Makoto Shinkai
Your Name.

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Nota introduttiva: l'autore di questo articolo ha già scritto su questo film una recensione/guida alla visione completa, articolata e argomentata reperibile a questo link. Di conseguenza, la seguente è da intendersi più come una riflessione a posteriori sul senso del film che come una recensione vera e propria.

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I prossimi 23, 24 e 25 gennaio, grazie alla benemerita attività congiunta dei distributori Dynit e Nexo Digital, uscirà nei cinema di tutta Italia il film d’animazione giapponese Your Name., anche noto con il suo titolo originale Kimi no na wa. e con il titolo internazionale scelto dal regista your name. (col puntino finale e tutto minuscolo: per i giapponesi la grafia non è un vezzo). Si tratta della prima di una serie di uscite che accompagneranno i fan degli anime per tutto il 2017 e che fa guadagnare alla Dynit tutta la stima degli otaku italiani, una categoria sociale ormai sempre più confusa e indefinibile: se fino agli anni '90 gli otaku erano ancora quella precisa e piccola nicchia composta da coloro che erano consci che Tom & Jerry e Sailor Moon avevano nazionalità, target e scopi narrativi diversi (tutti fattori regolarmente ignorati dal grande pubblico e anche dai programmatori televisivi), dal XXI secolo in poi ormai si fa fatica a trovare qualcuno che non si vanta pubblicamente di essere fan di UFO Robot Goldrake, connoisseur di Yoshiyuki Tomino ed esegeta di Puella Magi Madoka Magica. Eppure in patria il fenomeno otaku, stando al re degli otaku Hideaki Anno, si è ridotto praticamente a una sottocultura. In una recente intervista per il decennale dello Studio Khara, il regista ha infatti definito le coordinate dei prodotti d'animazione attuale, che secondo lui si dividono in tre categorie, più una: prodotti per bambini, prodotti d'intrattenimento per il pubblico generalista, e prodotti per maniakku, un nuovo fandom che venera opere in cui gli sterili aspetti puramente tecnici o puramente erotici sono il centro e il senso stesso delle opere; Anno colloca la cultura otaku fra le due categorie "intrattenimento" e "maniakku", ovvero quelle opere oggi rarissime che pur avendo grandi ambizioni popolari e pur ricorrendo al service hanno comunque come scopo primario quello di comunicare un messaggio forte allo spettatore. Opere che abbiano un senso.

Il film Your Name. si inserisce in questo dibattito, molto sentito in Giappone, sulla direzione che sta prendendo l'animazione locale. Il regista è Makoto Shinkai, un personaggio partito come bizzarro parvenu e diventato negli anni una figura di riferimento per l'animazione giapponese, al punto che tutti i mass media, sia locali sia del resto del mondo sia anche italiani, lo hanno accostato ad Hayao Miyazaki. Il parallelismo, partorito per puri fini giornalistici allo scopo di vendere più copie o conteggiare più clic (non si creda che i giornali giapponesi siano migliori di quelli italiani) è di una superficialità allarmante, al punto che persino Shinkai stesso si è dovuto difendere da questa "accusa" di essere l'erede del regista de La città incantata. Il motivo è semplice: non c'è niente di Miyazaki in Shinkai, o meglio c'è tutto per quanto riguarda l'aspetto e niente per quanto riguarda il contenuto.

Hayao Miyazaki ha da tempo, da decenni indicato la sua stima per Hideaki Anno (e recentemente sono arrivate altre conferme): i due hanno in comune tutto per quanto riguarda il contenuto e niente per quanto riguarda l'aspetto. Basti pensare alle declinazioni estremamente variegate e interessanti nelle opere di Miyazaki e Anno dei loro temi ricorrenti: la tecnologia come portatrice di benefici e al contempo di danni, che poi diventa il tema dell'ambientalismo, che poi diventa il tema del rapporto fra l'uomo e la natura, che poi diventa il tema della donna come centro della vita, e così via in un discorso man mano più profondo che i due cineasti hanno saputo declinare in maniera otaku, ovvero in opere sì affascianti e sì ricche di service, ma basate su un concetto forte che sovrasta ogni altro aspetto. Questa ricchezza semantica in Shinkai non c'è. Your Name. è un film bellissimo, una gioia per gli occhi e per le orecchie, un indicatore evidente delle grandi possibilità tecniche dell'attuale industria giapponese dell'animazione, un'esperienza commovente, una commedia romantica da manuale e un titolo di successo che però non ha nulla da dire allo spettatore che non sia già stato detto.

Temi di una forza clamorosa come la necessità dell'armonia con la natura in Nausicaä della Valle del vento o la necessità della fiducia in sé stessi in Neon Genesis Evangelion non vengono nemmeno sfiorati in Your Name., che si concentra sul recupero di una gran quantità di stereotipi della cultura giapponese (sia alta sia bassa) e li rimescola in un mix tanto convincente quanto retrogrado. Your Name. è un meraviglioso puzzle composto con centinaia di pezzi già visti, già inventati, già pensati: Shinkai ha il dono di saperli mettere insieme in un unicum organico, incorniciandoli con la sua solita capacità grafica sfavillante e immergendoli in una colonna sonora composta in stretta collaborazione con la rock band RADWIMPS. Il risultato è un film che vuole far ridere e vuole far piangere con il cronometro in mano, conscio che gli elementi che usa sono tutti più che collaudati.

Ovviamente non c'è nulla di male nel realizzare una commedia in cui la debole fanciulla in pericolo deve essere salvata dal forte principe azzurro di turno, che celebra lo stile di vita giapponese patriarcale standard che vuole lui impiegato e lei massaia, che propaganda la superstizione religiosa, che divide il mondo in caste sociali, ma ci si chiede se tutto ciò nel XXI secolo abbia più un senso, soprattutto se questi elementi passatisti sono calati in un immaginario grafico così abbagliante da renderli sottilmente subliminali e non immediatamene individuabili. Che senso hanno avuto le eroine di Miyazaki se poi le donne hanno un bisogno mortale del loro uomo per sopravvivere? Che senso ha avuto l'Operazione Yashima di Anno se poi il mondo viene salvato dal singolo supereroe di turno e non dalla presa di coscienza della collettività?

Il vero problema di Your Name. è che è un film troppo bello. L'animazione splendida, le scenografie commoventi, i giochi di luce naturale e artificiale abbacinanti, la sceneggiatura così precisa, la trama bilanciata, la musica meravigliosa e meravigliosamente armonizzata con le immagini, l'uso di luoghi reali banali che magnificati dal film sono diventati luoghi turistici… tutto funziona fin troppo bene. Your Name. è uno spettacolo cinematografico di rara bellezza, farà scuola e merita fortissimamente merita di essere visto al cinema e di essere apprezzato sul grande schermo. Ma al di là della superficie bianca su cui si proiettano le luci e le ombre, cosa rimane?

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Commenti (Quindici)

puntiniCAZpuntini
puntiniCAZpuntini Presidénte onoràrio
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D A P A U R A!
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puntiniCAZpuntini: Il file è troppo grosso e DeB non lo fa visualizzare: mi riferisco al musubi del tempio di Izumo, una roba davvero Da Paura. Grazie più che altro per questo, quando andrò in Giappone, oltre alla foresta dei suicidi voglio vedere quella corda.
puntiniCAZpuntini: Grazie anche per la segnalazione del film eh, se è piaciuto così tanto a te che sei un giappomaniaco, di sicuro è un filmone.
panapp: Ehm, ma hai letto qui sopra? Non credo si possa dire esattamente che mi «è piaciuto così tanto». Se hai letto anche l'altra recensione lunga su Dimensione Fumetto ti ringrazio tantissimo. Al santuario di Izumo ci sono stato e confermo, posto splendido.
puntiniCAZpuntini: Ho letto solo l'altra, non questa. E nell'altra si vede che ti è piaciuto, anche se non lo dici chiaramente l'hai "smontato" (non "denigrato" ma proprio smontato per analizzarlo pezzo per pezzo) talmente tanto da avermi dato l'impressione che ti è piaciuto ma siccome è piaciuto a un sacco di gente a te sta sul cazzo, e quindi hai cercato il difetto per poter puntare il dito e dire "ecco la cazzata!"... ma non l'hai trovata.
Io lo faccio spessissimo, non ti sto criticando, prendila come una pacca sulla spalla: a volte le commercialate son fatte talmente bene che anche se senza un senso intergalattico che ti lascia un grandissimo ricordo, te lo guardi tutto d'un fiato e non gli puoi dire niente.
puntiniCAZpuntini: Anche qui su deb, se pur in meno parole, dici la stessa cosa: è bello e fatto perfettamente ma non epocale perchè non inventa niente.
E allora come mai dopo un sacco di tempo sei tornato su deb per parlarne? Per pulirti la coscenza, che ti è piaciuto il blockbusterone! :D
panapp: Intanto grazie ancora per aver letto entrambe le recensioni, davvero. Ho il sospetto che nessun recensore italiano coglierà il significato del musubi in questo film e spero che la mia recensione su DF possa essere minimamente utile per comprendere il senso della narrazione giapponese.

Detto questo, non ho scritto da nessuna parte che il film non mi è piaciuto, anzi mi è molto piaciuto e invito calorosamente ad andarlo a vedere al cinema (scaricarlo su PC non ha alcun senso). Il mio problema è che mi ha deluso: Shinkai sono decenni che fa sempre lo stesso identico film, speravo in una qualche evoluzione (in meglio o peggio, ma che ci sia un'evoluzione) e invece niente, sempre le stesse cose però più belle. Quindi sì, mi è piaciuto, ma dopo Matsumoto, Oshii, Ottimo, Rintaro, Miyazaki e Anno non è possibile che il nuovo alfiere dell'animazione giapponese sia Shinkai. È un nano sulle spalle dei giganti.
panapp: *Otomo, non «Ottimo», scusa.
panapp: Specifichiamo anche che non ho niente contro le commedie romantiche, anzi molti dei miei film preferiti animati e non lo sono. In questo però vedo un'attenzione alla superficie molto superiore all'attenzione per il contenuto. La cosa mi scoccia perché Shinkai è bravo e potrebbe essere un genio, e invece no.
panapp: Su DF ho scritto l'articolo appena uscito il film in Giappone, qua lo scrivo solo ora perché solo ora il film sta per uscire in Italia.
puntiniCAZpuntini: << La cosa mi scoccia perché Shinkai è bravo e potrebbe essere un genio, e invece no. >> Ok, adesso è proprio chiaro da dove veniva quel "senso di fastidio" (esagero per far capire) che si legge fra le righe
panapp: No no, senza esagerare: era proprio senso di fastidio e tu hai colto perfettamente.
Taurus
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Mi sono interessato al mondo degli anime sono nell'ultimo anno e devo dire che ritengo sia Death Note che Full Metal Alchemist capolavori. Al momento sto vedendo proprio Evangelion che mi sembra inferiore però. A proposito di Miyazaki ho scaricato il Castello errante di Howl di cui ho letto bene a breve lo vedrò.
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Taurus: Questo me lo segno.
proggen_ait94: what?! eva peggiore di deathnote? ti ricrederai...
puntiniCAZpuntini: Non dirlo troppo in giro che preferisci Death Note a Evangelion, che ci fai brutta figura :D
Survivor 12: Taurus guardati anche La Città Incantata è stupendo come quello di Howl (sono i miei 2 film preferiti) .
Taurus: Ragazzuoli come dicevo sopra non sono un'esperto. Possa dire che Death Note mi è piaciuto ma ancor di più FMA. Il giudizio di Evangelion al momento è parziale e basato su quello che ho visto. Però leggo che Evangelion ha giudizi contrastanti tra chi lo ritiene un capolavoro e chi sopravvalutato. Vedremo.
puntiniCAZpuntini: Evangelion quando uscì venne Mitizzato. Chi lo ritiene sopravvalutato lo dice perchè davvero si stava esagerando, fra un po' era la cosa più bella mai fatta su questa terra.
Detto questo: Evangelion a Death Note gli fa il culo a Tarallo, ma: sono due generi diversi che non c'entrano una mazza uno con l'altro.
Evangelion riuscì a portare del nuovo nel genere Mecha, il più sfruttato in assoluto di sempre. Evangelion ha 10/15 anni di più di Death Note, che non son pochi.
Evangelion va capito, Death Note è una stroriella lineare.

Insomma, in sintesi: Evangelion è un anime che ha fatto la storia, Evangelion non invecchierà mai, Evangelion è Evangelion.
Death Note è un bell'anime, anche bellissimo che però non tutti finiscono perchè dopo un po' non te ne frega un cazzo e succede sempre la stessa roba.
puntiniCAZpuntini: Io ad esempio l'ho sfanculato Death Note. Evangelion l'ho visto tutto. TUTTO.

IN TV. Mica come ora che quando ne hai voglia te lo guardi. Ogni cazzo di Martedì alle 21:00 su Mtv, puntuale come la merda lì davanti. Io e milioni di persone. Death Note l'hanno tutti scaricato perchè erano altri tempi, Evangelion si commentava il giorno dopo al Bar.

Ti dico che praticamente stai mettendo Giovinco con Maradona.
panapp: Quoto tutto il discorso di @[puntiniCAZpuntini] : "Death Note" è un fumetto bellissimo da cui è stato tratto un anime secondo me mediocre, ma esaltato dai fan in un periodo in cui non c'era niente da esaltare e quindi la cosa meno peggio è stata elevata a capolavoro. Del fumetto apprezzo tutto, del cartone animato solo il doppiaggio italiano, veramente spettacolare, e in particolare Flavio Aquilone nel ruolo di Light, riconosciuto superiore anche all'originale giapponese.
panapp: Quanto a "Neon Genesis Evangelion": stiamo parlando della cosa più importante prodotta in Giappone negli ultimi 20 anni, e bada che parlo di tutte le arti, non solo dei cartoni animati. Potrebbe non essere immediatamente comprensibile, potrebbe necessitare di anni dopo averlo visto per capirne effettivamente il valore, ma è veramente un'opera significativa.
puntiniCAZpuntini: Visto nei tre film in ultrahd e tutto di seguito, è proprio totally mindfuck. La superscena finale è supercalifragiliestichespiralidosa... e non l'ho capita bene, perchè è troppo Giappo per me.
panapp: Per me tutta la parte della citata Operazione Yashima (episodi 5 e 6 della serie classica o finale del primo film) è seriamente una delle cose migliori che abbia visto in vita mia. Potrei vederla altre cento volte e comunque piangere ogni singola volta.
proggen_ait94
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Bella rece, mi sa che lo evito.
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panapp: Allora mi sono espresso male: lo consiglio caldamente, però senza aspettarsi il nuovo Miyazaki come dicono tutti perché no, non lo è.
Survivor 12
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Io spero di vederlo a breve, purtroppo non riesco ad andare al cinema perchè sto studiando un botto in questo periodo.
A poi Miyazaki a detto che ritornerà a fare film in una recente intervista, è già al lavoro ma non vedrà la luce tra meno di 4 o 5 anni cosi a detto.
BËL ( 00 )
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panapp: La news sul ritiro di Miyazaki è stata diffusa dai media in maniera molto superficiale. Miyazaki non ha mai dichiarato di volersi ritirare: ha detto che siccome ha una certa età, e siccome per fare un lungometraggio d'animazione servono non meno di tre-quattro anni, se iniziasse adesso un nuovo film ha paura di morire prima di riuscire a finirlo. Di conseguenza, preferisce dedicarsi ai cortometraggi che hanno tempi di realizzazione più brevi. Tutto qui, un "problema tecnico" in pratica. Siccome di recente ha avuto una nuova idea che lo intriga tantissimo, sta valutando se farci un lungometraggio o evitare il rischio. Tutti si augurano ovviamente che Miyazaki campi altri cent'anni e faccia altri film, vediamo come si sente lui.
Survivor 12: Speriamo in bene, tra l'altro mi sono ricordato adesso che mancava l'H nella frase che ho scritto prima.
Avevo letto questa recente intervista meno di un mese fa chissà magari si è deciso a fare il film.
lector
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E' un mondo che conosco davvero poco, ma è un piacere imparare qualcosa da una lettura così scorrevole.
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panapp: Grazie mille, spero di essere stato utile.
panapp
panapp Divèrs
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Modifica alla recensione: «Corretto un errore di battitura.». Vedi la vecchia versione link rotto
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psychopompe
psychopompe Divèrs
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Sono oramai completamente fuori dal contesto anime, pur avendoci scritto tesi e aver vissuto in Giappone, ma le poche cose di Shinkai viste non mi avevano esaltato. L'ultimo regista che mi era piaciuto, e che ho scoperto un anno fa essere morto giovane, era Satoshi Kon.
BËL ( 01 )
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panapp: Quoto. Senza dubbio Kon è stato un innovatore: pur recuperando temi e immagini da molti contesti diversi, ha saputo convertirli ai suoi scopi. Quello che Shinkai non riesce a fare, limitandosi a commedie che non vanno oltre il livello del piacevole. È già qualcosa, ma ancora un po' poco.
puntiniCAZpuntini: Bella Psycho, ma a tua figlia glieli scarichi gli Anime? Ho una nipotina di 5 anni che è quasi pronta per visioni decenti e vorrei toglierla dalle schifezze che danno in Italia.
Hai consigli da Babbo giappomane?
(un tempo ci consigliavamo i dischi da drogati... ora gli anime per le bambine...)
psychopompe: Grande caz, io se vuoi te li consiglio ancora i dischi pissichedelici, ne escono sempre meno validi e mi sono anche un po' rotto le palle di nuovi ascolti, ma scrivo per riviste locali da oramai 12 anni, quindi cerco ancora di essere aggiornato. Riguardo anime, mia figlia a 1 anno e 1/2 aveva già visto Lupin il Castello di Cagliostro e La Città Incantata. Gli sto insegnando un po' di giapponese, ma non la forzo. In compenso di anime si è vista un bel po' di cose, da Heidi, passando per tutto Miyazaki, Conan e altri. Tutti validi per la tua nipotina, ovvio!
puntiniCAZpuntini: Sì hai ragione, partiamo dai grandi classici che son facili, poi mano mano la porto su quelli dove non c'è netta distinzione fra buono e cattivo, che per me sono i più educativi e li fanno solo i giappo.
Di pissichedelico recente mi son piaciuti questi Cross Highest Trip - Vision Without Execution Is Hallucination (2017) (New Full Album) e questi Frozen Planet....1969 - Electric Smokehouse (2017) (New Full Album) però non ho più tempo per sentire dischi interi, quindi la pissicoteneria la sto trascurando, dato che a colpetti da 10/15 minuti non rende. Neanche entri nel mood.
Flame
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Lettura veramente piacevole. Buio totale per quel che mi riguarda su questo Shinkai, ho dato un occhio a qualche fotogramma e non credo proprio faccia per me, mi sono piaciuti un mucchio invece i lavori di Anno in ambito Gainax, anche se Evangelion non è che l'abbia capito tanto (ho visto solo la roba che mandavano anni fa su MTV). Le anime le ho mollate da un po' e ogni tanto butto un occhio a roba vecchia più per nostalgia che per altro.
BËL ( 00 )
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Flame: ... GLI anime (o le?) ...
panapp: Maschile, gli anime. Al momento l'industria dell'animazione giapponese è in una fase tecnicamente eccellente, economicamente buona, creativamente stagnante: purtroppo questo film riassume alla perfezione tutti e tre gli aspetti.
Wednesday
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Mi dispiace sentire che Shinkai ha fatto un film banale. Ho visto "Il giardino delle parole" e "5 cm al secondo" e non mi azzardo a definirli profondi, ma sicuramente comunicano una visione del mondo molto personale e complessa.
Sarà per questo che il regista ha caldamente invitato gli abitanti del pianeta a non vedere il film e si augura di non vincere il Premio Oscar?
BËL ( 00 )
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panapp: Più o meno: ha dichiarato che per varie ragioni di tempo e soldi non è riuscito a fare il film come voleva, però piace tantissimo al pubblico, molto più dei suoi film precedenti che invece aveva fatto come voleva e che non avevano avuto lo stesso successo. In pratica adesso è preoccupato: la prossima volta che deve fare, un film come piace a lui col rischio che esca un flop o un film come piace al pubblico col rischio di fare un film-fotocopia e che comunque non lo soddisfa? In pratica, se questo film vince l'Oscar sarà un premio molto amaro, perché premierà un film che il regista stesso non ama.
psychopompe
psychopompe Divèrs
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Ah ma un attimo, è quello del giardino delle parole???? Cioè me lo avevano consigliato e dopo anni di non frequentazione, anche perchè purtroppo oramai, sarà un pensare molto snob ammetto, quello che una volta era il mio salotto di casa, d'un tratto è diventato il bancone di un bar, l'ho scaricato e visto. Che dire, ne avevo letto molto bene, ma sinceramente ammetto che le nuove leve della critica su anime & co. è su un pianeta completamente diverso dal mio. Lo ho trovato di una banalità sconcertante, e soprattutto finto, fintissimo proprio in quello che era il punto forte: il rapporto umano. Cioè rispecchia molto la deriva sociale nipponica e mondiale, in questo è perfetto, ma è un buco nero emotivo. Se il regista è lui, e il tema trattato simile, vade retro tutta la vita!
BËL ( 00 )
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panapp: Tutto quello che era ne "Il giardino delle parole" sta anche in "Your Name." (persino il titolo "Il giardino delle parole", in italiano, riutilizzato come nome di un ristorante italiano), sia la qualità grafica sia la banalità tematica. Shinkai, prendere o lasciare.
CamilloVidani
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Scusate la franchezza, ma… si critica Shinkai perchè si autocannibalizza troppo, cosa verissima, e poi lo si paragona in negativo a Hideaki Anno? Se c’è uno che dal ’95 campa di rendita su Evangelion è proprio lui… cosa ha fatto di interessante negli ultimi dieci anni? Il Godzilla nuovo, che è per l’appunto un episodio di Evangelion senza i robot?

Per quanto riguarda il citazionismo esasperato, la Gainax è sempre stata una delle maggiori colpevoli fin dai tempi di Gunbuster (menzionato nell’altra recensione). Gunbuster che è stato fatto perchè bisognava pagare i debiti dopo il bagno di sangue di Honneamise no Tsubasa, peraltro, quindi dacci dentro con le belle ragazze e i robottoni nostalgici anni ’70 che stavolta dobbiamo vendere bene.

Ancora più incomprensibile, per me, è l’accusa di propagandare “lo stile di vita giapponese patriarcale standard”; non so che film abbia visto il recensore, ma in quello che ho visto io la crescita dei personaggi passa proprio dall’imparare l’uno dall’altro come andare oltre gli stereotipi del proprio sesso.

È anche un caso molto raro di film che mostra lo stesso amore per la città e per la campagna, invece della contrapposizione manichea a favore di una delle due in cui cadono quasi tutti gli altri che si confrontano col tema.
BËL ( 00 )
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panapp: Innanzitutto grazie del commento. Chiedo scusa per gli accenti fatti con l'apostrofo, ma scrivo da una tastiera non italiana.
panapp: "Shin Godzilla" non e' "Neon Genesis Evangelion" senza i robottoni. Questa bugia odiosa e' pari alla bugia odiosa per cui Shinkai e' il nuovo Miyazaki: sono sciocchezze scritte dai giornali per fare clic. Siccome e' un discorso molto lungo, faro' per "Shin Godzilla" esattamente come ho fatto per "your name.", ovvero prima ho scritto su DF una recensione a caldissimo con l'analisi degli elementi del film, e poi su Debaser una recensione a freddo con la riflessione su che cosa lascia ai posteri il film. "your name". l'ho visto pochi giorni dopo l'uscita, "Shin Godzilla" l'ho visto al day one, il primissimo spettacolo della mattina alle 8:40 e ho scritto l'analisi in meno di dieci ore entro le 20 della sera stessa. Buona lettura (gli spoiler sono segnalati in anticipo): Godzilla Resurgence - Il vangelo del nuovo millennio - Dimensione Fumetto Quando uscira' in Italia, probabilmente in estate, scrivero' le mie impressioni sintetiche qui su Debaser. Spoiler: l'ho visto tre volte al cinema e tutte e tre ho pianto, per "your name." no.
panapp: Il citazionismo non e' un problema, anzi e' una cosa meravigliosa che io apprezzo, sara' per questo che la mia opera preferita di Anno e' proprio "Punta al Top! GunBuster"? Forse. Il problema del citazionismo e' che lo devi saper fare: se tu prendi un elemento di un'altra opera e la metti nella tua reinventandolo e' citazionismo. Se tu invece non sei in grado di sviluppare nessuna idea forte oltre a "lui e lei non possono stare insieme e guardano il tramonto da due punti diversi" allora il continuo prendere idee e immagini non e' piu' citazionismo, e' prendere le cose altrui per riempirci il tuo film. La citazione e' una spilla altrui sul cappotto che hai cucito tu, non il cappotto stesso. Makoto Shinkai ci mette la gruccia, per la stoffa del cappotto prende tutto di seconda mano altrove.



Ma quale crescita? E' un film di trama fantasy con storia d'amore, non di crescita psicologica. Taki odiava le donne e le avrebbe messe tutte a pulire i bagni, ma a fine film si ravvede e partecipa ai cortei femministi? Non mi pare. Inizio film: lui bel tipetto, s'impegna sul lavoro, vuole diventare architetto; fine film lui bel tipetto, s'impegna a cercare lavoro, vuole diventare architetto. Inizio del film: lei ragazza semplice, detesta la campagna e vuole andare a Tokyo, vive in famiglia; fine del film: lei ragazza semplice, si e' trasferita a Tokyo, trovato l'uomo puo' farsi una famiglia. Questa e' crescita? Poi, +++SPOILER ALERT+++, lei prima di morire da' il laccetto a lui cosi' ci si lega e eventualmente puo' venirla a salvare in caso di necessita': avantissimo! Le suffragette di 100 anni fa cosa avrebbero detto?

Shinkai viene dalla campagna: Alla mostra di your name., a casa di Makoto Shinkai - Dimensione Fumetto E comunque alla fine stanno entrambi a Tokyo, per dire, che si prepara per Tokyo 2020: venite turisti venite. Mi disciace che nei film occidentali ci sia un contrasto fra campagna e citta', in quelli orientali c'e' sempre l'amore per entrambi (cit. qualunque film di Miyazaki e Hosoda, i primi due che mi vengono in mente su due piedi).

Abbiamo visto lo stesso film?
CamilloVidani
Opera: | Recensione: |
OK, la frase su Shin Gojira probabilmente è eccessiva e me ne scuso, ma non posso che notare che anche tu hai passato metà della recensione a parlare di Eva ;)

Sulla questione “crescita” invece resto della mia idea. Certo, Taki e Mitsuha sono personaggi semplici, volutamente solo accennati in modo che gli spettatori possano identificarsi a uso FEELS. In un film di 100 minuti con commedia scolastica, viaggi nel tempo alla Interstellar, dramma romantico e N altre cose pigiate insieme non c’è molto tempo per farli evolvere… ed è anche possibile che Shinkai in effetti non lo sappia fare granche bene.

Ciò detto, uno dei messaggi di questo film per me è sicuramente “faremmo bene a imparare gli uni dagli altri, e i gender roles non sono tutta questa gran trovata”. Taki è attivo e determinato, Mitsuha è socialmente più sveglia: stereotipi? Anche sì, ma trovarsi l’uno nel corpo dell’altra è proprio quello che insegna a lei che essere più assertiva non sarebbe poi una brutta idea, e a lui che guardare le belle donne imbambolati non serve a molto.

Il culmine del film per me è quando Mitsuha trova finalmente la determinazione per affrontare il padre, e così salva la città. Certo, l’ha imparata da Taki: ma alla fine lo fa lei.

Dissento fortemente dall’idea che non si possa più fare un film dove un uomo salva una donna perché sennò è sessismo, un bianco che salva un nero perché è razzismo, etc etc - e dubito troveremo un accordo su questo punto, ma va bene così.

Mi sembra anche ingiusto il modo in cui descrivi le “prospettive di carriera” dei due: per prima cosa non sappiamo nulla di che lavoro faccia Mitsuha da grande, quindi che ne sappiamo di come si paragona rispetto a quello di Taki… secondo e più importante, il desiderio di ritrovarsi è forte in lui quanto in lei: perchè sminuisci lei con un “ora può farsi una famiglia”, quando è chiaro che anche Taki lo vuole con la stessa identica forza?

Per quanto riguarda il product placement: ormai sta dappertutto, bene o male serve a pagare gli stipendi, finché è fatto in questo modo non mi infastidisce.
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panapp: Non ti devi scusare di niente, anzi sono sempre contento di dialogare con persone addentro alla materia. Quando scrivevo che "Shin Godzilla" come "Neon Genesis Evangelion" senza i robottoni e' una bugia odiosa non mi riferivo a te, specifichiamo, ma ai mille siti che hanno scritto questa cosa sulla base di che, boh. Io stesso poi sono il primo ad ammettere che "Shin Godzilla" e' figlio dell'esperienza di Anno con "NGE", l'ho scritto esplicitamente anche sulla recensione di DF (e se l'hai letta te ne ringrazio moltissimo), ma un conto e' "figlio dell'esperienza" e un altro e' "la stessa cosa". Non lo sono: posso accettare che si dica che stilisticamente sono identici, dato che lo sono, ma hanno intenti narrativi diversi e dire che sono la stessa cosa vuol dire sminuire l'enorme lavoro concettuale su "Shin Godzilla" facendolo passare per una brutta copia di "NGE", cosa che non e' e quando lo vedrai capirai.
panapp: Sul sessismo: non ho usato questa parola e nemmeno la accosterei a "your name.", veramente. Dico una cosa diversa e non sono l'unico a dirla: questo film ripropone (ma il verbo giusto sarebbe "propaganda") una visione del mondo conciliante in cui tutto e' al suo posto come due secoli fa. Il discorso e' piu' complesso, quindi ti invito a leggere qui: Benvenuti in Giappone 01 - Matrimonio & felicità - Dimensione Fumetto
panapp: Per il resto: non e' che dobbiamo essere d'accordo per forza, eh! ;)
adrmb
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Visto, allora. Per me piacevolissimo e godibilissimo e l'ho doppiamente apprezzato per non aver mostrato pretenziosità alcuna nel tipo di messainscena, cosa che succedeva a tutti gli altri suoi film (che per me rimangono il Nulla). Questo qui mostra la sua natura sempliciotta e commerciale dal primo momento, e entrato subito in quest'ottica ho finito per godermelo appieno, complice il ritmo sempre elevato, più "occidentalizzato" se vogliamo, che ha tenuto il mio coinvolgimento sempre alto, prima volta che mi capita con lui.
Ah... a me Cannarsi non spiace, ma questo sì che è stato un adattamento coi fiocchi, fluido dall'inizio alla fine pur mantenendo fedeltà al testo. Non mi pare che le due cose debbano per forza escludersi a vicenda come lui invece dice sempre nel forum dello Studio Ghibli o_O

Tenersi ovviamente alla larga dal solito clamore esageratissimo che sto leggendo in giro per 'sto filmetto.
BËL ( 00 )
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panapp: Quoto tutto, a parte «a me Cannarsi non spiace».
adrmb
Opera: | Recensione: |
Ahhhh, ma tu sei quello che sta affossando Cannarsi ne 'Gli sconcertanti adattamenti dello Studio Ghibli'! Com'è piccolo il mondo XD

Posso scriverti in privato per chiederti un dubbio che da ieri me sto portando appresso?
BËL ( 00 )
BRÜ ( 00 )

panapp: Sono io, eccomi. \o/ Quello che sto scrivendo su Twitter e che viene ripreso da quel gruppo di Feisbuc è l'1% del materiale su Cannarsi che sto raccogliendo da tempo e che sto organizzando in una serie di articoli per DF (il sito principale per cui scrivo, quello linkato all'inizio della recensione). A rischio che mi citi in giudizio: è un incompetente. «Non mi pare che le due cose debbano per forza escludersi a vicenda come lui invece dice sempre nel forum dello Studio Ghibli»: incompetente e bugiardo, per giunta.
panapp: Scrivi scrivi, come no, se sono in grado di rispondere lo faccio con piacere.
psychopompe: Scusate se intervengo, stavo leggendo sta cosa delle traduzioni italiane. Non conosco il personaggio perchè credo di avere almeno una decina di anni più di voi, per cui nei '90 vidi ben pochi anime da voi descritti, a parte Evangelion ma quello già all'università, quindi con occhio da nipponista. Ad ogni modo i film dello studio ghibli soffrono molto delle traduzioni letterali dal giapponese, un po' come quelle assurde del primo doppiaggio di Gundam o Goldrake (modi di dire giapponesi tradotti letteralmente, ma al tempo potevo capirli, ora mi sembrano un'assurdità! Cazzo abbiamo studiato a fare giapponese all'università!?). Secondo me uno degli errori peggiori, presente su Totoro, Howl, e anche Ponyo è quello di tradurre "Ane" ossia sorella maggiore, come "sorellona"! Ma che cazzo vuol dire in italiano? Da noi è sorella e basta. O usiamo il nome, quindi andava tradotto così.
panapp: @[psychopompe], stai parlando esattamente della stessa persona di cui stiamo parlando noi: Gualtiero Cannarsi, l'adattatore ufficiale dello Studio Ghibli.
adrmb: Ma il "sorellona" lo si usa pure nella pubblicità dell'amuchina, ahahahah, a me fa morire e non dà fastidio (mi dava più fastidio il "fratellino" col quale Setsuko apostrofava Seita :S)
Bartleboom
Bartleboom Divèrs
Opera: | Recensione: |
Ma la domanda vera è: ma tutto sto casino per questo film? Oh, a me è piaciuto, per carità. Come tutti i film di Shinkai, mi è parso un po' troppo puccioso, troppo affettato e con un finale davvero troppo tirato per le lunghe (va bene cincischiare sull'incontro tra i due, ma quando si superano i 15 minuti di cincischio, si sfocia nella presa per i fondelli). Ma tutta la prima parte è divertente, anche se stravista e straletta in tutte le salse e i condimenti, in generale c'è un buon ritmo e il comparto tecnico è di alto livello. Ecco, se proprio si volesse trovare qualcosa per cui valga la pena spendere tutto sto tempo per Shinkai, secondo me dovrebbe essere l'uso che fa dei colori, la sua palette super pastellosa, i giochi di luce. Che hanno senz'altro il brutto effetto di aumentare ulteriormente il livello di pucciosità, ma perlomeno sono il suo marchio di fabbrica e puoi riconoscere un suo film anche solo da quello. Insomma, tornando all'inizio di questo commento: non capisco perchè questo film (che pure mi è piaciuto) abbia scatenato tutta questa attenzione, arrivando addirittura nei cinema italiani. A sto punto, mi aspetto di vedere al cinema perlomeno qualcosa di Mamoru Hosoda.
BËL ( 00 )
BRÜ ( 00 )

adrmb: Sottoscrivo anche le virgole, personalmente mi pare sullo stesso livello de 'La ragazza che saltava nel tempo', anche se questo è più sfacciatamente zarro.
adrmb: ZAAAUROOO ZAUUROOO ZAAURROOOO
panapp: Quoto tutto anch'io, ed è esattamente quello che dico nella recensione: alla qualità del comparto tecnico-artistico non si abbina una uguale o quantomeno comparabile qualità di sceneggiatura. Comunque i film di Hosoda sono arrivati tutti in Italia, eh, sia al cinema sia in home video.

Ocio che non hai mica acceduto al DeBasio!

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