Il ritorno del rossocrinito Mustaine, con una formazione ancora una volta diversa, ma senza cambiare una virgola per quanto riguarda sound e stile. Il disco parte benissimo con "Sleepwalker", "Washington is next" e "Never walk alone" che si rifanno in pieno al Megadeth style. Poi, a mio avviso, dalla quarta traccia in poi il disco perde in qualità e si concentra più sui testi che non sulla qualità delle composizioni in se stesse. "United abominations" è un pezzo politico, che non mi esalta da nessun punto di vista. "Gears of war", fa da colonna sonora all'omonimo videogame, "Blessed are the dead", "Pay for blood" e "Amerikhastan", sono pezzi trascurabili, così come la commerciale versione di "A tout le Monde" con Cristina Scabbia, che non aggiunge niente alla recendente versione presente su Youthanasia. Discreti invece gli ultimi due pezzi "You're dead" e "Burnt ice", che sembrano quasi usciti da lavori dei primi Megadeth. In conclusione mi sento di dare una sufficienza e niente più a quest'album, che presenta buoni pezzi ed altri trascurabili, segnando secondo me un passo indietro rispetto al predecessore "The system has failed"
La perfetta sintesi della carriera dei Megadeth: potenza thrash anni '80 e melodia heavy anni '90.
Decisamente una delle migliori uscite dell'anno e della band stessa, degno di essere accostato a Rust in Peace e Countdown to Extinction.
Questo disco non è nulla di eclatante, ma gli arrangiamenti sono più che buoni, e la produzione eccellente.
La band di Mustaine si dimostra sempre meritevole di ascolto, grazie al proprio impegno per suonare con passione, e non per i puri introiti commerciali.
I Megadeth la storia l'hanno scritta a caratteri cubitali, e lo hanno fatto alla grande fino a 10-15 anni fa.
Il disco suona bene ma è un pò arido e monotono (salvo poche eccezioni) nelle parti riservate al pur bravissimo singer, il grande Mustaine.