Copertina di Megadeth United Abominations
rg88metal

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Per appassionati di thrash e heavy metal, fan dei megadeth e di musica metal degli anni 80-2000, ascoltatori critici di album metal
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LA RECENSIONE

Parlare di band come Megadeth, Metallica o Iron Maiden non è mai facile: c'è in ballo la storia della musica, e si rischia di eccedere o in complimenti eccessivi al loro presente basati solo sul loro passato o, nel caso opposto, su accuse irrispettose per dei lavori non più all'altezza dei tempi d'oro.

I Megadeth di Dave Mustaine, ex Metallica dalla testa calda, hanno pubblicato nel 2007 "United Abominations": un lavoro che giudico positivo, nel loro splendido vecchio stile, ma non certo all'altezza di capolavori come "Killing Is My Business", "Peace Sells", "So Far, So Good... SO What", "Rust In Peace". Questi restano autentici capolavori del thrash. In seguito i 'deth avevano seguito la scia dei concorrentissimi Metallica, passando ad un heavy più classico e melodico ("Countdown To Extintion", "Youthanasia") prima di produrre qualche album-shock più vicino al commerciale che altro: "Cryptic Writings", "Risk". Fortunatamente negli ultimi anni hanno recuperato le antiche sonorità thrash ("World Needs a Hero", "The System Has Failed"), strada seguita anche da quest'ultimo "United Abominations", pur non arrivando a creare un vero gioiello capace di segnare la storia: ormai le idee sono poche.

"United Abominations" ha un'ottimo sound, delle belle sonorità thrash, ma ritengo scontato, ripetitivo e poco coinvolgente il cantato di Mustaine in gran parte delle song. "Sleepwalker" inizia lenta e procede con riff martellanti, ricalcando i tempi d'oro anche nelle parti vocalist. Assoloni e scariche chitarristiche valgono alla traccia un bel 6,5. "Washington Is Next" ha un bel riff introduttivo, abbastanza melodico. Il cantato è cupo ma si fa più profondo nel ritornello, orecchiabile. Le chitarre alternano franenti melodici ad altri più aggressivi, la batteria pesta bene: 6,5. "Never Walk Alone... A Call To Arms" è altrettanto in old style, ma il ritornello è un pò banale. voto 6. Dopo un inizio pacato, "United Abominations" accelera e si inasprisce; carino il ritornello, voto 6,5. "Gears Of War" è aperta con un riff solenne, e il cantato è cupo. Traccia poco trascinante, va un pò meglio nel ritornello. Voto 5,5. "Blessed Are The Dead" è abbastanza coinvolgente, ha un buon sound che merita un buon 6. "Play For Blood" si avvia promettente con assoli frequenti e riff rocciosi. Le parti cantate sono poco piacevoli, specie inizialmente. 6. "A Tout le Monde (Set Me Free)" è un plagio del buonissimo pezzo del 1994 dei Megadeth, storpiato dai coretti con l'italiana Cristina Scabbia (Lacuna Coil) in una mera operazione commerciale che non vale più di 5. "Amerikhastan" è introdotta da assoli robusti. Discreto il cantato, ma sempre inferiore alla musicalità. voto 6. Batteria e scosse cattive aprono "You're Dead", ma ancora una volta la composizione cantata non è all'altezza e non ti prende. Voto 6. "Burnt Ice" è un pò meglio in quest'ottica, sempre di pari passo con buona musicalità thrash: 6+.

Insomma, il disco suona bene ma è un pò arido e monotono (salvo poche eccezioni) nelle parti riservate al pur bravissimo singer, il grande Mustaine. Dave ha fatto la storia e resta un mito, però non per questo me la sento di giudicare l'ultimo lavoro per più di quello che realmente vale. I Megadeth la storia l'hanno scritta a caratteri cubitali, e lo hanno fatto alla grande fino a 10-15 anni fa: è inutile chieder loro altre meraviglie di tale portata, se volete divertirvi davvero con il gruppo di Mustaine vi consiglio di ascoltarvi piuttosto i primi 5 superalbum!

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Riassunto del Bot

La recensione valuta positivamente "United Abominations" dei Megadeth, lodando il ritorno alle sonorità thrash classiche. Tuttavia, il lavoro non raggiunge le vette dei loro capolavori storici. Molte tracce risultano ripetitive e il cantato di Mustaine è giudicato a tratti piatto. L'album suona bene ma manca di originalità e coinvolgimento, rendendo consigliabile l'ascolto dei primi cinque album per chi cerca la vera essenza della band.

Tracce testi video

02   Washington Is Next! (05:19)

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03   Never Walk Alone... A Call to Arms (03:54)

04   United Abominations (05:35)

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05   Gears of War (04:25)

06   Blessed Are the Dead (04:02)

07   Play for Blood (03:49)

08   À tout le monde (Set Me Free) (04:11)

10   You're Dead (03:18)

11   Burnt Ice (03:48)

12   Out on the Tiles (04:03)

Megadeth

Megadeth è una band statunitense di thrash metal fondata a Los Angeles nel 1983 da Dave Mustaine. Considerati tra i Big Four del genere, hanno pubblicato album fondamentali come Rust in Peace e Countdown to Extinction, alternando fasi più tecniche e veloci a periodi maggiormente melodici.
56 Recensioni

Altre recensioni

Di  gemini

 La perfetta sintesi della carriera dei Megadeth: potenza thrash anni '80 e melodia heavy anni '90.

 Decisamente una delle migliori uscite dell'anno e della band stessa, degno di essere accostato a Rust in Peace e Countdown to Extinction.


Di  d3str0y3r

 Questo disco non è nulla di eclatante, ma gli arrangiamenti sono più che buoni, e la produzione eccellente.

 La band di Mustaine si dimostra sempre meritevole di ascolto, grazie al proprio impegno per suonare con passione, e non per i puri introiti commerciali.


Di  Goodwolf

 "Il disco parte benissimo con 'Sleepwalker', 'Washington is next' e 'Never walk alone'"

 "'United abominations' è un pezzo politico, che non mi esalta da nessun punto di vista."