Copertina di Marlene Kuntz Il vile
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Per appassionati di rock alternativo italiano, fan dei marlene kuntz, ascoltatori di musica intensa ed emotiva, esploratori di album cult anni '90.
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LA RECENSIONE

...e in queste stanze si urla / e un tonfo scuce la pelle / glaciale un brivido sale dal basso / scompaio / non ci son più / non ci sei più...

Il capolavoro assoluto dei Marlene Kuntz.
È solo il secondo disco, ma è il migliore in assoluto.

Non solo "Ape regina", ogni pezzo meriterebbe una recensione a sé. "Il Vile", pezzo sulla caducità della vita, "Retrattile", un po' la cronaca impietosa e disgustata dell'ingresso di tutti nel mondo dei "grandi" (parassitare per la nuova dignità / è un surrogato delle andate vanità / così disponi e sei esplicito col bèige / che non ti dona ma ti spara via dai guai), "3 di 3" (racconto di un disgustoso triangolo sessuale), "Cenere" (forse su un'esperienza sessuale infantile?), "L'agguato" (cronaca di un incidente stradale con esito fatale)... si potrebbe andare avanti per ore.

Il suono non è già semplice sferragliare rock, c'è quel qualcosa di diverso che, chi li conosce, sa che distingue solo i Marlene. Disco ineguagliabile e ineguagliato. La sola "Ape regina" vale il prezzo dell'acquisto, ma il disco è tutto pieno di perle: nessuna canzone esclusa.
"Il vile" ha un riff di chitarra ossessivo, pezzo semplice e ipnotico, "L'esangue Deborah" è il pezzo più dolce del disco al di là dell’ironia di cui il pezzo è pervaso; "Ti giro intorno" è un pezzo originalissimo, le suggestioni che evoca cambiano continuamente. Quando la ascolto, quasi alla conclusione del cd, sento che interpreta ciò che l'ascoltatore sente per il disco: bastano i prodigi che tu sei / contano i sapori che mi dai / io ti giro intorno e ingoio fremiti / io ti giro intorno senza limiti...

Ne "Il vile" la forma-canzone dei M.K. ha assunto per la prima volta la forma perfetta che tutti ormai conosciamo.
Un disco senza falle, granitico, in una parola: irrinunciabile.

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Riassunto del Bot

La recensione celebra Il Vile come il miglior disco dei Marlene Kuntz, sottolineando l'intensità emotiva dei testi e la maturità raggiunta dalla band. Ogni brano è descritto come imprescindibile, con particolare menzione per 'Ape regina'. Il sound si distingue per originalità e profondità, rendendo l'album un punto di riferimento per il rock italiano degli anni '90.

Tracce testi video

01   3 di 3 (04:43)

02   Retrattile (04:00)

03   L'agguato (05:05)

04   Cenere (03:18)

05   Come stavamo ieri (04:46)

Quanto fa male lavorare
al male che compare a causa dei
miei vuoti d'anima
Sento l'inutilita' obbligata
delle scuse solite:
il mio costume, la tua rabbia su di me

Come stavamo ieri...
sara' cosi' domani?
Dimmi di si

Quanto fa male ritornare
al gelo dei sorrisi uccisi
dalle nostre lacrime
Quanto fa male devastare
gli argini del nostro scorrere:
la terra e' fradicia anche al sole oramai

Come stavamo ieri...
sara' cosi' domani?
Dimmi di si

06   Overflash (03:57)

07   Ape regina (06:28)

08   L'esangue Deborah (04:54)

09   Ti giro intorno (04:33)

10   E non cessa di girare la mia testa in mezzo al mare (02:53)

11   Il vile (05:30)

Marlene Kuntz

I Marlene Kuntz sono una band rock italiana, nata a Cuneo nel 1987. Ritenuti tra i pionieri e massimi rappresentanti del rock alternativo italiano, si sono distinti grazie a testi intensi e sonorità noise.
52 Recensioni

Altre recensioni

Di  loureedo

 "Il Vile è talmente perfetto che credo abbia creato problemi agli stessi Marlene Kuntz, ingiustamente obbligati a ripetere l’irripetibile."

 "Un disco storico, i miei nipoti lo ascolteranno tra 20 anni, dovesse essere l’ultima stronzata che faccio in vita mia."


Di  dellas

 “Parassitare per la nuova dignità è un surrogato delle andate vanità.”

 “Vorrei colpire al cuore e conquistare il tuo stupore. Ma è così dura, credi, e sento che non lo so fare.”


Di  andrea biacca

 "Un album di palpitanti manifestazioni d'amore e di odio, un condensato di sentimenti contrastanti come solo i Marlene Kuntz sanno fare."

 "L'ape regina che ti entra dentro fino al midollo."


Di  lucarandi80

 La morbosità trasuda copiosamente da ogni traccia di questo controverso album, ode alla viltà che finisce per essere più cinica della viltà stessa.

 ‘Il Vile’ è un album colto, un vero capolavoro di poetica raffinata, ma rimane comunque un album rock, imbevuto di rabbia, aggressività, superbia e urgenza espressiva.


Di  ragzzoeroe

 Non ero pronto, non mi ero preparato.

 Sarebbe riduttivo parlavi di ogni traccia singolarmente, per me questo lavoro va ascoltato in tutta la sua interezza e in tutta la sua acidità.