bellissimi. Una bellissima metafora dettata casualmente da un uso molto libero della punteggiatura... 😉

zaireeka: Lo ho letto tutto, e questo va a tuo merito visto che mi hai incuriosito (ma forse sono stati più i commenti degli altri così positivi (???). O non capisco nulla di letteratura o ultimamente sono diventato particolarmente “bastardo” (visto che si parla di animali). Forse un po’ entrambe le cose..Onestamente ti consiglio di lasciar perdere
Bubi: Della punteggiatura lo sappiamo è stato detto e ridetto... grazie del consiglio, ma farò come mi pare...
zaireeka: Certamente, è giusto che sia così. E poi, finché alla gente piace (immagino sinceramente) quello che scrivi, perché non continuare. 🙂
CosmicJocker
Guarda trovo un po' bizzarra la punteggiatura (giuro che la smetto), però il racconto funziona..molto bravo

Bubi: La punteggiatura non la so mettere perché a scuola non l'ho studiata a dovere, mi piaceva solo la storia e la geografia. Per conto mio [a parte la musica] ho sempre amato le storie criminali, tant'è che a dodici anni avevo già letto un enciclopedia del crimine in 120 fascicoli. Ecco perché mi impegno a scrivere storie e storielle criminali per conto mio. Prima mi limitavo alle sceneggiature, adesso sto provando con racconti veri e propri. Che è molto più difficile.
luludia
ottimo modo di liberarsi di qualcuno... ci sono un paio di persone alle quali farei fare la fine di faustina, il problema è che io ho un gatto solo...racconto carino...molto bello soprattutto quel "mi mancava tantissimo il BACIO"...

Bubi: Hai colto nel segno, infatti l'ho scritto maiuscolo. Hai una vista acuta, del resto scrivi bene e capisci al volo. Grazie del complimento anche se sinceramente credo di aver molto da imparare riguardo la sintassi e tutto quello che concerne una scrittura anche bella da guardare.
Bubi: I mafiosi hanno spesso usato i maiali quando non c'era l'acido... Quel serial killer di cui parlavo sopra, i topi che infestavano una grotta... Meglio se cerchi di andarci d'accordo con quel paio di persone, oggi non potresti farla franca... troppo difficile.
Dislocation
Tutto bello e ben congegnato, nonceccheddire, persino lo splatter è misurato, anzichenò. Mi sono un po' incagliato sul momento in cui la Faustina ha asserito con greve inverecondia di non desiderare il tuo contatto, così, d'emblée, senza dar spiegazione, allora, del perché fosse lì, a trangugiare il tuo manufatto baristico senza voler in alcun modo ricambiare la tua gentilezza.
Ma, si sa, checché, ohibò, mica ci mettiamo a capir le donne?

Bubi: Ma si, meglio non provarci nemmeno. Con quelle come Faustina limitarsi a contemplarle... BÊL
Bubi
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Bubi
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Bubi
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Bubi
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Bubi
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Bubi
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Bubi
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Bubi
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Bubi
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Bubi
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Bubi
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Bubi
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