Fino al 2004 le sorti dei Megadeth erano incerte: in effetti vari rumors davano come certo lo scioglimento del gruppo. Nel 2004, il disco "The System Has Failed" è riuscito ad allontanare le incertezze che vi erano attorno al gruppo di Mustaine.
Quest anno ha fatto la comparsa il nuovo album dei Megadeth: "United Abominations". Pur essendo un disco non comparabile ai fasti che furono con i ben più famosi "Peace Sells" e "Rust in Peace", risulta comunque apprezzabile dal punto di vista musicale e della produzione, da sempre caratteristiche immancabili per i Megadeth. Insomma, questo disco non è nulla di eclatante, ma gli arrangiamenti sono più che buoni, e la produzione eccellente. Come al solito la band di Mustaine & co., nonostante gli anni passati, si dimostra sempre meritevole di ascolto, grazie al proprio impegno per suonare con passione, e non per i puri introiti commerciali, come i Metallica (qualcuno ha detto St. Anger?) hanno dimostrato di fare.
Analisi delle tracce:
- 1. Sleepwalker: il brano viene iniziato con un arpeggio iniziale molto pacato e successivamente un crescendo di tastiere da inizio alla sfuriata degli strumenti, che si rivelano fin dall'inizio fedeli al vecchio, ma sempreverde thrash.
- 2. Washington is next!: d'ascolto sicuramente più facile e trascinante è questa seconda traccia, che risulta subito coinvolgente e di ottimo impatto. Probabilmente una delle due canzoni "commerciali" del disco.
- 3. Never walk alone...a call to arms: L'inizio struggente, in classico stile Megadeth, introduce una classica canzone da "Countdown to Extinction". Uno stupendo brano apprezzabile solo grazie all'ascolto.
- 4. United Abominations: nata con l'intento di essere canzone base del disco, ha fallito nel suo compito, risultando una delle due pecore nere del disco. Sia strofa che ritornello sono molto banali, privi di fantasia e inoltre poco trascinanti.
- 5. Gears of War: molto essenziale e minimalista, quanto minaccioso e oscuro è l'inizio della canzone scelta proprio per l'omonimo gioco per Xbox360. La fantasia ha un minimo sfogo nel finale dove i chitarristi hanno la possibilità di sbizzarrirsi con i loro strumenti.
- 6. Blessed are the dead: discreto brano, nulla di speciale.
- 7. Play for blood: una delle migliori del disco. Riff molto coinvolgenti e messi al posto giusto, al "secondo" giusto. Con un sound imponente, batteria e basso, accompagnano le due chitarre, la vera anima di questa canzone. Assolutamente da ascoltare.
- 8. A tout le monde (set me free): Questo pezzo, cantato da Mustaine con Cristina Scabbia (cantante dei Lacuna Coil) è un mal riuscito tentativo di riprendere la "A tout le monde" di "Youthanasia". Sicuramente il peggiore brano del disco, che mal suonato e mal arrangiato, risulta un brano "ultra-commerciale".
- 9. Amerikhastan: ottimo brano, con altrettanti ottimi assoli e riff, semplici e orecchiabili.
- 10. You're dead: senza infamia, e senza lode è il primo brano a due cifre del disco. Molto banale, ma almeno deve essere menzionata per essere il brano più veloce dell'intero album.
- 11. Burnt Ice: altra canzone anonima che, eccezion fatta per i ben arrangiati assoli, rimane sicuramente in secondo piano.
Voto del disco: 70/100
La perfetta sintesi della carriera dei Megadeth: potenza thrash anni '80 e melodia heavy anni '90.
Decisamente una delle migliori uscite dell'anno e della band stessa, degno di essere accostato a Rust in Peace e Countdown to Extinction.
"Il disco parte benissimo con 'Sleepwalker', 'Washington is next' e 'Never walk alone'"
"'United abominations' è un pezzo politico, che non mi esalta da nessun punto di vista."
I Megadeth la storia l'hanno scritta a caratteri cubitali, e lo hanno fatto alla grande fino a 10-15 anni fa.
Il disco suona bene ma è un pò arido e monotono (salvo poche eccezioni) nelle parti riservate al pur bravissimo singer, il grande Mustaine.