Un giorno parlando dei miei gusti musicali con un amico ricordo che mi disse :- "Dovevi nascere 10 anni prima, nel 1961 e non nel 1971!"
Lo svantaggio è che oggi avrei 41 anni e non 31 ma sicuramente avrei visto in concerto i Cure, gli Smiths, i Joy Division, i Talking Heads e loro due, le mie "ragazze", Lisa Gerrard ed Elisabeth Fraser.
Mi vedevo bene partire in treno, magari con un'amica, a 20 anni, vestita di nero, eye liner marcato, rossetto rosso, arrivare ad un concerto dei Cocteau Twins e rimanere incantata dalla voce di Elisabeth Fraser dal vivo... certo posso ancora ascoltarmi i dischi ma non è la stessa cosa!
Fortunatamente ci hanno pensato loro, i Massive Attack, a collocare al giusto posto questa splendida voce negli anni '90. Non è un caso che sia proprio lei, Elisabeth Fraser a dare lustro a questo disco, una delle regine del "Dream-Pop" anni '80. Questa creatura quasi irreale ci avvolge immediatamente con la sua voce dalla prima traccia "Angel".
L'atmosfera che Mezzanine crea è già chiara dalla copertina. È inquietante e notturno con qualche sprazzo di luce come "Teardrop" che filtra ogni tanto.
I Massive Attack in questo disco strizzano l'occhio alle atmosfere dark anni '80 rielaborandole perfettamente.
A mio avviso uno dei migliori album degli anni '90 e come tutti i miei album preferiti da ascoltare (dopo aver inserito il repeat) dall'inizio alla fine, in penombra prima di scivolare nel sonno anche se qualche incubo non è da escludere.
Questi suoni sono cupi, a tratti claustrofobici, inquietanti in canzoni come 'Risingson' e 'Inertia Creeps'.
Un disco che ad ogni ascolto migliora. Un vero capolavoro!
"Il primo amore elettronico non si scorda mai."
"Mezzanine è una delle canzoni più cupe di sempre, la title track perfetta per questo disco."
È una voce che parla, una voce antica, che appartiene al mondo intero, che restituisce a quella sostanza una dignità in forma di suono.
Il viaggio introspettivo, multiculturale, potente, si risolve con il ritorno splendente a riva di (Exchange), un racconto dell’eternità di cui può godere la musica elettronica di un certo livello.