Copertina di McAlmont & Butler The Sound of McAlmont and Butler
alia76

• Voto:

Per appassionati di britpop e soul, fan di bernard butler e david mcalmont, cultori della musica anni '90, amanti di produzioni musicali di qualità e storie dietro gli album
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LA RECENSIONE

A volte la storia che sta dietro alla realizzazione di un’opera è più interessante dell’opera stessa. Nel caso di “the sound of Mcalmont & Butler” (1996) si può dire che l’interesse gareggia ad armi pari con la qualità del lavoro stesso. Il contesto è importante: Bernard Butler, storico chitarrista dei primi Suede e, a detta di molti miglior chitarrista inglese della sua generazione - quella dopo Johnny Marr per intenderci - non vuole saperne di unirsi ad un’altra band e sta studiando un modo per uscire dal tritacarne brit pop. Ha in testa solo due nomi, due suoni: Dusty Springfield e Scott Walker.

Non solo, ha una manciata di idee musicali sequestrate alle sessions di Dog Man Star ed è in cerca di una voce che possa completarle. Incontra David Mcalmont ad un live della sua band di allora,The Thieves, e ne rimane impressionato. Pochi giorni dopo scrivono una hit: Yes. Pezzo che rimbalza a top of the pops e di cui viene eseguita una versione ruggente al Jools Holland proprio di fronte alla sopra citata Dusty Springfield!

Altro singolo “you do”, altro pezzo da novanta carico di un soul così insolito per quell’epoca. Mcalmont & Butler non ne vogliono sapere né di fare un disco né di intraprendere un tour. Butler è talmente refrattario al sistema che si preoccupa solo di completare i cdsingle con una manciata di B sides: CD1 e CD2.

Visti i risultati dei due singoli e la resistenza del guitar hero l’etichetta non trova di meglio che unire le hits alle b-sides ed ecco uscire “the sound of Mcalmont & Butler”.

Una compilation raffazzonata quindi? A giudicarlo a più di vent’anni dalla sua uscita direi proprio di no: la qualità della scrittura è altissima con momenti ad incastro fra Prince (what’s the excuse this time?), Marvin Gaye (“don’t call it soul”) ed echi 60’s (la già citata Yes e “although”).

Bernard produce e dirige il lavoro coadiuvato da un nugolo di nomi storici (Mike Hedges) e che da lì a poco avrebbero fatto la storia (Nigel Goldrich che su questo disco muove i primi passi come ingegnere del suono). Un lavoro da riscoprire sicuramente, meglio se nella special edition a 3 cd zeppo di curiosità video e interviste.

A margine: Bernard Butler non si è mai voluto esprimere ufficialmente sul motivo per cui abbandonò i Suede. Seguendo il suo percorso artistico e avendolo anche incontrato di persona recentemente, posso però supporre che l’unico motivo è che la band era stata investita da un interesse ed una pressione che ancora oggi il chitarrista e producer (Duffy, Paloma Faith, Sophie Ellis Bextor) non cerca. Continuo ad ammirarlo per questa sua integrità.

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Riassunto del Bot

La recensione racconta la genesi e la qualità di 'The Sound of McAlmont & Butler', un album unico nato dalla collaborazione tra Bernard Butler e David McAlmont. Pur essendo nato da singoli e B-sides, il disco offre una scrittura ricca con influenze soul e britpop. L'autenticità e la resistenza al sistema musicale rendono l'opera preziosa e da riscoprire, specialmente nella versione speciale a 3 CD. Il ruolo di Bernard Butler come chitarrista e produttore emerge con grande valore.

Tracce testi

01   Disappointment/Interval (08:57)

02   The Debitor (05:11)

03   You Do (full length) (11:09)

04   How About You? (04:10)

05   Tonight (05:02)

06   Although (04:21)

07   Yes (04:53)

So you wanna know me now
How I've been
You can't help someone recover
After what you did
So tell me am I looking better?
Have you forgot
Whatever it was that you couldn't stand
About me about me about me?

Because...
Yes I do feel better
Yes I do I feel alright
I feel well enough to tell you what you can do with what you got
To offer

You wanna know me now
How I've been
You can't help someone recover
After what you did
So tell me am I looking better?
Have you forgot
Whatever it was that you couldn't stand
About me about me about me?

Because...
Yes I do feel better
Yes I do I feel alright
I feel well enough to tell you what you can do with what you got to offer
Because...
Yes I do feel better
Yes I do I feel alright
I feel well enough to tell you what you can do with what you got
To offer

On and on and on and on and on and on and has no-one said...
Stay away, stay away... I'm better

Ye-ea-ea-ea--YES!
Ye-ea-ea-ea--YES!
Ye-ea-ea-ea--YES!
Ye-ea-ea-ea--YES!

I feel well enough to tell you what you can do with what you got
I feel well enough to tell you what you can do with what you got
I feel well enough to tell you what you can do with what you got
I feel well enough to tell you what you can do with what you got
I feel well enough to tell you what you can do with what you got
I feel well enough to tell you what you can do with what you got
I feel well enough to tell you what you can do with what you got
I feel well enough to tell you what you can do with what you got..

08   You'll Lose a Good Thing (04:25)

09   What's the Excuse This Time? (04:13)

10   The Right Thing (06:13)

11   Don't Call it Soul (03:05)

McAlmont & Butler

Duo inglese composto dal cantante David McAlmont e dal chitarrista Bernard Butler, noto per il singolo 'Yes' e per il mix di soul e britpop.
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