Copertina di Marilyn Manson Holy Wood
(sic)

• Voto:

Per fan del rock alternativo, amanti del metal industriale, appassionati di marilyn manson e cultori della musica anni 2000
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LA RECENSIONE

- GODEATGOD: Un titolo rassicurante, vero? Dio mangia Dio... vabbè, passiamo oltre. L’intro rende l'idea di come sarà questo cd ed è fatto molto bene.
- THE LOVE SONG: Bella canzone, con un Twiggy Ramirez (bassista) che appare più in forma che mai. Finalmente sento le urla che mi sono mancate a "Mechanical Animals".
- THE FIGHT SONG: Questa sì che è una signor canzone, porca miseria!!! Sarah Lee Lucas (batterista) fa qualcosa di magnifico, supportato da un ottimo chitarrista (John 5) e da una voce più brillante che mai di Marilyn Manson. La mia preferita.
- DISPOSABLE TEENS: L’inizio mi ha spaventato un po' (mi ricorda troppo il terrificante "Mechanical Animals"), ma il proseguo è migliore, molto migliore. Bella traccia.
- TARGET AUDIENCE: Azzeccato l’inizio della canzone, il resto è decente.
- PRESIDENT DEAD: Un titolo eloquente... il brano è bello, con un basso che va alla grande.
- IN THE SHADOW OF THE VALLEY OF THE DEATH: Nonostante la chitarra acustica (che mal digerisco), il brano risulta molto tranquillo e molto godibile. Una specie di pausa, diciamo.
- CRUCI-FICTION IN SPACE: Buona canzone, anche se il ritornello lascia molto a desiderare.
- A PLACE IN THE DIRT: Ottimo l’inizio, peccato anche qui per il ritornello poco eccitante. La precedente traccia e questo brano suonano bene assieme, tra l’altro.
- THE NOBODIES: Dedicata ai fans di Marilyn Manson, la canzone, grazie ad un altro splendido lavoro di Twiggy Ramirez ed all’eccellente voce del reverendo. La mia seconda traccia preferita.
- THE DEATH SONG: Canzone molto interessante, anche se la considero un po' troppo monotona.
- LAMB OF GOD: Canzone abbastanza tranquilla, che ha le stesse finalità della già citata IN THE SHADOW OF THE VALLEY OF DEATH (ovvero di un momento di tranquillità, una pausa). Almeno non c’è la chitarra acustica...
- BORN AGAIN: L’inizio ricorda un pò IRRESPOSABLE HATE ANTHEM del magnifico “Antichrist Superstar”, anche se il seguito è totalmente differente. Buona traccia.
- BURNING FLAG: Anche qua l’inizio mi ricorda una canzone dello stesso Manson, la bellissima THE BEAUTIFUL PEOPLE. E’ la canzone del disco che più assomiglia a quelle di “Antichrist Superstar” (tranne per la batteria, un po' diversa rispetto ai brani dell’album di Manson uscito nel 1996). Traccia molto buona.
- COMA BLACK: Non mi piace per niente. Mi ricorda troppo “Mechanical Animals”, e quell’album non è altro che una merda. Non si sente un filo di basso e Manson canta senza carattere. Il brano peggiore dell’intero disco.
- VALENTINE’S DAY: L’inizio è molto simile a THE LOVE SONG, anche se poi la canzone è brutta per lo stesso motivo della precedente canzone. Voce penosa e troppa elettronica.
- THE FALL OF ADAM: E qui ritorna quella schifosa chitarra acustica... perlomeno, nel ritornello, si sente Manson tornare ad urlare. La fine, dove c’è una mosca che vola e fa quel suo fastidio rumore, è figa... e si integra bene con la canzone successiva.
- KING KILL 33: Anche qua torna l’elettronica, anche se qui è azzeccata, molto azzeccata... finalmente sento il basso che pompa e le varie voci che si sentono nella traccia non fanno altro che rendere la canzone molto interessante...
- COUNT TO SIX AND DIE: La canzone finale del disco. Troppo melodica per i miei gusti.

HOLY WOOD. Dopo l’orrendo “Mechanical Animals” e il discreto live “The Last Tour On Earth”, arriva finalmente un buon lavoro del reverendo Manson. Non è prefetto come “Antichrist Superstar”, ma diciamo che è l’album che assomiglia di pù al lavoro del 1996. Alcuni brani spaccano davvero (THE FIGHT SONG su tutte), mentre altri lasciano un po' a desiderare... secondo me il reverendo dovrebbe smetterla ad usare questa elettronica, che ha già rovinato un album (indovinate quale...) e che avrebbe potuto rovinare “Holy Wood”. Ma, al contrario di “Mechanical Animals”, questa volta il cd è andato bene, molto bene... e si merita un buon voto.
E poi; tutto si può dire di Manson, tranne il fatto che lui sia un ottimo musicista.

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Riassunto del Bot

La recensione di Holy Wood evidenzia un significativo miglioramento rispetto a Mechanical Animals, con brani energici e un ritorno alle urla di Marilyn Manson. Alcune tracce brillano per la loro forza, mentre altre mostrano qualche difetto, specialmente legato all'elettronica. Nel complesso, l'album è considerato un buon lavoro, vicino alla qualità di Antichrist Superstar.

Tracce testi video

02   The Love Song (03:20)

04   Disposable Teens (03:04)

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05   Target Audience (Narcissus Narcosis) (04:22)

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06   “President Dead” (03:13)

07   In the Shadow of the Valley of Death (04:11)

08   Cruci-Fiction in Space (04:56)

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09   A Place in the Dirt (03:37)

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11   The Death Song (03:30)

12   Lamb of God (04:40)

15   Coma Black: A) Eden Eye / B) The Apple of Discord (05:59)

16   Valentine’s Day (03:32)

17   The Fall of Adam (02:34)

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19   Count to Six and Die (The Vacuum of Infinite Space Encompassing) (03:23)

Marilyn Manson

Marilyn Manson è una delle band più discusse e provocatorie della musica rock e metal statunitense dal 1989. Guidata da Brian Warner, ha segnato più di vent’anni di panorami industrial e metamorfosi dell’immaginario pop con album concettuali, show controversi, cover celebri e continui cambi di rotta tra industrial, glam e ballate decadenti.
39 Recensioni

Altre recensioni

Di  CoolOras

 Holy Wood è un disco oscuro, cupo, rabbioso, con atmosfere stile gotico che va ascoltato con molta attenzione prima di essere giudicato.

 Marilyn Manson usa questa storia come pretesto per criticare la società odierna, la religione e la politica.


Di  Andy999

 "Viva il 'Grande Fratello', che in questo caso siamo noi, abbasso la libertà di pensiero da considerarsi un vero e proprio 'Psicoreato'".

 "La morte di uno è una tragedia, la morte di milioni è solo una statistica".


Di  MiseryMachine

 È un album invecchiato benissimo, è ancora attuale, anzi forse più attuale ora di quanto non lo fosse ai tempi.

 Si ritrae una visione amara e impietosa dell’America dello zio Sam dove la violenza è insita nel suo DNA.